CannaMilk – Latte di CANAPA

Molte persone sentono l’esigenza di trovare un sostituto vegetale al classico latte di mucca. I motivi sono molteplici e vanno dalle intolleranze alle prese di posizione dal punto di vista alimentare. Il latte di canapa è un latte vegetale perfetto, facile da preparare in casa e ricco di proprietà nutritive.

 

Fresco, leggero e velocissimo da preparare, Il latte di canapa fatto in casa è ricco di proteine di qualità altamente digeribili.

 

 

Si tratta di un drink vegetale e crudista preparato semplicemente frullando i semi di canapa sativa con l’acqua.

E se vi state chiedendo se si tratta di una bibita stupefacente …beh, assolutamente no: potete stare tranquilli che di stupefacente c’è solo il gusto perché i semi di canapa sativa sono del tutto innocui e non contengono molecole tossiche! 

 

I semi di canapa si possono aggiungere a smoothies, barrette energetiche senza cottura, insalate e quinoa. Inoltre questi semi sono ricchi di grassi vegetali sani, vitamine, fibre, sali minerali, antiossidanti e clorofilla.
I semi di canapa sono una preziosa fonte di proteine vegetali e di acidi grassi essenziali tra i quali anche gli Omega-3 e Omega-6. Non contiene colesterolo ne lattosio.

L’ulteriore presenza di acido gamma-linoleico (GLA) rende i semi di canapa nutrizionalmente superiori rispetto ad altri semi alimentari. Essi contengono anche una levata quantità di Vitamina A, D ed E, ferro, antiossidanti, antinfiammatori, terpeni con funzioni citoprotettive e, in tracce, analgesici naturali. Proprio per le sue proprietà anti infiammatorie, l’apporto proteico completo e  la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali, la canapa è molto utilizzata come integratore alimentare per gli sportivi.

Le proprietà del latte di canapa biologico sono tantissime. Sapevate ad esempio che contiene il 46% del calcio che dovremo assumere quotidianamente? Il latte di mucca ne contiene solo il 30%.

A differenza del latte acquistato in commercio, il latte di canapa homemade è molto cremoso, ha un colore verde chiaro ed un sapore fresco, a tratti astringente, e gradevole simile a quello dei semi di girasole o nocciole.

E’ una bevanda energizzante e per tanto dovrebbe essere consumata al mattino come un normale latte, così da avere subito l’effetto saziante e trovare la giusta spinta per affrontare i numerosi impegni della giornata. Un vero SuperFood.

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RICETTA LATTE DI CANAPA (HEMP MILK)

 

INGREDIENTI:

  • 100 g di semi di canapa
  • 1 litro di acqua
  • Q.b. di sale
  • Facoltativo: 1 o 2 cucchiai di sciroppo d’acero

MATERIALE OCCORRENTE:

  • Frullatore
  • Garza
  • Ciotole
  • Colino

PREPARAZIONE:

. In questa ricetta abbiamo utilizzato i semi di canapa integrali (non decorticati): consigliamo l’ammollo per un paio di ore semplicemente per facilitare la successiva frullatura.
Per i semi di canapa decorticati, è possibile ridurre i tempi di ammollo a 15 minuti.

  1. Pesare i semi di canapa, coprirli con 200 ml di acqua fredda e lasciarli in ammollo per un paio di ore.
  2. Riunire i semi di canapa ammorbiditi, insieme all’acqua di ammollo, nel frullatore a bicchiere. Aggiungere a piacere un pizzico di sale e, chi lo desidera, un paio di cucchiai di sciroppo d’agave. Iniziare a frullare e, lentamente, aggiungere l’acqua che rimane. Le dosi suggerite permettono di ottenere un latte di canapa mediamente denso. Per ottenerlo più liquido, sarà sufficiente aumentare la dose di acqua. Viceversa, per ottenere una maggiore densità, si consiglia di aumentare la quantità di semi di canapa.
  3. Preparare un colino capiente e foderarlo con un canovaccio pulito. Collocare il colino sopra ad una ciotola e versare la bevanda attraverso il canovaccio: il latte di canapa verrà raccolto nella ciotola sottostante, mentre nel canovaccio si potrà raccogliere l’okara (semi esauriti, ricchi di fibra  – L’okara può essere utilizzata per preparare pane, polpette o biscotti. – ). Per agevolare lo sgocciolamento, si consiglia di strizzare il fagotto con le mani.
  4. Il latte di canapa si può degustare al naturale oppure si può usare per preparare frullati di frutta o rappresentare la materia prima per la preparazione del Tofu di Canapa.
  5. Il latte di canapa si conserva in frigo per 3-4 giorni. La durata è breve perché il latte è piuttosto delicato, anche per la presenza degli acidi grassi omega 3 e 6.

 

IMPORTATE:

  • Agita bene il barattolo prima di ogni utilizzo: non contenendo conservanti e addensanti, un sottile strato oleoso giallo/verdastro potrebbe salire in sulla superficie ma questo è del tutto normale.
  • Per un miglior risultato, gusta il latte di canapa freddo da frigorifero o lascialo intiepidire a temperatura ambiente.

I diversi metodi per coltivare la Cannabis light

CANNABIS OUTDOOR, INDOOR E GREENHOUSE

 

Ecco le principali differenze tra le varie tecniche di coltivazione di canapa legale.

La migliore marijuana può essere coltivata ovunque con le più diverse tecniche colturali. Sono i coltivatori a decidere quale metodo usare e, con alcuni accorgimenti, si possono ottenere sempre cime di ottima qualità. Ad esempio, l’intensità luminosa del sole può essere raggiunta con le più moderne luci a LED, capaci di simulare il suo spettro e la sua energia.

In altri casi, si possono addirittura combinare tecniche indoor con altre outdoor, ad esempio mantenendo le piante in crescita vegetativa sotto una luce artificiale e passarle alla luce solare nel periodo di fioritura. Le possibilità sono quasi infinite!

Inoltre, la scelta è dettata anche dalla zona climatica in cui si coltiva, dagli spazi disponibili per montare un Grow Box e così via. Tutti i metodi colturali hanno i loro aspetti negativi e positivi. Sono i coltivatori a dover apprendere quale sistema è più conveniente per le proprie esigenze.

 

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  • OUTDOOR

 

Coltivare all’aria aperta è il metodo più naturale per produrre marijuana, come avviene nelle più tradizionali pratiche agricole. La Cannabis è una delle più antiche colture agricole che l’uomo abbia mai portato avanti, ancora oggi ampiamente coltivata. In generale, si tratta di un metodo che richiede semplicemente qualche seme ed una location appropriata dove coltivare. A seconda del clima, le piante richiedono poche attenzioni, in quanto sarà la natura stessa ad occuparsi del loro sviluppo. Questo metodo consente di risparmiare tempo e denaro, se eseguito correttamente.

È il metodo più semplice per coltivare. Quando le condizioni ambientali sono buone, sono sufficienti alcuni semi di buona qualità. Infatti, chi si occupa realmente della coltivazione è Madre Natura.

All’aria aperta si possono ottenere enormi rese produttive, in quanto le piante sono libere di crescere e di ricevere tutto ciò di cui hanno bisogno, raggiungendo dimensioni imponenti come quelle di un piccolo albero (grazie alla potenza della luce solare).

È anche il modo più economico di coltivare, dato che è la natura ad offrire aria, luce e suolo. A volte può richiedere l‘apporto di qualche fertilizzante e di recinzioni protettive, ma le spese rimarranno significativamente inferiori rispetto alle coltivazioni indoor.

Molti coltivatori outdoor sostengono che il profilo dei cannabinoidi raggiunto dalle proprie piante di marijuana non è paragonabile a quello delle coltivazioni indoor, poiché i sapori delle cime tendono ad essere più intensi.

Una volta impostata correttamente, una coltivazione outdoor richiede poca manutenzione, il che permetterebbe di avere più tempo da dedicare ad altre attività.

 

 

  • INDOOR

 

L’indoor non si basa su principi colturali naturali, bensì su metodi più scientifici. Con il passare degli anni, questa alternativa è evoluta enormemente e il progresso sia tecnologico che colturale permette oggi di ottenere ottimi risultati. Se volete coltivare indoor la vostra Cannabis, dovrete inevitabilmente investire molto denaro, ma la ricompensa saranno deliziose cime compatte.

Questa pratica colturale è più discreta. Se nessuno viene a sapere della vostra piantagione e riuscite a nascondere i pungenti odori sprigionati dalle piante, avrete buone probabilità di poter coltivare indisturbati.

I tempi di sviluppo delle piante sono molto più ridotti, il che consente di ottenere più raccolti all’anno. Una coltivazione indoor si può avviare in qualsiasi periodo dell’anno, senza dover necessariamente aspettare la stagione primaverile.

Tutti i parametri colturali possono essere controllati direttamente dal coltivatore, il che si traduce in marijuana di alta qualità. In questo modo i risultati diventano ancora più prevedibili.

Molti coltivatori sostengono che la qualità complessiva delle cime è superiore a quella della Cannabis coltivata all’aperto. Le cime, normalmente, assumono un aspetto molto gradevole a livello estetico e la loro potenza è superiore, chi fa uso di Cannabis a fini terapeutici tende ad apprezzare maggiormente la marijuana coltivata indoor.

 

 

  • GREENHOUSE

 

La terza tecnica di coltivazione, cioè il metodo greenhouse, per ottenere raccolti di canapa sativa light è una sintesi tra le prime due. Utilizzarlo significa sfruttare i vantaggi sia della coltivazione outdoor, sia di quella indoor.

Attraverso le serre, i coltivatori hanno la possibilità di controllare l’ambiente circostante, l’illuminazione e il ricircolo dell’aria. Di solito si opta per la luce solare quando possibile poiché, naturalmente, significa ridurre i costi di manutenzione della serra stessa.

Inoltre le serre permettono ai coltivatori di monitorare le loro colture e riuscire ad ottenere prodotti di qualità durante tutto l’anno.

Tutto ciò dovrebbe chiarire i dubbi dei meno conoscitori: è possibile ricavare ottima erba light e di produzione propria se si pondera attentamente sulle opzioni più adatte a noi.

 

 

. POSSIBILI SVANTAGGI DELLE DIVERSE METODOLOGIE DI COLTURA:

. La Cannabis è in balia di diversi fattori ambientali e potrebbe essere distrutta in poche ore da tempeste, forti venti e piogge. Ciò può essere evitato coltivando outdoor con normali vasi, in modo da poter mettere le piante in un luogo sicuro nelle giornate più burrascose. Tuttavia, quest’ultima soluzione limiterebbe lo spazio di crescita delle piante, il che porterebbe svantaggi in un ambiente che, a priori, dovrebbe invece offrire superfici illimitate di sviluppo.

La coltivazione outdoor è una strada poco praticabile per chi vive in centro città o in zone residenziali molto frequentate.

Se la zona di coltivazione non viene minuziosamente studiata a priori, si correrà il rischio che passanti o ladri possano interessarsi alle vostre attività. E a proposito di rischi e pericoli, la Cannabis coltivata all’aperto è anche più incline ai danni da parassiti, animali e malattie.

Poiché non esiste alcun controllo sulle ore di luce fornite dal sole, i periodi di coltivazione tendono ad essere più lunghi, ma le rese sono più abbondanti. A seconda di dove si vive, le coltivazioni outdoor tendono a produrre un solo raccolto all’anno, a meno che non si utilizzino varietà autofiorenti.

. Gli investimenti iniziali per avviare una coltivazione indoor sono sempre maggiori, data la necessità di acquistare tutte le attrezzature necessarie per la sua corretta installazione. Comporta una spesa aggiuntiva sulla bolletta della luce. Attenzione al voltaggio delle lampade che si andranno a scegliere.

Nelle coltivazioni indoor sono necessarie molte più cure colturali e manutenzione rispetto alla coltivazione outdoor, dato che l’umidità e le sostanze nutrienti non sono presenti nell’ambiente circostante.

La ventilazione e il sistema di filtraggio devono essere sempre mantenuti perfettamente funzionali, per garantire la massima discrezione, salvaguardando il rischio di odori forti in luoghi chiusi.

Cucinare con il CBD

Aggiungere il CBD alla cucina è un ottimo modo per integrare le sue proprietà curative nella routine quotidiana.

Con l’aumentare della popolarità dei nuovi prodotti al CBD, probabilmente inizierai a vederli aggiunti a una varietà di cibi e bevande come caffè, cioccolatini, biscotti e caramelle, gelato e infusi.

Una recente sperimentazione clinica ha rivelato che quando il CBD viene assunto con un pasto ricco di grassi, la sua biodisponibilità aumenta di circa quattro o cinque volte, significa che la percentuale di CBD assorbita nei tessuti bersaglio aumenta considerevolmente se assunta con il cibo.

L’ECS, il nostro sistema endocannabinoide, svolge un ruolo essenziale nel mantenimento dell’omeostasi; in sostanza, il suo compito è quello di monitorare continuamente le condizioni interne del corpo, mantenendolo in uno stato di equilibrio. Questo sistema è costituito da recettori noti come CB1 e CB2 (presenti in tutto il corpo) negli organi, nel cervello, nel tessuto connettivo, nelle ghiandole e nelle cellule immunitarie.

Uno degli strumenti più potenti per combattere l’infiammazione è il cibo.

Una dieta antinfiammatoria composta da grassi sani come olio d’oliva, frutti di bosco, verdure a foglia verde e pesce grasso, può aiutare a combattere l’infiammazione e il dolore alle articolazioni.

Ad esempio, il semplice fatto di assumere il CBD insieme al tuo cibo preferito, un’ora dopo un evento stressante, può dare effetti calmanti a lunga durata, riducendo eventuali aumenti della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, e migliorando la resistenza generale allo stress.

Naturalmente, se vuoi aggiungere il CBD al tuo cibo, devi assicurarti di utilizzare un prodotto di prima scelta e alta qualità.

 

 

 

IL CBD PUò ESSERE AGGIUNTO IN TUTTE LE RICETTE, DALLA COLAZIONE, ALLA CENA O ANCHE NEI COCKTAIL. 

 

Il CBD è liposolubile, perciò risulta estremamente semplice da aggiungere in una grande varietà di ricette in cui sono richiesti ingredienti grassi, come burro o olio di cocco. Il cannabinoide può essere aggiunto ai piatti salati sotto forma di condimento, salsa e marinature. Ma può essere anche usato per arricchire i dolci, come i brownie, le torte e persino le bevande, come affogati al caffè e cocktail.

Per i consumatori di cannabis, indipendentemente dall’uso che si decide di farne, ci sono alcune linee guida da seguire per evitare di sprecare parte di questo prezioso ingrediente.

Secondo un diffuso malinteso, la cannabis cruda è psicoattiva. I cannabinoidi della marijuana “fresca” non sono presenti nella loro forma attiva.

Sia il THC che il CBD contenuti nella cannabis sono presenti nella loro forma acida, ovvero come THCA e CBDA. Per convertire entrambe queste molecole in THC e CBD è necessario un processo chiamato decarbossilazione.

Questo processo consiste nel riscaldare la cannabis ad una certa temperatura al fine di rimuovere un gruppo carbossile dalla molecola. Pertanto, cospargere una cima di marijuana fresca sopra un’insalata o mescolarla in una bevanda non farà altro che apportare una quantità di CBDA al consumatore. Quando invece l’obiettivo è assumere il CBD.

Il problema non si pone per la maggior parte dei fumatori di cannabis, dal momento che la combustione attiva automaticamente il processo di decarbossilazione. La temperatura di alcuni piatti caldi può essere sufficiente per decarbossilare le infiorescenze crude.

Ma è sempre meglio eseguire la procedura in maniera corretta prima di utilizzare la cannabis in cucina, per essere sicuri di aver attivato correttamente tutti i cannabinoidi. Per farlo, è sufficiente macinare le infiorescenze crude, posizionarle su una teglia o su un foglio di carta da forno e cuocere in forno a 110–120° per un’ora.

 

. CBD e caffeina a colazione:

Di questi tempi mescolare CBD e caffè o tè, è una vera tendenza nel mondo CBD. Puoi anche comprare chicchi di caffè pre-miscelati con CBD.

Gli effetti rilassanti del CBD aiutano a ridurre gli effetti collaterali indesiderati come l’ansia e il nervosismo del consumo di caffeina. In aggiunta, si dice anche che il CBD aumenti la prontezza indotta dal caffè e prolunghi gli effetti di entrambe le sostanze: è un’unione galattica.

Ci sono moltissime ragioni per cui potresti voler iniziare a mescolare il CBD con il caffè mattutino o con qualsiasi caffè successivo.

La caffeina nel caffè (e in altre fonti di caffeina) risulta agire sinergicamente insieme al CBD. Se assunte insieme, entrambe le sostanze forniscono un livello di produttività maggiore aumentando l’attenzione e la concentrazione. Inoltre, rallentano la metabolizzazione l’uno dell’altro, il che permette a entrambi di circolare per tempi più lunghi.

Infine, il CBD neutralizza direttamente molti degli effetti collaterali più frustranti della caffeina, come episodi di ansia, agitazione, tremori e crampi muscolari.

 

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. CBD in olio e/o burro:

Esistono tantissime preparazioni di estratto di CBD in olio, ma è possibile prepararsi il propio olio al CBD, grazie al quale si possono condire tantissimi piatti.

Successiva alla decarbossilizzazione delle inflorescenze di Cannabis light, occorre far sobbollire, nell’olio che più vi piace, i fiori tritati per una mezzoretta, lasciare raffreddare, filtrare e il gioco è fatto. Si conserva in frigo in un vasetto di vetro e si deve mescolare bene ogni volta prima del suo utilizzo in modo da amalgamare bene le sostanze. Può essere usato per condire sia piatti caldi che piatti freddi.

Un modo semplice e funzionale per utilizzare l’estratto di CBD è adoperarlo per preparare il burro. Può anche essere preparato dalle inflorescenze nella stessa modalità precedentemente descritta per l’olio.

Il burro ha finalmente guadagnato la reputazione di alimento sano, dopo essere stato ritenuto il killer della linea per molti anni, e può essere usato per la preparazione di molte altre pietanze. Vero che l’alternativa vegetale è più leggera e facile da assumere, ma è giusto lasciare a tutti la libertà di scegliere ciò che più gli aggrada.

L’olio di CBD può essere aggiunto a questo grasso, ed è uno dei modi per aumentare i benefici.

Il procedimento è molto semplice. Bisogna spezzettare il burro in una casseruola, aggiungere l’olio di CBD e circa 1 litro di acqua. Dopo bisogna far cuocere a fuoco basso per circa un paio di ore. Mescolando di tanto in tanto. Quando l’acqua sarà evaporata bisogna trasferire il composto in un recipiente e lasciare raffreddare.

Il burro al CBD può essere conservato in frigorifero e utilizzato per la preparazione di dolci e biscotti. Per condire piatti di carne o verdura o per ungere una fetta di pane tostato come merenda.

 

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. Fiori di CBD come tisane o in infusi:

Possiamo assumere il CBD attraverso una tisana, un buon modo per rilassarci attraverso una bevanda calda e rilassante.

Abbiamo provato per voi una tisana 100% canapa, di origine biologica e con un livello di CBD che arriva al 7%.

È molto importante acquistare una canapa di origine 100% naturale e biologica, perchè questa pianta ha la caratteristica botanica di fitodepurare il terreno in cui cresce, assorbendo di fatto i metalli pesanti e gli agenti inquinanti presenti. Se la nostra canapa non viene coltivata su terreni puliti e biologici, rischiamo di assimilare attraverso l’uso delle sostanze chimiche anche pericolose.

Occorre saper preparare al meglio una tisana o un infuso cn CBD, poiché gli effetti saranno percepiti solo successivamente all’attivazione del principio attivo CBDA. Molte persone rimangono deluse dalla preparazione della tisana: gli effetti sono leggeri, su alcuni soggetti quasi nulli.

Questo accade perchè spesso non si prepara la tisana nella giusta maniera: i cannabinoidi presenti nella canapa hanno bisogno, per essere attivati, di essere sottoposti ad un processo chimico detto decarbossilazione.

Questo processo attiva di fatto i cannabinoidi rendendoli assimilabili dal nostro organismo. Senza questa fase, gli effetti sono pressochè nulli. Ci sono due modalità per decarbossilare la nostra canapa: arrivare a temperature superiori a quelle di ebollizione (130 gradi centigradi), oppure aggiungere un grasso (come il latte di mucca o latte di soia come alternativa vegana). I cannabinoidi sono infatti liposolubili, quindi si attivano in presenza di un grasso.

Essendo impossibile aumentare la temperatura nella preparazione della tisana, possiamo aumentare i tempi di ebollizione e aggiungere un elemento grasso.

 

 

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. CRISTALLI di CBD con tutto:

Usando i cristalli di CBD non dovrete più perdere tempo ad estrarre il cannabinoide dalla pianta. Infatti in questo caso il lavoro è già stato fatto, e i cristalli di CBD puri al 99% possono essere aggiunti facilmente a vari prodotti. I cristalli sono una forma purificata e cristallizzata di estratto di canapa con oltre il 99% di contenuto di cannabidiolo, con l’obiettivo di dare al prodotto il sapore caratteristico di un estratto di Cannabis.

I cristalli di CBD o isolati di CBD sono considerati la forma più pura del cannabidiolo naturale ottenuto utilizzando metodi di estrazione moderni.  Il CBD isolato è un’opzione ancora più semplice e precisa.

I cristalli di CBD possono essere facilmente aggiunti in qualsiasi piatto o bevanda. Essi trovano infatti impiego in cucina, nella preparazione di caramelle, brownie, torte e zuppe al CBD. I cristalli possono essere usati per realizzare e-liquid fatti in casa, combinandoli con una base di glicerina. Possono essere anche cosparsi in modo artistico su torte e brownie, come un velo di granella croccante, oppure in affogati al caffè da mescolare come zucchero, meglio se sciolti prima in ingredienti grassi, come olio, burro o latte.

Sono perfetti nella preparazione di frullati, concentrati, estratti o anche cocktail analcolici o alcolici. In America sono diffusissime bevande energizzanti con estartto di CBD puro e molti bar si sbizzarriscono nella creazione di cocktail particolari che possano combinare al meglio il sapore intenso della cannabis.

Inoltre, i cristalli di CBD sono assolutamente privi di THC. Molti prodotti contenenti CBD contengono una certa quantità di cannabinoide psicoattivo, seppur minima. I cristalli di CBD non contengono THC, pertanto sono particolarmente adatti a coloro che desiderano assumere il CBD, ma temono che le tracce di THC possano essere rilevate dai test antidroga.

Le possibilità sono infinite e sono limitate solo dalla tua immaginazione.

 

 

 

 

Le DIVERSE Specie di Cannabis

Indica e sativa: origine ed evoluzione dei termini

Le parole “indica” e “sativa” sono state introdotte nel XVIII secolo per descrivere diverse specie di cannabis: Cannabis sativa e Cannabis indica. Il termine sativa descrive le piante di canapa presenti in Europa e nell’Eurasia occidentale, dove veniva coltivata per le sue fibre e semi. Cannabis indica si riferisce alle varietà psicoattive scoperte in India, dove è stata raccolta per la produzione di semi, fibre e hashish.

Anche se le varietà di cannabis che consumiamo derivano in gran parte dalla Cannabis indica, entrambi i termini sono usati, anche se erroneamente, per organizzare le migliaia di ceppi che circolano oggi sul mercato.

Ecco come i termini sono cambiati dalle loro prime definizioni botaniche:

“Sativa” si riferisce a varietà di cannabis alte e a foglie strette, che si pensa inducano effetti energizzanti. Tuttavia, queste varietà a foglia stretta (NLD) erano originariamente Cannabis indica ssp. indica.
“Indica” è venuto per descrivere robusto, piante a foglia larga, pensato per fornire effetti sedativi. Queste varietà a foglia larga (BLD) sono tecnicamente Cannabis indica ssp. Afghanica.
“Canapa Ruderalis” si riferisce alle varietà industriali non inquinanti raccolte principalmente per fibre, semi e CBD. Tuttavia, questo è stato originariamente chiamato Cannabis sativa.
Con la commercializzazione di massa della cannabis, le distinzioni tassonomiche tra specie di cannabis e sottospecie si sono capovolte e calcificate. Ma ora che avete capito che c’è di più in una varietà che la sua indica, sativa, o designazione ibrida, vale la pena pensare a come fare acquisti per il giusto ceppo durante la vostra prossima visita in dispensario.

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA CANNABIS INDICA, SATIVA, RUDERALIS E IBRIDA?

 

 

 

Con più di 1.000 ceppi di cannabis allevati negli ultimi decenni, è fondamentale che i pazienti che fanno uso di cannabis siano consapevoli dei diversi tipi di efficacia disponibili in termini di medicina della cannabis. Alcune varietà di cannabis sono più adatte per particolari malattie e disturbi, rispetto ad altre. La scelta del giusto ceppo è fondamentale per garantire che i pazienti ricevano la migliore terapia possibile.

 

Che cosa si dovrebbe cercare per capire gli effetti dei diversi ceppi?

La regola generale, spesso applicata, è che le Sativa sono più tonificanti ed energizzanti, mentre quelle Indica sono più rilassanti e calmanti – ma non è così semplice.
Le singole piante producono effetti diversi, anche tra lo stesso tipo di cannabis. Tutto dipende dalla composizione chimica della pianta e dalla tecnica di coltivazione utilizzata.

Spesso, i tipi di pianta sono suddivisi in ceppi specifici, o razze.
I ceppi si distinguono per il loro contenuto individuale di cannabinoidi e terpene. Questi composti sono ciò che determinano gli effetti complessivi del ceppo.

Le piante di cannabis contengono dozzine di composti chimici chiamati cannabinoidi.
Questi componenti naturali sono responsabili della produzione di molti degli effetti – sia negativi che positivi – dell’uso di cannabis.
I ricercatori ancora non capiscono cosa fanno tutti i cannabinoidi, ma ne hanno identificati due principali – il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) – così come diversi composti meno comuni.

Molta attenzione è dedicata alla quantità di THC e CBD in un dato ceppo, ma ricerche più recenti suggeriscono che i terpeni possono avere lo stesso impatto.
I terpeni sono un altro composto naturale presente nella pianta di cannabis. I terpeni presenti influenzano direttamente l’odore della pianta. Possono anche influenzare gli effetti prodotti da ceppi specifici. Quando si tratta di aromi, le varietà di Indica tendono ad emettere odori ammuffiti, terrosi e puzzolenti, mentre le Sativa hanno un odore dolce, fruttato o piccante. Questa differenza di aroma è il risultato di terpeni, le molecole all’interno della pianta che sono cugine di cannabinoidi come THC e CBD. Mentre queste sostanze chimiche forniscono odori a volte incredibilmente pungenti, il loro più grande beneficio per i pazienti è in realtà la loro efficacia medicinale.

 

 

Analisi delle diverse sottospecie:

 

. INDICA

La differenza più importante tra queste due sottospecie di cannabis, tuttavia, è nei loro effetti medici e come influenzano i livelli di energia e produttività. Le indicazioni tendono a diminuire l’energia e sono migliori per il consumo di sera o di notte, dopo la conclusione del lavoro e delle attività della giornata.

I ceppi di Indica potenti possono dare ad alcuni pazienti che cosa è denominato “couchlock”, una circostanza in cui diventano così distesi che si preoccupano appena alzano dal sofà.

  • Origine: La cannabis sativa si trova principalmente in climi caldi e secchi con lunghe giornate di sole. Questi includono l’Africa, l’America Centrale, l’Asia sudorientale e le parti occidentali dell’Asia.
  • Descrizione della pianta: Le piante Sativa sono alte e sottili con foglie simili a dita. Possono crescere più alti di 12 piedi, e ci mettono più tempo a maturare rispetto ad altri tipi di cannabis.
  • Tipico rapporto tra CBD e THC: la Sativa ha spesso dosi più basse di CBD e dosi più elevate di THC.
  • Effetti d’uso comunemente associati: Sativa produce spesso un “sballo mentale”, o un effetto energizzante che riduce l’ansia. Se si utilizzano varietà a predominanza sativa, ci si può sentire produttivi e creativi, non rilassati e letargici.
  • Uso diurno o notturno: grazie al suo impatto stimolante, è possibile utilizzare Sativa durante il giorno.

 

 

. SATIVA

Le Sativa, d’altra parte, sono edificanti e cerebrali, migliorando la creatività e la produttività. Indicas fornire ciò che è stato chiamato un “corpo alto,” mentre sativa consegnare più di un “mente alta.” Purtroppo, le piante sativa richiedono più tempo per crescere e produrre meno medicina (fiori) rispetto alle varietà indica.Questo è il motivo per cui le varietà indica hanno tradizionalmente dominato quelle disponibili sul mercato nero, dove non vi è alcuna preoccupazione per il bisogno dei pazienti e l’unico obiettivo è il profitto.

  • Origine: Cannabis indica è originaria dell’Afghanistan, India, Pakistan e Turchia. Le piante si sono adattate al clima spesso aspro, secco e turbolento delle montagne Hindu Kush.
  • Descrizione della pianta: Le piante Indica sono corte e tozze, con vegetazione cespugliosa e foglie grosse che crescono larghe e larghe.Crescono più velocemente della Sativa, e ogni pianta produce più germogli.
  • Tipico rapporto tra CBD e THC: i ceppi Indica hanno spesso livelli più alti di CBD e meno THC.
  • Effetti d’uso comunemente associati: Indica è ricercata per i suoi effetti intensamente rilassanti. Può anche ridurre nausea e dolore e aumentare l’appetito.
  • Uso diurno o notturno: grazie ai suoi profondi effetti rilassanti, l’Indica è meglio consumata di notte.

 

 

. RUDERALIS

Le piante di Ruderalis sono piccole e vengono usate relativamente poco in medicina; la fioritura difetta di potenza e non è generalmente attraente ai pazienti. A causa di questo, i ceppi ruderalis sono in genere evitati da allevatori e coltivatori; l’attenzione della comunità della cannabis medica si concentra sulle varietà indica e sativa.

Da sola, la ruderalis non è un’opzione popolare per la cannabis. Tuttavia, i coltivatori di cannabis possono allevare ruderalis con altri tipi di cannabis, tra cui sativa e indica. Il ciclo di crescita rapido della pianta è un attributo positivo per i produttori, quindi potrebbero voler combinare ceppi più potenti con ceppi ruderalis per creare un prodotto più desiderabile.

  • Origine: Le piante di Ruderalis si adattano ad ambienti estremi, come l’Europa orientale, le regioni himalayane dell’India, la Siberia e la Russia. Queste piante crescono rapidamente, che è l’ideale per il freddo, ambienti a bassa luce solare di questi luoghi.
  • Descrizione della pianta: Queste piccole, piante cespugliose raramente crescono più alto di 12 pollici, ma crescono rapidamente. Si può passare dal seme al raccolto in poco più di un mese.
  • Tipico rapporto tra CBD e THC: Questo ceppo ha tipicamente poco THC e quantità maggiori di CBD, ma potrebbe non essere sufficiente a produrre effetti.
  • Effetti di uso comunemente associati: A causa della sua bassa potenza, ruderalis non è usato abitualmente per scopi medicinali o ricreativi.
    Uso diurno o notturno: Questa pianta di cannabis produce pochissimi effetti, quindi può essere usata in qualsiasi momento.

 

 

. IBRIDA

Gli Ibridi sono semplicemente ceppi nuovi e unici che vengono allevati da genetiche di tipi diversi. Un ibrido possiede teoricamente molte o la maggior parte delle proprietà mediche benefiche di entrambi i suoi genitori. Gli allevatori possono “incrociare” i due ceppi che desiderano nel tentativo di creare un nuovo ceppo che offra la migliore efficacia medica possibile, a volte per particolari malattie come il lupus, la sclerosi multipla, la malattia di Crohn e l’epilessia.

  • Origine: Gli ibridi sono tipicamente coltivati in fattorie o serre da una combinazione di varietà sativa e indica.
  • Descrizione della pianta: La comparsa di ceppi ibridi dipende dalla combinazione delle piante madri.
  • Tipico rapporto tra CBD e THC: Molte piante ibride di cannabis sono coltivate per aumentare la percentuale di THC, ma ogni tipo ha un rapporto unico dei due cannabinoidi.
  • Effetti di uso comunemente associati: Agricoltori e produttori selezionano ibridi per i loro impatti unici. Essi possono variare da ridurre l’ansia e lo stress per alleviare i sintomi della chemioterapia o radiazioni.
  • Uso diurno o notturno: dipende dagli effetti predominanti dell’ibrido.

 

CANNABIS NELLA CULTURA ORIENTALE

“Nella costante ricerca di un equilibrio di forze che ci fanno progredire..”

Dagli antichi assiri ai moderni rastafariani, la Cannabis è stata una pianta sacra nelle tradizioni che attraversano millenni. L’uso medicinale della pianta di cannabis in India è stato largamente documentato nel corso dei secoli, diversi testi sacri e manuali ayurvedici la citano nelle sue forme bhang, ganja o charas per innumerevoli trattamenti medicinali. Il padre della medicina cinese, utilizzava, la canapa nella sua Farmacopea personale (testo antico di medicina), dove il primo utilizzo, venne riconosciuto intorno al 270 A.C. Anche la cultura cinese si interessò all’utilizzo di questa pianta dai mille benefici, sia attraverso bevande calde per curare patologie interne all’organismo, che attraverso il fumo e le sue inalazioni, si usava per i dolori ai denti o infezioni che riguardavano il cavo orale. 

 

 

 

 

CannaYIN e CannaYANG

Basato su numerose pratiche cliniche, sotto l’influenza della filosofia dell’antichità, la medicina tradizionale cinese (MTC) è nata circa 3000 anni fa. Riunisce molte modalità che insieme rappresentano un’alternativa terapeutica. Il Tai Chi e l’agopuntura ne sono aspetti, così come la fitoterapia e una linea dietetica e l’uso di svariate erbe per curare il corpo, una delle fondamentali è la cannabis.

La Medicina Tradizionale Cinese considera l’organismo dell’uomo come una versione in miniatura dell’universo circostante. Il suo scopo è quindi quello di raggiungere un equilibrio tra le forze contrapposte ma complementari dello yin e dello yang.

L’effetto psicoattivo della pianta era noto sin dai tempi antichi e che i cinesi erano consapevoli delle insolite proprietà della pianta, indipendentemente dal fatto che ne approvassero o meno l’uso ludico.

In un’epoca in cui la magia delle erbe era molto diffusa e si credeva che gli dei camminassero nel mondo naturale, l’associazione con i “poteri” della canapa alla Dea della guarigione “MAGU” si allineano senza sforzo. Solo una Divinità molto importante e potente sarebbe stata associata all’efficacia di un’erba come la canapa così portentosa e trascendente.

Infine, intorno al 600 a.C. ha iniziato a diffondersi il Taoismo in Cina, una filosofia che cambiò le abitudini dei cinesi con una sorta di “ritorno alla natura” capace di estendere e migliorare la vita. Questo movimento premiava le sostanze ricche di Yang, il principio rinvigorente e negava quelle che contenevano Yin, come la cannabis, poiché indeboliva il corpo quando assunta. Ciononostante, nel primo secolo d.C. i taoisti si interessarono alla magia e all’alchimia raccomandando l’aggiunta di semi di cannabis da bruciare assieme all’incenso per produrre allucinazioni. Una tarda edizione del “Pen Ts’ao” osserva che l’assunzione di troppi semi di marijuana avrebbe indotto a “vedere i demoni”, ma se assunti per molto tempo “potesse far comunicare con gli spiriti”.

 

 

La persona a cui è generalmente attribuito il merito di insegnare ai cinesi il potere delle medicine è un leggendario imperatore, Shen-Nung, che visse intorno al 2700 a.C.

A lui è attribuito il primo “Pen-ts’ao Ching”, una pietra miliare della medicina cinese che elencava centinaia di farmaci derivati da fonti vegetali, animali e minerali.

Indipendentemente dall’esatta origine del volume, questo erbaceo del I secolo d.C. di fatto contiene un riferimento a “Ma”: la cannabis.

“Ma” era una sostanza molto particolare, osserva il testo, poiché possedeva sia una parte di Yin sia una parte di Yang. Queste due forze opposte da cui nasce il principio dualistico taoista, simboleggiano l’influenza femminile, debole, passiva e negativa nella natura (Yin), mentre lo Yang rappresentava la forza maschile forte, attiva e positiva. Quando queste forze erano in equilibrio, il corpo era sano. La cannabis era quindi una droga molto difficile da dosare perché conteneva sia la parte Yin femminile sia quella Yang maschile.

La soluzione di Shen-Nung al problema fu di coltivare esclusivamente piante femminili, ricche di principio attivo con forza Yin che venisse somministrata solamente nei casi legati ad una perdita di Yin, come dolori mestruali, gotta, reumatismi, malaria, beri-beri, stitichezza e distrazione.

 

      

 

 

 

 

CannAYURVEDA

Nei testi vedici la cannabis è chiamata Vijaya o Siddhi. Sebbene abbia molti usi, la cannabis non è considerata innocua, ma piuttosto inebriante e dovrebbe pertanto essere prescritta solo da un medico e utilizzata su base selettiva.

La grande ricchezza di varietà spontanee presenti nell’India settentrionale e in Nepal lungo la catena montuosa Himalayana dimostra che questa regione è stata una delle prime aree in cui la Cannabis sia stata ampiamente utilizzata dall’uomo. 

L’evoluzione di numerose varietà tipiche di questa area è in ogni caso da attribuirsi al lavoro millenario di coltivazione, selezione e ibridazione realizzato dalle popolazioni di questa regione unita alle grandi differenze ecologiche del territorio.

Tradizionalmente, la cannabis è usata, tra le altre cose, per il dolore, l’indigestione, la nausea, l’ansia, la depressione, la cataratta e l’avversione sessuale. Nel frattempo, è anche usato nella medicina ayurvedica come supporto durante la chemioterapia o nei disturbi del sonno e disturbo da stress post-traumatico. A seconda del campo di applicazione, la cannabis si usa sotto forma di Bhang – una bevanda contenente cannabis – Succo di cannabis, usato come polvere, charas o mescolato con tabacco. Tuttavia, non è mai raccomandato come terapia a lungo termine, ma solo per uso a breve termine.

Ci sono tre tradizioni indiane che derivano dall’antico culto vedico del Soma e che si intrecciano nelle pratiche tantriche: l’uso cerimoniale della Cannabis, il concetto di bevanda-veleno come atto divino, e le pratiche yoga.

 

 

Secondo Sharma (1979) diversi testi vedici fanno riferimento all’uso medicinale della cannabis come nella Susrita Samhita, un antico libro sacro appartenente al sistema ayurvedico tradizionale indiano (scritto probabilmente già nell’800 a.C.) che cita la cannabis come cura per liberare dal muco, diarrea e febbre biliare. L’Ashtadhyayi di Panini e la Vartika di Katyayana indicano come la cannabis fosse già conosciuta in India nel IV e III secolo a.C. facendo parte della medicina popolare tradizionale. Affidabili documenti letterari ayurvedici descrivono vari aspetti dell’uso medicinale della cannabis come nel Rajanirghanta (ca. 300 d.C.), Dhanwantari nighantu (VIII secolo d.C.), Sharangadhara Samhita (XIII secolo d.C.), Madanapala nighantu (1374 d.C.), Rajanighantu (1450 d.C.), Dhurtasamagama (ca. 1500 d.C.) e Bhavaprakash (ca. 1600 d.C.).

Secondo l’Ayurveda, l’assunzione prolungata di cannabis provoca lo squilibrio delle tre forze basilari che dominano corpo e mente: vata, pitta e kapha.

Come è stato già evidenziato, l’Ayurveda considera la cannabis una sostanza narcotica, particolarmente la resina, la quale viene utilizzata nella produzione di una sorta di hashish noto come “charas“. Questa però non è l’unica parte della pianta impiegata nella medicina ancestrale indiana, le foglie e gli steli sono altrettanto comuni nelle ricette medicinali volte a stimolare la digestione o ad effetto antidolorifico, sedativo, antispastico e addirittura afrodisiaco.

La cannabis è stata a lungo considerata una panacea in India, comunemente usata come rimedio casalingo per curare i disturbi minori come il sollievo dal dolore fisico e lo stress mentale, infatti, non è un’esagerazione riferirsi alla cannabis come “la penicillina della medicina ayurvedica“.

 

“LA CANNABIS VIENE DEFINITA UN DONO DEGLI DEI”

 

Piuttosto stupefacente il matrimonio della nuova scienza con la medicina indigena.

La canapa è una pianta tanto venerata e la componente di CBD della cannabis aiuta indiscutibilmente così tante persone con dozzine di problemi di salute. Una delle principali aree di studio con la cannabis è nel trattamento di problemi del sistema nervoso e problemi psicologici che possono anche essere visti come squilibri di Vata.

Una pianta olistica dal momento in cui, il suo effetto entourage è estremamente più efficace delle suddette sostante somministrate singolarmente. Una pianta che, se usata consapevolmente, può far cambiare radicalmente lo stile di vita delle persone, conferendo, alle loro esistenze, un “senso” più ampio. Una pianta “data dagli dei”, è scritto nei testi sacri orientali.

Una pianta che, grazie al suo effetto sulla nostra coscienza, può far riscoprire all’essere umano che la somma delle singole attività da lui svolte su questo pianeta può essere priva di significato, quando si è sul punto di lasciarlo. Una pianta benevola sotto tutti gli aspetti che viene, ad oggi, ancora ed immeritatamente, osteggiata e proibita da coloro che “detengono il potere”.

Meditiamo. Hari Om.

 

CBD e SPORT un’alleanza di successo

L’ ampio interesse generale per l’impatto dei cannabinoidi sulla salute non è passato inosservato negli sport professionistici.

Anche se i funzionari e gli atleti professionisti hanno guardato alla cannabis fino ad ora con sospetto, principalmente a causa del suo ingrediente psicoattivo THC, negli ultimi anni ha iniziato a cambiare. Ci sono sempre più segnalazioni di effetti benefici dei cannabinoidi, specialmente CBD, sugli organismi degli atleti. Allo stesso tempo, i componenti naturali della canapa sembrano così sicuri da usare, che alcune delle più grandi organizzazioni sportive, sollecitate dal pubblico, dagli scienziati e dagli stessi atleti, hanno cambiato il loro atteggiamento nei confronti dei cannabinoidi, cancellando il cannabidiolo dalle liste delle sostanze proibite.

Meglio ancora, il CBD sta guadagnando sempre più accettazione come un leggero supplemento dietetico naturale per gli atleti.

 

 

 

 

Il CBD può davvero essere utile per coloro che conducono uno stile di vita attivo, migliorando le loro prestazioni o proteggendoli dagli infortuni?

 

 

 

 

Tutti gli atleti e sportivi possono usufruire del CBD in maniera efficace e sicura, che si tratti dello sportivo che pratica attività intense nel quotidiano, così come dell’”atleta occasionale” che sceglie di fare sport semplicemente per mantenersi in forma. L’olio al CBD aiuta a migliorare le prestazioni sportive, poiché lo stesso CBD detiene la capacità di ridurre l’ansia senza modificare il pensiero e l’umore. Suggerito durante le competizioni, riduce il timore di fallire mantenendo la mente acuta e attiva nel caso occorra prendere decisioni strategiche in modo estremamente rapido e immediato. Tale  cannabinoide  favorisce altresì il recupero dall’allenamento: a differenza di altre preparazioni anti-infiammatorie, il CBD non incrementa la frequenza cardiaca e non provoca disturbi a carico dello stomaco ma al contrario controlla le cause di gonfiore, infiammazione e dolore muscolare preservando le cellule muscolari. Le spiccate proprietà dell’olio al CBD nel miglioramento del sonno, rendono il recupero rapido ed efficiente mentre l’ormai nota capacità del principio attivo di bilanciare la risposta immunitaria lo rendono adatto a prevenire malattie da raffreddamento che possono disturbare la sessione di allenamento. Assumere olio al CBD agevola il recupero sia dall’allenamento che da eventuali infortuni oltre a risultare un efficace antiemetico contro la sensazione di nausea che sovente può verificarsi, specie se l’attività sportiva appare particolarmente intensa.

 

Funzioni benefiche del CBD legato allo Sport

Lo sport è sicuramente il metodo più efficace per liberare il nostro corpo dalle tossine. Chi pratica sport ad alta intensità conosce appieno questi benefici e, dall’utilizzo del cannabidiolo, potrebbe trarre un effetto detox nel recupero post allenamento. Il concetto è valido anche per chi pratica sport in maniera più sedentaria, magari facendo jogging o lunghe passeggiate a passo svelto. Il CBD infatti agisce sui recettori cannabinoidi presenti nel nostro corpo, partecipando al processo di disintossicazione.

  • Proprietà energizzanti– noto per i suoi effetti calmanti, il CBD offre anche proprietà energizzanti, grazie alla sua azione detossinante e alla capacità di rafforzare le cellule del corpo umano, contribuendo alla loro corretta rigenerazione. È anche un ottimo antiossidante, secondo uno studio del 2008, addirittura migliore delle vitamine C e E.
  • Proprietà anticonvulsive– il CBD sarebbe molto efficace nella terapie per trattare alcune forme di epilessia infantile, tra cui la Sindrome di Dravet.
  • Proprietà antiemetichegli oli di CBD possono facilmente ridurre questo disturbo, trattando efficacemente i sintomi di rigetto. Gli oli di CBD sono facilmente digeribili, non contengono componenti chimici e non sprigionano i sapori sgradevoli dei normali farmaci antiemetici, ricchi di antiacidi e bismuto.
  • Proprietà antipsicotiche- alcune prove scientifiche suggeriscono che il cannabidiolo aiuta a trattare la schizofrenia ed altri problemi di salute mentale, come il disturbo bipolare.
  • Proprietà ansiolitiche- è stato dimostrato che mitiga i sintomi associati al Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) e al Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Secondo diverse ricerche sono causati anche da una carenza di anandamide nel sistema endocannabinoide umano.
  • Proprietà analgesiche e anti-infiammatorie– riduce la percezione del dolore grazie alla sua azione sul sistema endocannabinoide presente nel corpo umano. I cannabinoidi si legano infatti ai recettori presenti nel cervello e stimolano risposte in diverse zone del corpo, favorendo meccanismi neurologici benefici.

 

 

Riequilibrio del corpo e della mente

 

 

È bene sapere che tra sonno e sport esiste un legame fortissimo. Lo sport aiuta a conciliare il sonno e dormire bene è necessario per gli sportivi professionisti. Durante il sonno vengono riparate le fibre muscolari dei muscoli lesionati e, proprio durante la fase REM, il corpo rallenta, ripristina gli organi, costruisce ossa e produce cellule immunitarie. E’ importante ricordare però, che un’intensa attività fisica prima di addormentarsi può ostacolare il nostro sonno. Svariati studi hanno dimostrato che l’utilizzo di CBD può calmare gli effetti di adrenalina e stress, regolarizzando quindi il sonno fisiologico anche in periodi in cui l’attività fisica è molto intensa, come ad esempio nei periodi di allenamento eccessivo o dopo le gare importanti.

La legalizzazione della cannabis – che si parli di quella “tradizionale” o di quella light – ha portato molte novità, piccoli o grandi cambiamenti nella nostra routine quotidiana e nel panorama delle strade dello shopping delle nostre città.

–     In America sta per aprire Power Plant, la prima palestra cannabis friendly al mondo. I fondatori Jim McAlpine e Ricky Williams hanno spiegato che lo scopo della palestra sarà quello di consumare cannabis come strumento utile all’aumento della concentrazione e al miglioramento della ripresa. Dimostrandone i molteplici utilizzi con l’obiettivo di sfatare il mito per cui i consumatori di Cannabis sarebbero pigri.    –

“Quando giocavo a football la cannabis mi aiutava a rilassarmi fisicamente, mentalmente e addirittura spiritualmente” ha detto Williams, ex stella della NFL dove ha militato per 11 stagioni nel ruolo di running back.  L’apertura della palestra avverrà il prossimo maggio e per potersi iscrivere c’è bisogno di un particolare certificato medico che autorizza il consumo di droga leggera, come è indicato dalla legge della California.

In definitiva, sono molte le persone che si sono fatte portavoce della buona combinazione di cannabis e esercizio fisico, come il wrestler Rob Van Dam o il bodybuilder Joe Rogan della UFC.  Bisogna comunque raccogliere informazioni precise sull’interazione tra cannabis e il tipo di sport praticato per capire quando è meglio assumerla, se prima dell’allenamento o dopo averlo concluso. Ci sono molti modi per assumere i cannabinoidi ed è importante scegliere quello che più si adegua alle vostre necessità.

 

         

 

OLIO DI CBD, OLIO DI CANAPA, OLIO DI CANNABIS

QUAL È LA DIFFERENZA TRA CANNABIS E CANAPA?

Prima di tutto bisogna chiarire che sebbene cannabis e canapa possano tecnicamente appartenere alla stessa specie, sono piante diverse dal punto di vista della coltivazione. Normali e rispettabili coltivatori domestici coltivano esclusivamente piante di canapa femmina. Dalla coltura dei suoi fiori si posso commercializzare un’infinità di prodotti.

Infatti, i diversi oli: l’olio di CBD, l’olio di semi di Canapa e l’olio di Cannabis sono fatti usando la pianta di canapa.

I fiori sono probabilmente la parte più preziosa della pianta di canapa. Contengono piccole ghiandole, note come tricomi, con strutture cristalline che producono molecole preziose come i cannabinoidi e i terpeni, che trasudano in una resina viscosa.

I fiori di canapa hanno un basso contenuto di THC rispetto a quelli delle varietà di cannabis ricreativa coltivate in modo selettivo, ma sono relativamente ricchi di CBD. Questa caratteristica li rende ideali per la produzione di oli.

I negozi di alimenti naturali e integratori ora vendono diversi oli di CBD, tinture, capsule e i semi di canapa sono  un superfood molto nutriente e ricco di proteine e grassi sani. I produttori trasformano oggi il loro raccolto in polveri e oli proteici.

Questo articolo spiega le diversità fra questi prodotti.

 

 

COS’È L’OLIO DI SEMI DI CANAPA?

 

 

Tecnicamente, la canapa è cannabis. “Cannabis” è un termine generico che comprende diverse specie. L’olio di semi di canapa non si può confrontare con l’olio di CBD o di Cannabis in termini di potenziale per la ricerca scientifica. L’assenza di cannabinoidi significa che non può indurre gli stessi effetti, ma resta un’impressionante fonte di nutrienti. Quest’olio è davvero un superfood derivato dalla canapa.

In media, il seme di canapa contiene circa il 30% d’olio sul suo peso. Quest’olio prezioso, ricco di acidi grassi essenziali, viene estratto con spremitura a freddo. Tale metodo non è riservato all’olio di semi di canapa, ed è simile all’estrazione di olio di semi di molte piante preziose.

L’olio di canapa viene prodotto usando i semi della pianta. I semi non contengono cannabinoidi, ma sono abbondanti in acidi grassi omega e proteine. Sono una fonte alimentare ad alto potere nutritivo che viene lavorata in una pressa a freddo per produrre olio.

L’olio di canapa ha una vasta gamma di applicazioni ed è utilizzato in ricette di cucina e cosmetici.

QUALI SONO I BENEFICI DELL’OLIO DI SEMI DI CANAPA?

 

L’olio di semi di canapa è ricco di acidi grassi polinsaturi omega-6 e omega-3. Di fatto, è l’unico olio commestibile che contiene più del 80% di acidi grassi polinsaturi essenziali. L’acido linoleico (LA) e l’acido linolenico (LNA) vi si trovano in un rapporto di 3:1, che viene comunemente ritenuto dai nutrizionisti il rapporto ideale.

Un altro beneficio dell’olio di semi di canapa sono i suoi elevati livelli di vitamina E. In media, 100g di olio di semi di canapa contengono 100-150mg di vitamina E. Ed in caso non lo sapeste, questa vitamina è nota per le sue proprietà antiossidanti. L’industria cosmetica non smette di gridare meraviglie riguardo alle proprietà anti-invecchiamento di questo nutriente naturale comune a cannabis e canapa.

 COS’È L’OLIO DI CBD?

Il CBD ha attirato molta attenzione dalla comunità scientifica. Questo cannabinoide agisce sui recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide, un sistema di regolazione del corpo umano. La molecola è attiva anche sui recettori della serotonina, sui recettori vanilloidi e su altri target molecolari.

Può essere assunto in diverse modalità, anche come supplemento alimentare in flaconi contagocce e capsule.

Ora esistono ceppi che producono livelli massicci di CBD—fino al 20% o più—insieme a quantità minime di THC. Questi ceppi non producono alcun effetto inebriante e possono essere utilizzati per produrre oli ed estratti di CBD.

Il CBD viene estratto generalmente dalla canapa ad uso industriale. La canapa non è una specie diversa dalla cannabis a scopo ricreativo, ma presenta una differenza sostanziale: contiene dosi trascurabili di THC, la componente psicotropa. Viene poi diluito in una base di grasso vegetale: più comunemente vengono utilizzati olio si semi di canapa, olio di oliva e/o olio di cocco, che hanno la funzione di vettori, per aumentare la biodisponibilità del prodotto (la quantità assimilata e l’efficacia della formula) e per migliorarne il sapore.

OLIO FULL SPECTRUM

La canapa produce oltre al CBD  altri cannabinoidi come CBDA, CBC, CBGA, CBN, CBCA e decine di altri principi attivi meno conosciuti. Un olio CBD che presenta tutti i principi attivi viene detto full spectrum. 

Gli scienziati sembrano credere che vi sia una sinergia naturale tra cannabinoidi, terpeni e altri materiali vegetali di canapa quando interagiscono con il corpo umano. Quando i composti vegetali interagiscono tra loro e con il tuo corpo, lavorano in sinergia e producono un impatto maggiore e più equilibrato chiamato effetto entourage.

Il CBD full spectrum contiene anche un’ampia quantità di vitamine e minerali presenti in natura. Sono presenti vitamine A, C, E e vitamine del complesso B come riboflavina, tiamina e niacina. L’olio di canapa è anche una fonte di vitamine che normalmente non sono sufficientementi presenti in molte diete, come il beta-carotene.

Anche i minerali sono essenziali per una varietà di funzioni corporee, nervose e metaboliche. Sono importanti per la costruzione di ossa forti e la salute di sangue, pelle e capelli. Il CBD full spectrum contiene minerali come magnesio, zinco, potassio, calcio, fosforo e ferro.

La canapa, con la sua complessa struttura chimica, contiene oltre 100 cannabinoidi attivi oltre al CBD. Contiene anche terpeni, che hanno proprietà antinfiammatorie e che aumentano l’efficacia dei cannabinoidi. Sebbene non siano considerati importanti quanto il CBD quando si tratta di benefici medici, alcuni di questi altri cannabinoidi hanno dimostrato di avere qualità che alleviano i sintomi: i cannabinoidi CBN e CBG, ad esempio, hanno proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antidolorifiche. Per tale ragione, le statistiche dimostrano che la maggior parte degli utenti preferisce il CBD full spectrum.

COME SI ASSUME L’OLIO CBD?

La somministrazione per via orale è il metodo più semplice per assumere CBD. Esistono due modi per consumare CBD per via orale:

Sotto la lingua (via sublinguale): Il dosaggio per via sublinguale è diverso dal dosaggio per via orale poiché prevede che il CBD venga assorbito dalla mucosa orale presente sotto la lingua e nelle guance. In questo modo, la sostanza raggiunge il flusso sanguigno quasi immediatamente, bypassando il sistema digerente. Gli effetti emergono nel giro di 10–15 minuti.

Ingestione: L’ingestione di CBD in qualsiasi forma, che si tratti di caramelle gommose, capsule, pillole o olio di CBD, prevede la scomposizione della molecola da parte dell’apparato digerente. Gli effetti possono emergere dopo un lasso di tempo che va dai 20 minuti ad un’ora, in base al tipo di edibile, al metabolismo del consumatore e alla presenza o meno di cibo nello stomaco. Quando il CBD viene ingerito, gli effetti si manifestano lentamente e durano più a lungo (fino a quattro ore).

Se non avete mai assunto CBD prima d’ora, vi consigliamo di iniziare con un olio, o una capsula, di media potenza. Il nostro olio CBD 10%, ad esempio, è un ottimo punto di inizio per chi utilizza CBD per la prima volta.

 

 

COS’È L’OLIO DI CANNABIS?

Dopo aver analizzato l’olio di CBD e le possibili varianti di questa categoria, passiamo ad esaminare l’olio di cannabis. Questa sostanza è completamente diversa. Prima di tutto, le definizioni “olio di cannabis”, “olio di marijuana” o “olio di THC” indicano più o meno la stessa cosa (potete ringraziare l’assenza di normative per questa confusione). Tuttavia, come si può intuire dai nomi, questi prodotti hanno un elemento in comune: il THC.

 

L’olio di cannabis contiene una quantità superiore (generalmente molto superiore) di THC rispetto all’olio di CBD e viene estratto da cannabis per uso terapeutico/ricreativo, anziché dalla canapa industriale. Dal momento che il profilo cannabinoide negli oli di cannabis è differente, le persone solitamente assumono questi oli per scopi diversi. Alcuni li consumano per fini ricreativi (per sballarsi), mentre altri ritengono che le formule arricchite con THC siano utili per trattare dolore e insonnia.

Sia i consumatori a scopo terapeutico che quelli a scopo ricreativo potrebbero preferire la “cannabis liquida” per svariati motivi. Per i principianti, è considerato un metodo di somministrazione più salutare rispetto al fumo. Inoltre, l’olio di cannabis non emana odori intensi, consente un dosaggio più facile e accurato ed offre effetti più potenti e duraturi.

Per via del suo controverso statuto giuridico, l’olio di cannabis non può essere acquistato in Italia.

Ad ogni modo, in alcuni casi è possibile procurarsi olio di cannabis per scopi terapeutici, se vivete in un Paese in cui la cannabis terapeutica è legale, un medico può prescrivervi olio di cannabis da acquistare in un dispensario esibendo la tessera sanitaria. In teoria, questa è un’ottima notizia. Ma in pratica, quasi nessun dottore è propenso a prescrivere cannabis ad ogni paziente che la richiede. Spesso la cannabis viene prescritta soltanto quando le terapie tradizionali si dimostrano inefficaci.

Canapa: sì dell’OMS

Le ricerche scientifiche che hanno portato alla scoperta del SISTEMA ENDOCANNABINOIDE ( LEGGI L’ARTICOLO ) hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione a diverse patologie.

Cos’è il CBD o Cannabidiolo?

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura nella pianta di canapa. I suoi effetti sono stati analizzati e come si evince dal documento ufficiale dell’OMS, è atossico, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Logo organizzazione mondiale della sanità

 

I sintomi di quali malattie possono essere curati con CBD?

Chiarità l’atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer: Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson: netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla: è stato notato come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti del CBD migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington: è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia: rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi: attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia: riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione: ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro: il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea: un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie: le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide: anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni: attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn: si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari: grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete: attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

CBD e interazione con altri farmaci

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uso negli Stati Unite e Europa.

CBD ed Epilessia

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si è basata su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) infatti è stato sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia del 2017 a seguito degli esiti positivi ne trattamento della sindrome di Dravet. 

CBD: CURA PER LA TOSSICODIPENDENZA

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

In virtù di queste scoperte e altre più recenti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto all’Onu la rimozione della cannabis dalla lista delle sostanze pericolose, nel dettaglio si chiede la rimozione della sostanza dalla tabella IV della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e l’inserimento nella tabella III della stessa convenzione, quella delle sostanze a basso rischio. 

Al momento non è stata presa nessuna decisione definitiva, ma questo potrebbe decretare un nuovo inquadramento della cannabis a livello internazionale, perché al momento è stata liberalizzata in diversi paesi ma a livello ufficiale è ancora riconosciuta come sostanza stupefacente con tutte le conseguenze del caso, ad ogni modo sembrerebbe più un risultato a livello politico che pratico perché la legalizzazione per ragioni non mediche violerebbe ancora tecnicamente e convenzioni internazionali.

Vi lasciamo un link dove poter approfondire la notizia (https://www.fanpage.it/esteri/cannabis-loms-chiede-allonu-di-togliere-la-sostanza-dalla-lista-di-quelle-pericolose/)

Ora la domanda sorge spontanea, perché il mio medico non prescrive CBD?

A dir la verità in molti già lo fanno: neurochirurghi, piscologi, psichiatri, oncologi stanno cominciando a riconoscere i benefici in campo medico di questa strepitosa pianta che in oriente viene usata come medicinale da oltre 2000 anni.

Se il vostro medico non ne vuole sapere e non è disponibile nemmeno ad affrontare l’argomento, potrebbe essere arrivato il momento di sentire altri pareri.

 

 

Curare l’ansia con la canapa

A livello globale, si stima che il 3,6% della popolazione soffra di disturbi d’ansia. Come la depressione anche questi sono più diffusi tra le femmine rispetto ai maschi, 4,6% contro 2,6%. Non si sono, invece, riscontrate grosse variazioni nelle diverse fasce di età, anche se tra gli anziani l’incidenza appare più bassa. Più in generale, nel mondo, soffrono di disturbi d’ansia 264 milioni di persone, con un aumento, in 10 anni, dal 2005 al 2015, del 14,9%. Dal momento che molti individui soffrono di questi disturbi in associazione alla depressione, le due patologie insieme possono fornire un identikit dei cosiddetti disturbi mentali comuni.

I sintomi dell’ansia

Quali sono i sintomi dell’ansia? I sintomi dell’ansia posso essere suddivisi in tre categorie:

  • sintomi psicologici dell’ansia: forte preoccupazione non commisurata alla portata dell’evento reale, nervosismo, alterazione della memoria e della concentrazione, timore, insicurezza e preoccupazione.
  • sintomi fisici dell’ansia: dovuti a una iperattivazione neurovegetativa, sono costituiti da palpitazioni, tachicardia, ipersudorazione, spasmi alla gola, dispnea, vertigini, bisogno frequente di urinare, sintomi gastroenterici, insonnia con difficoltà ad addormentarsi e risvegli frequenti;
  • tensione motoria: tremori, irrequietezza, agitazione, facilità a sussultare, contratture muscolari, cefalea tensiva.

I disturbi d’ansia

Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (quinta edizione; DSM–5; American Psychiatric Association, 2013) vengono classificati come disturbi d’ansia i seguenti disturbi:

È possibile diagnosticare un disturbo d’ansia solo quando si è accertato che i sintomi di ansia non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o farmaco o a un’altra condizione medica, oppure non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

Come curare l’ansia

Rimedi naturali per ansia e panico

Negli ultimi anni, l’olio CBD (cannabidiolo) è diventato un rimedio molto diffuso per l’ansia. Non è un farmaco e non ha controindicazioni. Mentre alcuni individui assumono olio CBD per lenire le loro preoccupazioni quotidiane, altri lo usano per trattare condizioni più gravi come il disturbo d’ansia generalizzato.

L’organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto come l’olio CBD sia un efficace trattamento dei sintomi da ansia, panico, disturbi post traumatici.

Un’ottima alternativa all’olio CBD sono le Compresse CBD.

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Dove comprare olio CBD

L’olio CBD è facilmente acquistabile in negozi specializzati senza il bisogno di prescrizione medica.

Gli oli CBD si differiscono per percentuale di principio attivo (CBD), esistono inoltre oli CBD Full Spectrum ovvero che presentano l’intero spettro dei principi attivi.

CONFEZIONE OLIO CBD 3% (300mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD 10% (1000mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD 24% (2400mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD FULL SPECTRUM

Come e quanto olio CBD assumere

Gli oli CBD sono distribuiti in flaconi solitamente da 10 ml con appositi contagocce. Le gocce sono sublinguali (da introdurre direttamente sotto la lingua). Il dosaggio è relativo al fruitore (sesso, età, grado della patologia)

In generale si consiglia di iniziare con 2/3 gocce di olio al 10 % per poi regolarsi man mano che si prende confidenza.

 

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.
  • Cassano, G.B. (2006). Psicopatologia e clinica psichiatrica. UTET, Torino.
  • Sassaroli, S., Lorenzini, R., Ruggiero, G.M. (a cura di) (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo, evitamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Wells, A., (2012). Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione. Eclipsi, Firenze.
  • Sareen, J., Jacobi, F., Cox, B. J., Belik, S. L., Clara, I. & Stein, M. B. (2006). Disability and poor quality of life associated with comorbid anxiety disorders and physical conditions. Archives of Internal Medicine, 166(19), 2109-2116.
  • Dugas, M. J., & Robichaud, M. (2007). Cognitive-behavioral treatment for generalized anxiety disorder: From science to practice. New York/London: Routledge