Cannabis: sit-in al ministero “vogliamo delle risposte”

Vengono da tutta Italia, sono coltivatori, distributori, commercianti e imprenditori, coloro che questa mattina (11 giugno) si sono riuniti davanti al Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere chiarezza a seguito della sentenza della Cassazione dello scorso 30 Maggio, che ha di fatto creato enorme ambiguità e incertezza riguardo la liceità  del commercio dei prodotti  derivati della cannabis:

“..integrano il reato di cui all’art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990, le condotte di cessione di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L., salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante.”

Come si stabilisce se un prodotto sia privo o meno di efficacia drogante?

Proprio qui sta la zona d’ombra della norma. A seguito di sequestri preventivi  da parte delle FF.OO, dissequestri, chiusure di negozi ora gli imprenditori del settore esigono chiarezza:

Quali sono i limiti di principio attivo? (prima della sentenza<0,5% THC)

Qual’è la quantità massima di infiorescenze di cannabis industriale che si può vendere?

Cosa è opportuno inserire nelle etichette?

L’ex viceministro Fassina che si è prestato a colloquio con alcuni manifestanti, sostiene che una soluzione ci potrebbe essere ed anche in tempi brevi: in queste ore infatti la commissione bilancio e finanze sta discutendo il Decreto Crescita. L’idea del deputato Leu sarebbe quella di far presentare un emendamento al decreto crescita da parte dei rappresentanti della maggioranza Lega e Movimento 5 stelle che andrebbe poi al voto la prossima settimana in cui vengano esposte tutte le lacune che attualmente gravitano attorno alla legge 242 del 2016.

Mentre stiamo scrivendo una delegazione è a colloquio con alcuni parlamentari che stanno richiedendo documentazione per censire tutto il movimento cannabis in Italia, il fatturato e l’indotto per calcolare a quanto ammonterebbe il danno economico e quanto invece è stato ad oggi sottratto al mercato nero.

Quel che è certo è che migliaia di lavoratori e di famiglie non possono vivere in questo stato di incertezza, senza sapere se poter investire ulteriori risorse in quello che si sta dimostrando essere uno dei mercati più in crescita del nostro paese.

Chissà che non sia la volta buona per una definitiva regolamentazione dell’intero settore della Cannabis?