Conferenza ONU sulle droghe: il mondo cambia approccio, ma l’Italia resta proibizionista
Alla Commissione ONU sulle droghe cresce il consenso per politiche basate su evidenze scientifiche
Alla recente sessione della United Nations Commission on Narcotic Drugs, la principale conferenza globale sulle politiche sulle droghe che si svolge ogni anno a Vienna, è emerso con chiarezza un cambiamento nel dibattito internazionale.
Sempre più Paesi stanno mettendo in discussione l’approccio puramente repressivo alla questione delle droghe e chiedono politiche fondate su evidenze scientifiche, salute pubblica e diritti umani.
Nel confronto internazionale, tuttavia, la posizione dell’Italia appare ancora ancorata a un’impostazione fortemente proibizionista.
Cos’è la Commissione ONU sulle droghe

La Commission on Narcotic Drugs è l’organismo delle Nazioni Unite incaricato di monitorare l’applicazione delle convenzioni internazionali sugli stupefacenti e orientare le politiche globali in materia.
Ogni anno riunisce governi, ricercatori, agenzie internazionali e organizzazioni della società civile per discutere di:
prevenzione delle dipendenze
politiche di riduzione del danno
contrasto al narcotraffico
accesso ai trattamenti sanitari
Negli ultimi anni il dibattito si è progressivamente spostato verso un approccio più pragmatico: affrontare il consumo di droghe come una questione di salute pubblica, piuttosto che esclusivamente come un problema criminale.
Sempre più Paesi chiedono politiche basate sulla scienza
Durante questa sessione della Commissione, alcuni paesi europei hanno promosso una risoluzione che invita gli Stati a rafforzare politiche basate su dati scientifici.
L’obiettivo è migliorare la prevenzione, l’accesso alle cure e l’efficacia delle strategie di intervento.
Questa posizione riflette una tendenza sempre più diffusa: diversi governi stanno sperimentando politiche alternative al proibizionismo tradizionale, tra cui:
depenalizzazione del consumo personale
programmi di riduzione del danno
accesso più ampio ai trattamenti per le dipendenze
regolamentazione di alcune sostanze
Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al paradigma della cosiddetta “guerra alla droga”, dominante per decenni.
La posizione del governo italiano
Durante la conferenza di Vienna la linea italiana è stata illustrata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Nel suo intervento, Mantovano ha ribadito che l’Italia resta contraria all’uso di sostanze stupefacenti per finalità non mediche o scientifiche e che non dovrebbe esistere alcun diritto al consumo di droghe.
Secondo il governo italiano, le priorità restano:
prevenzione
contrasto al traffico di droga
monitoraggio delle nuove sostanze sintetiche
attenzione alla diffusione di oppioidi sintetici come il fentanyl
Una posizione che, secondo diversi osservatori, rischia però di collocare il paese su una linea sempre più isolata nel dibattito internazionale.
Il cambiamento del dibattito globale sulle droghe
Tra gli interventi più discussi alla conferenza c’è stato quello del presidente colombiano Gustavo Petro, che ha invitato la comunità internazionale ad aprire una riflessione critica sul fallimento delle politiche proibizioniste adottate negli ultimi decenni.
Sempre più studi e analisi evidenziano infatti che la repressione da sola non è sufficiente a ridurre il consumo di sostanze né a contrastare il narcotraffico.
Per questo molti Paesi stanno iniziando a sperimentare nuovi modelli di regolamentazione e politiche più orientate alla salute pubblica.
Politiche sulle droghe e futuro della regolamentazione
l confronto che si svolge ogni anno alla Commission on Narcotic Drugs rappresenta uno dei principali indicatori dell’evoluzione globale delle politiche sulle droghe.
Il segnale che arriva da United Nations è sempre più chiaro: cresce il numero di governi, esperti e organizzazioni che chiedono di superare approcci puramente repressivi e adottare strategie fondate su evidenze scientifiche, salute pubblica e regolamentazione responsabile.
Nel mondo il dibattito si sta spostando rapidamente. Sempre più Paesi stanno sperimentando politiche diverse, dalla depenalizzazione alla regolamentazione di alcune sostanze, nel tentativo di ridurre i danni sociali e sanitari legati al proibizionismo.
In questo contesto, la posizione dell’Italia appare ancora distante dalle nuove tendenze internazionali.
La domanda che resta aperta è semplice ma cruciale: il nostro paese sceglierà di partecipare al cambiamento globale sulle politiche delle droghe, oppure continuerà a restare fermo su un modello che sempre più governi stanno mettendo in discussione?
Il dibattito è ormai aperto, e il futuro delle politiche sulle droghe si giocherà proprio su questa scelta.

