Grotte di Ellora (India): conservate con la Canapa per 1500 anni

Nello stato del Maharashtra, in India si trova una vasta serie mozzafiato di antiche strutture archeologiche conosciute come le Grotte di Ellora. Le grotte di Ellora sono state utilizzate per varie pratiche religiose durante i tempi antichi e sono rappresentative dell’inclusione e della tolleranza religiose.
Secondo il “Times of India” le grotte risalgono a circa 1500 anni fa, ma sono rimaste sorprendentemente preservate da insetti, condizioni naturali e decadimento. Grazie a un recente studio, gli scienziati ritengono di aver scoperto il motivo per cui le grotte sono così ben conservate: la canapa.

Lo studio è stato condotto dall’ex sovrintendente chimico archeologico del dipartimento di scienze archeologiche indiano, Rajdeo Singh.
Il periodo esatto in cui sono state costruite le grotte è sconosciuto, con stime che vanno dal 200 a.C. al 1000 d.C. Situate nello stato indiano del Maharashtra, le grotte sono composte da 34 splendidi templi in pietra che si estendono per circa 1,9 miglia (1,93 km). Le tre principali religioni dell’India sono rappresentate tutte dalle Grotte di Ellora. Dei 34 templi in pietra, 17 rappresentano l’induismo, 12 rappresentano il buddismo e 5 rappresentano il giainismo.

Secondo la testimonianza di Singh, la Cannabis sativa, popolarmente conosciuta come ganja o bhang, è stata trovata mescolata nell’intonaco di argilla e calce di Ellora. Ciò è stato confermato da tecnologie come la scansione al microscopio elettronico, la trasformata di Fourier, la spettroscopia infrarossa e studi stereo-microscopici. Singh e Sardesai hanno spiegato le qualità conservative della miscela di canapa, come riportato da Discovery.

Immagine di una moderna composizione di intonaco di canapa (Calcecanapa)

“Le fibre di cannabis sono più resistenti di altre fibre e la qualità appiccicosa della cannabis avrebbe potuto aiutare a formare un legante solido. La canapa può anche regolare l’umidità, respingere gli insetti, oltre ad avere un’alta permeabilità al vapore, proprietà igroscopiche.”

Tuttavia, l’uso dell’intonaco di canapa potrebbe non essere stato solo per scopi di conservazione. “Poiché l’intonaco di canapa ha la capacità di immagazzinare calore, è resistente al fuoco e assorbe circa il 90 percento del suono aereo, nelle grotte di Ellora è stato creato un ambiente di vita tranquillo per i monaci”, hanno scritto i ricercatori.

 

Prima di questo studio, si riteneva che la cannabis sativa potesse preservare edifici e strutture fino a 600-800 anni. I risultati di Ellora mostrano che la cannabis sativa, con solo il 10% di cannabis, può effettivamente conservare per 1500 anni o più.
Sebbene non sia mai del tutto chiaro il motivo per cui i monaci e i fedeli delle Grotte di Ellora hanno creato e utilizzato l’intonaco di canapa, la conservazione risultante ha permesso agli scienziati moderni di studiare l’area e apprendere di più su coloro che l’hanno costruita e utilizzata. Ciò fornisce una grande quantità di informazioni sulle antiche civiltà dell’India, nonché su bellissime strutture antiche.

 

Canapa: cura per la psoriasi

La cannabis può aiutare a curare la psoriasi?

Molte persone pensano alla cannabis come una droga ricreativa, ma, negli ultimi anni, molti scienziati hanno esaminato come potrebbe essere benefica per la salute delle persone.

I princìpi attivi della cannabis, noti come cannabinoidi, sono responsabili dei suoi benefici per la salute.

La cannabis contiene oltre 120 princìpi attivi e tutti hanno proprietà diverse. Ciò rappresenta una sfida per i ricercatori interessati ai benefici per la salute della cannabis, poiché devono capire in che modo ogni sostanza può influenzare il nostro corpo.

Questo articolo discute le prove scientifiche sui benefici per la salute della cannabis per la psoriasi. Osserva anche i possibili rischi dell’uso di cannabis per trattare questa condizione.

 

Cos’è la psoriasi?

La psoriasi è una condizione della pelle pruriginosa e dolorosa. Un problema con il sistema immunitario provoca lo sviluppo di troppe cellule della pelle, che si accumulano in superficie prima che maturino. Queste cellule della pelle formano chiazze rosse con una copertura di squame argentee.

A volte i cerotti possono screpolarsi e sanguinare. Le persone con psoriasi possono anche presentare infiammazione e gonfiore in altre parti del loro corpo.

Secondo la National Psoriasis Foundation, fino al 30 percento delle persone con psoriasi sviluppa artrite psoriasica, che porta a articolazioni rigide e infiammate.

Al momento non esiste una cura per la psoriasi, ma il trattamento giusto può aiutare le persone a gestire i sintomi.

Alcuni trattamenti hanno effetti collaterali mentre altri diventano meno efficaci nel tempo. Di conseguenza, gli scienziati sono sempre alla ricerca di nuovi modi per gestire questa condizione.

Cannabis e Psoriasi

La cannabis contiene sostanze chimiche chiamate cannabinoidi. Il corpo umano produce naturalmente alcuni cannabinoidi.

Nel corpo, i messaggeri chimici chiamati endocannabinoidi svolgono un ruolo in molte funzioni, tra cui:

immunità
infiammazione
appetito
umore
fertilità
pressione oculare

Quando una persona usa la cannabis, i cannabinoidi nel farmaco possono influenzare alcune di queste funzioni corporee.

I ricercatori ritengono che alcuni cannabinoidi possano offrire diversi possibili benefici per la salute. Questi includono i seguenti:

Ridurre l’infiammazione

L’infiammazione è un sintomo sia della psoriasi che dell’artrite psoriasica.

Uno studio del 2009 ha scoperto che alcuni dei cannabinoidi presenti nella cannabis, tra cui alcune forme di THC, potrebbero aiutare a regolare il sistema immunitario e ridurre l’infiammazione.

Nel 2016, la ricerca ha suggerito che alcuni cannabinoidi potrebbero avvantaggiare le persone con psoriasi influenzando l’interazione tra il sistema immunitario e il sistema nervoso.

Rallentamento della crescita cellulare

Nelle persone con psoriasi, le cellule della pelle si riproducono troppo rapidamente. I cannabinoidi possono rallentare la crescita delle cellule della pelle e ridurne l’accumulo sulla superficie della pelle.

Nel 2007, uno studio ha scoperto che i cannabinoidi delta-9-tetraidrocannabinolo, cannabidiolo, cannabinolo e cannabigerolo sembravano rallentare la crescita di cellule chiamate cheratinociti nello strato esterno della pelle. I ricercatori sostengono che queste sostanze potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento della psoriasi

Ridurre il prurito

I cannabinoidi nella cannabis possono alleviare il prurito che si verifica con determinate condizioni della pelle, inclusa la psoriasi.

Una recensione del 2017 che esplora la rilevanza della cannabis nella dermatologia ha osservato che una crema contenente palmitoiletanolamide (PEA), che colpisce i recettori dei cannabinoidi di tipo 1, sembra ridurre il prurito nelle persone con prurigo, lichen simplex e prurito.

Gli autori hanno suggerito che i cannabinoidi potrebbero svolgere un ruolo nel ridurre il prurito.

Ferite curative

Uno dei sintomi più dolorosi della psoriasi è la rottura della superficie cutanea e il conseguente sanguinamento dei cerotti cutanei interessati.

Uno studio del 2016 sui topi ha scoperto che i recettori dei cannabinoidi svolgono un ruolo nella riparazione delle ferite. Gli scienziati hanno anche identificato alcune azioni antinfiammatorie dei cannabinoidi.

In futuro, i trattamenti che coinvolgono i cannabinoidi potrebbero aiutare a guarire le piaghe aperte causate dalla psoriasi.

Psoriasi e salute mentale

La psoriasi è una condizione a lungo termine che attualmente non ha una cura nota. Nel tempo, può avere un impatto negativo sul benessere mentale di una persona.

Lo stress può essere un fattore scatenante per le riacutizzazioni della psoriasi. Esistono anche legami tra psoriasi e depressione e, più in generale, tra depressione e infiammazione.

È scientificamente provato che Il CBD aiuti a curare Ansia, stress, ipertensione 

 

fonte: https://www.medicalnewstoday.com/articles/320086.php#potential-benefits-of-cannabis-for-psoriasis

Cannabis Italia: la situazione attuale

Aggiornamenti sulla regolamentazione del mercato della canapa

I senatori Matteo Mantero e Francesco Mollame del M5S, sono riusciti a veicolare i due emendamenti sfruttando la grande opportunità economica della canapa industriale, stabilendo dei limiti chiari e precisi incentivando così un mercato fermo senza una ragione ben chiara.

Francesco Mollame e Matteo Mantero del M5S
Francesco Mollame e Matteo Mantero del M5S

Una grande vittoria sia dal punto di vista economico che da quello sociale, ma nonostante fosse proprio la Corte di Cassazione a chiedere alla politica di intervenire e normare il settore, dopo l’approvazione dell’emendamento che era stato proposto da M5S, PD e LEU, è stato ritenuto inammissibile dalla presidente del Senato Casellati, rigettando l’intero settore nel panico.

Secondo l’art. 128 del regolamento del Senato, sono “inammissibili gli emendamenti d’iniziativa sia parlamentare che governativa, al disegno di legge di bilancio che rechino disposizioni contrastanti con le regole di copertura o estranee all’oggetto della legge di bilancio in base dalla legislazione vigente, ovvero volte a modificare le norme in vigore in materia di contabilità generale dello Stato”.

Questo emendamento era assolutamente compatibile con le esigenze produttive, industriali e quindi finanziarie tipiche di una legge di bilancio, e quindi la presidente Casellati ha fatto un’interpretazione sostanzialmente politica e non tecnica. É evidentemente che, per chi si è opposto a questo emendamento è più importante mantenere la situazione italiana in questo stallo di regresso culturale e sociale. Non sono stati pochi i politici in prima linea che si sono espressi su questo emendamento, Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri per esempio afferma chiaramente il suo punto di vista:

 “I grillini, in totale malafede, continuano a difendere la loro fallita offensiva sulla droga. Il loro emendamento, sostenuto insieme al Pd, puntava a ripristinare la possibilità di vendere, per consumo umano, cannabis light con un Thc fino allo 0,5%. Quindi non dicano che si occupavano della produzione agricola o di attività industriale”. 

 

 

Non solo anche l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini si è espresso sull’argomento: 

“Ci tengo a ringraziare tecnicamente il presidente del Senato a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in tutta Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore di droga prevista in una manovra economica di questo Paese”.

Dichiarazione smentita il giorno dopo dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) :

Salvini sulla cannabis light non ci rappresenta. Il leader della Lega non cerchi di farci passare per suoi complici in una guerra alla droga fallimentare e dannosa.”

E ancora : “Sono ben altri i problemi che il sistema dei servizi deve affrontare,” dichiara Riccardo De Facci, presidente del CNCA, “questioni che si sono aggravate durante il periodo in cui Salvini ha fatto parte del governo: l’aumento del consumo di eroina, delle morti per overdose e le decine di nuove sostanze che hanno inondato il mercato. Noi crediamo in una politica sulle droghe radicalmente diversa da quella espressa dal leader della Lega.”

Anche il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioranvanti si è espresso tramite un post su Facebook riguardo la decisione della Presidente del Senato Casellati, ricordando che il settore della Cannabis  “occupa oltre 12 mila persone, 1500 imprese ed ha un fatturato di centinaia di milioni di euro”.

“Non è il mio stile quello di rivendicare crudi dati economici per giustificare o meno scelte politiche – aggiunge – ma siccome mi viene spesso rinfacciato di mettere a rischio posti di lavoro ed imprese con le mie proposte per uno sviluppo davvero sostenibile (che invece generebbero miliardi di nuove opportunità professionali), allora mi aspetto che almeno i miei detrattori siano coerenti: se sono così interessati a mantenere posti di lavoro e sostenere imprese, anche quando mettono a rischio la salute delle persone e l’ambiente come nel caso di Ilva e dei combustibili fossili, allora avrebbero dovuto votare compattamente a favore di questo emendamento”.

“I crudi dati economici devono valere sempre. Non solo quando conviene alle lobby”, conclude.

Senza contare i tanti personaggi noti dello spettacolo che hanno dimostrato il loro sostegno per l’emendamento Mollame-Montero. 

La persona che avrebbe potuto trovare qualche falla in questo emendamento è la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova che non ha detto una parola in merito. Eppure gli agricoltori del settore si sarebbero aspettati che la “loro” ministra prendesse le difese dei 12.000 italiani che hanno investito in questo mercato aprendo una partita IVA agricola, pagando le tasse, messo in piedi aziende per la trasformazione, la distribuzione e la vendita dei prodotti (che principalmente riguardano la produzione di cosmetici, alimenti e bioedilizia) si sono ritrovati ancora una volta senza risposte o addirittura chiamati spacciatori.

Ad inizio ottobre la ministra Teresa Bellanova intervenendo a Futura, la scuola di formazione politica di Italia Viva – aveva dichiarato di aver dato mandato ai tecnici del Ministero di predisporre la redazione di un dossier perché voleva “avere chiaro il quadro” sulla canapa industriale. 

 

 

Nonostante le polemiche e i silenzi imbarazzanti di alcune forze politiche, per la produzione e la vendita di cannabis light di fatto non cambia nulla.

A tal proposito riportiamo quanto dichiarato dall’avv. Carlo Alberto Zaina: “Dobbiamo concentrarci sul fatto che la canapa light non è illecita come vogliono farci credere. La presunta inammissibilità dell’emendamento è concepita esclusivamente per indurre falsamente a credere che la cannabis light non sia commerciabile, mentre lo è ancora nei limiti sanciti dalla Corte di Cassazione”. 

Infatti l’associazione dei magistrati si è espressa favorevolmente rispetto alla legalizzazione e alla depenalizzazione della cannabis e lo ha reso noto attraverso un editoriale sul sito Questione Giustizia, l’organo ufficiale di Magistratura Democratica, che manifesta l’urgenza di un dibattito serio nel nostro Paese.

“Bisogna imporre nel dibattito pubblico il tema della legalizzazione delle droghe leggere e, più in genere, della depenalizzazione delle condotte di minore offensività in materia di stupefacenti” si legge infatti nel testo pubblicato su Questione Giustizia on line.

“È un lavoro difficile – continua l’editoriale – perché si muove in direzione contraria rispetto alle ragioni mondane del proibizionismo, dalla passione contemporanea per il punire alla perdurante egemonia di quell’approccio farmacologico – ormai smentito dai più approfonditi studi scientifici – per il quale vi sarebbe una connessione diretta tra assunzione delle sostanze e propensione al crimine, senza peraltro distinguere tra assunzione di droghe leggere e assunzione di quelle pesanti.”

“In tempi in cui si discute di diritto penale minimo, confinandolo però in una prospettiva utopica, il ripensamento della politica criminale in materia di stupefacenti ci appare una via da percorrere per innalzare il livello di tutela della salute pubblica, per restituire al diritto penale efficacia selettiva e capacità di orientamento e al processo ragionevole durata e, non ultimo, per togliere “fette di mercato” alla criminalità organizzata.

Questa vuole essere una sintesi di quello che è successo nelle ultime settimane, ora non ci resta che aspettare ( ancora! ) e sperare di poter avere delle risposte chiare al riguardo il prima possibile.

Come detto poche righe fa, per la produzione e la vendita di cannabis light di fatto non cambia, ma per molti produttori e commercianti non è possibile stare sempre sul filo del rasoio e troppo spesso i piccoli e medi imprenditori si trovano costretti a chiudere le proprie attività

Intanto possiamo continuare a sostenerci e a questo proposito vi invito a cliccare sulla pagina di CANNABIS FOR FUTURE 

https://www.cannabisforfuture.it

É un gruppo di attivisti sparsi per tutta l’Italia con l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sui grandi benefici che può portare la legalizzazione della Cannabis e l valorizzazione di tutti i suoi utilizzi. 

Questa pianta è una risorsa, non un nemico.

Ricette dolci alla Cannabis

Le ricette dolci che vi presentiamo oggi sono tratte dal libro scritto dalla figlia di Bob Marley. Cedella Marley con Raquel Pelzel, Marijuana in Cucina. Ci trovate tante ricette e rimedi naturali a base di Cannabis. 

Donut glassati canapa-zucca-zenzero cotti al forno

Le dosi che vi proponiamo sono per 12 piccoli donut 

Ingredienti:

Per l’impasto

4 1/2  tazze di farina bianca

2  cucchiaini di lievito 

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchino di pimento in polvere

3/4 di cucchiaino di sale marino fine

1/2 tazza di purea di zucca al naturale

4 cucchiai di burro non salato, fuso

2 cucchiai di burro di cannabis o olio di cannabis

1 tazza di zucchero di canna

2 grosse uova da allevamento all’aperto 

3 cucchiai di caffè espresso

1/4 di tazza di panna acida

3 cucchiai di melassa

1 cucchiaio di estratto di vaniglia 

Per la glassa

1 tazza di zucchero a velo, passato al setaccio

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

2 cucchiai di purea di zucca

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Biscotti allo zenzero sbriciolati (facoltativi)

Procedimento

Preriscalda il forno a 220° e rivesti una teglia con la carta forno.

In una terrina media mescola 3 tazze di farina, il lievito, il bicarbonato, lo zenzero, la cannella, il pimento e il sale. 

In una capiente terrina sbatti la purea, 2 cucchiai di burro fuso e il burro o l’olio di cannabis. Incorpora lo zucchero di canna seguito dalle uova, una alla volta, mescolando con la frusta. 

Aggiungi il caffè, la panna acida, la melassa e la vaniglia, mescolando. Unisci il composto di farina con un cucchiaio di legno mescola fino a quando non è amalgamato ( se rimango alcuni grumi non amalgamati va bene). L’impasto sarà molto morbido e appiccicoso ma non preoccuparti, tra un pò tocca alla rimanente tazza e mezza di farina.

Distribuisci la mezza tazza di farina sul piano di lavoro e versaci l’impasto, con le mani, esercitando una pressione molto leggera, stendi l’impasto fino a uno spessore 1e2 cm, ricomprendo se le necessario le mani e i bordi dell’impasto con la farina del piano di lavoro.

Con un coppapasta rotondo da 6 cm o con un bicchiere capovolto infarinato, ricava quanti più dischi possibili. Con un coppapasta rotondo da 2cm o un tappo di bottiglia, ricava un buco in ciascun disco. Adagia di donut sulla teglia. Impasta delicatamente i ritagli facendo attenzione a non lavorarli troppo (o l’impasto si indurirà). Ripeti, ricavando il maggior numero possibile di ciambelle.

Ungi la parte superiore dei donut con i restanti 2 cucchiai di burro fuso. Cuoci fino a quando, esercitando una leggera pressione, non riprendono forma, circa 10 min. 

Togli la teglia dal forno e metti da parte mentre prepari la glassa, è meglio glassarli quando sono ancora caldi.

Prepara la glassa: in una piccola ciotola mescola lo zucchero a velo e la cannella. Incorpora la purea di zucca e la vaniglia, mescolando la frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Immergi la parte superiore dei donut caldi nella glassa, cospargi con le briciole dei biscotti allo zenzero (se li usi) e servili caldi.

Tartufi di brownie al doppio cioccolato

Le dosi che vi proponiamo sono per 24 tartufi

Ingredienti 

Per l’impasto

4 cucchiai di burro non salato

4 cucchiai di burro di cannabis (vi lasciamo il link per la preparazione) 

225g di cioccolato fondente tritato finemente (da 65% di cacao) 

1 tazza di farina bianca

2 chicchirii di cacao in polvere 

1/2 cucchiaino di sale marino fine

3 grosse uova

1/2 tazza di zucchero di canna tipo muscovado

1/3 tazza di zucchero di canna cristallizzato 

2 cucchiai di melassa

2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Per la copertura di cioccolato 

250g di cioccolato fondente, finemente tritato 

3 cucchiai di olio di cocco

Procedimento 

Preriscalda il forno a 180°. Ungi leggermente una teglia da forno quadrata da 20cm. Piega un bel pezzo di carta da forno o di alluminio per adattarlo alla teglia, lasciando che le estremità ne oltrepassino i bordi. Ungi leggermente anche il foglio.

Prepara i Brownie: 

metti il burro, il burro di cannabis e il cioccolato in una ciotola resistente al calore. Riempi una casseruola media con 5cm di acqua e portala a bollore a fuoco alto. Riduci il fuoco al minimo e metti sopra l’acqua bollente la ciotola con il burro e il cioccolato (assicurati che il fondo della ciotola non tocchi l’acqua), mescolando spesso finché il burro e il cioccolato non si sciolgono formando un composto liscio. Togli la ciotola dalla casseruola e metti da parte

In una terrina media mescola la farina, il cacao e il sale e metti da parte. Con un frusta sbatti energicamente le uova, lo zucchero muscovado, lo zucchero cristallizzato, la melassa e la vaniglia in una capiente terrina fino a quando il composto è denso e pallido, circa 1minuto. 

Incorpora la miscela di cioccolato al composto di uova e mescola, dopodiché con una frusta incorpora anche la miscela di farina e mescola fino a quando non rimango più parti secche.

Versa l’impasto dei brownie nella teglia. Cuoci fino a quando, inserendo al centro uno stuzzicadenti, lo estrai con alcune briciole attaccate ma niente impasto appiccicoso, 20-22 minuti. Colloca la teglia su una griglia perché si raffreddi.

Una volta raffreddato l’impasto, usa le estremità della carta da forno o dell’alluminio per sollevarlo dalla teglia. 

Tagliatene i bordi ( teneteli da parte per usare le briciole da cospargere sul gelato o come snack). Affettalo nel senso della lunghezza in 6 striscia uguali e poi trasversalmente in 4 pezzi (24 quadratini in totale). Arrotola ciascun pezzo formando una pallina (inumidisci le mani per evitare che si attacchino) 

Prepara la copertura dei Brownie: 

Metti il cioccolato tritato e l’olio di cocco in una ciotola resistente al calore. Riempi una casseruola media con 30ml di acqua e portala a bollore a fuoco alto. Riduci il fuoco al minimo e metti sopra l’acqua bollente la ciotola con l’olio di cocco e il cioccolato (assicurati che la ciotola non tocchi l’acqua), mescolando spesso finché il cioccolato non si scioglie amalgamandosi all’olio. Togli la ciotola dalla casseruola.

Lavorando velocemente, prima che la miscela di olio di cocco e cioccolato di raffreddi, colloca una pallina di brownie su una forchetta e immergila nel composto per rivestirla completamente. 

Solleva lasciando cadere il il cioccolato in eccesso e adagiala sulla carta forno. Ripeti anche con le altre palline rimanenti, se il composto si raffredda puoi riscaldarlo dimettendolo di nuovo a bollire a bagnomaria.

Lascia raffreddare i tartufi in frigorifero finché la copertura non si indurisce, almeno 15min o fino a 3 giorni. 

Puoi mangiarli freschi o lasciali a temperatura ambiente per un pò, prima di servirli.

Buon Appetito! 

Canapa: sì dell’OMS

Le ricerche scientifiche che hanno portato alla scoperta del SISTEMA ENDOCANNABINOIDE ( LEGGI L’ARTICOLO ) hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione a diverse patologie.

Cos’è il CBD o Cannabidiolo?

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura nella pianta di canapa. I suoi effetti sono stati analizzati e come si evince dal documento ufficiale dell’OMS, è atossico, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Logo organizzazione mondiale della sanità

 

I sintomi di quali malattie possono essere curati con CBD?

Chiarità l’atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer: Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson: netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla: è stato notato come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti del CBD migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington: è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia: rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi: attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia: riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione: ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro: il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea: un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie: le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide: anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni: attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn: si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari: grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete: attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

CBD e interazione con altri farmaci

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uso negli Stati Unite e Europa.

CBD ed Epilessia

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si è basata su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) infatti è stato sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia del 2017 a seguito degli esiti positivi ne trattamento della sindrome di Dravet. 

CBD: CURA PER LA TOSSICODIPENDENZA

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

In virtù di queste scoperte e altre più recenti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto all’Onu la rimozione della cannabis dalla lista delle sostanze pericolose, nel dettaglio si chiede la rimozione della sostanza dalla tabella IV della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e l’inserimento nella tabella III della stessa convenzione, quella delle sostanze a basso rischio. 

Al momento non è stata presa nessuna decisione definitiva, ma questo potrebbe decretare un nuovo inquadramento della cannabis a livello internazionale, perché al momento è stata liberalizzata in diversi paesi ma a livello ufficiale è ancora riconosciuta come sostanza stupefacente con tutte le conseguenze del caso, ad ogni modo sembrerebbe più un risultato a livello politico che pratico perché la legalizzazione per ragioni non mediche violerebbe ancora tecnicamente e convenzioni internazionali.

Vi lasciamo un link dove poter approfondire la notizia (https://www.fanpage.it/esteri/cannabis-loms-chiede-allonu-di-togliere-la-sostanza-dalla-lista-di-quelle-pericolose/)

Ora la domanda sorge spontanea, perché il mio medico non prescrive CBD?

A dir la verità in molti già lo fanno: neurochirurghi, piscologi, psichiatri, oncologi stanno cominciando a riconoscere i benefici in campo medico di questa strepitosa pianta che in oriente viene usata come medicinale da oltre 2000 anni.

Se il vostro medico non ne vuole sapere e non è disponibile nemmeno ad affrontare l’argomento, potrebbe essere arrivato il momento di sentire altri pareri.

 

 

Bioedilizia in canapa

Negli ultimi anni ci siamo avvicinati ad uno stile di vita più salutare nel rispetto dell’ambiente, non solo nelle abitudini quotidiane ma anche sulla scelta abitativa che a lungo termine avrà un risvolto positivo anche sulle generazioni future. Sempre più persone infatti scelgono di costruire la propria casa in Bioedilizia.

Se pensiamo che la spesa per la realizzazione della propria in bioedilizia sia troppo elevato dobbiamo considerare gli innumerevoli benefici che ne trarremmo: risparmio a lungo termine per riscaldamento e raffreddamento, ottimi benefici in termini di salute e qualità dell’aria per non parlare della sua sostenibilità ambientale.

 

Perché scegliere la canapa

La canapa è una pianta infestante, non è difficile da coltivare ed ha bisogno di pochissima acqua ed il nostro territorio è perfetto per la sua coltivazione.

Nel settore edile vengono usate principalmente due parti della canapa, il canapulo, che è la parte legnosa ed è presente per il 75% e la fibra, presente per il 25% usata come isolante atossico al posto di lana di vetro o roccia.

Miscelando il canapulo con la calce (calcecanapa) o con l’argilla, altro materiale molto resistente e naturale si va a sopstituire il calcestruzzo formando un cemento naturale, cosiddetto natural beton. Vengono così prodotti dei mattoni naturali che si posano a secco, risparmiando il 90% di acqua utilizzata invece per il cemento.

Amica dell’ambiente

Ha la capacità di smaltire CO2 dall’atmosfera. Parlando di bio-edilizia si potrebbe ricordare come l’edilizia tradizionale incida per circa il 30/40% sul totale delle emissioni di CO2 e come invece tutta la filiera di produzione di calce e canapa sia carbon negative, cioè tolga più CO2 dall’ambiente di quanta ne venga immessa lavorandola. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa smaltire 325 kg di CO2. L’università di Bath ha calcolato che al netto delle emissioni di trasporto e lavorazione, un metro quadro di muratura in canapa smaltisce fino a 35 chilogrammi di CO2.
Infine va ricordato che si tratta di materiali biodegradabili che, a fine vita, possono essere riutilizzati semplicemente re-impastandoli per ricreare nuovo materiale.

 

Migliore  isolante termo-acustico

Le abitazioni costruite con questo sistema presentano molti vantaggi sia internamente che esternamente essendo un ottimo isolante termo-acustico. I pannelli in canapa sono in grado di regolare l’umidità cioè, la accumulano quando è in eccesso e la rilasciano quando l’ambiente è secco, mantenendo temperatura ed umidità costanti, consentendo un grande risparmio in termini di riscaldamento e raffreddamento della casa.

Oltre ad essere ecologico, etico è anche molto versatile, non si creano solo mattoni e pannelli isolanti ma anche, a seconda della lavorazione, massetti, intonaci e vernici.

La bioedilizia in Canapa presenta vantaggi anche dal punto di vista strutturale, infatti l’ENEA l’ente nazionale di ricerca sull’energia e sviluppo sostenibile, ha progettato un SISTEMA ANTISISMICO, per costruire pareti in grado di assorbire gli effetti delle scosse sismiche, applicabile sia per nuove costruzioni che ristrutturazioni; è costituito da un kit prefabbricatile e modulare composto da piani cordati e pannelli in fibra di canapa. 

http://www.efficienzaenergetica.enea.it/regioni/puglia/costruire-edifici-sostenibili-ed-efficienti-si-puo-basta-usare-la-canapa

 

In conclusione un’altro aspetto da non sottovalutare è lo smaltimento, essendo un materiale naturale, al momento di un’eventuale demolizione, la bioedilizia in canapa non crea danni all’ambiente perché, senza l’aggiunta di materiali sintetici, risulta del tutto riciclabile.

Come costruire con la canapa? Quanto costa la bioedilizia in canapa?

Se siete interessati ad approfondire il discorso Canapa e Bioedilizia possiamo mettervi in contatto con un geologo, tecnico specializzato in bioedilizia che gratuitamente vi fornirà consigli ed eventuali stime per la realizzazione della vostra casa in Canapa. SCRIVICI QUI

Canapa e alimentazione

Prima di parlare dei prodotti alimentari che si possono ricavare da questa meravigliosa pianta andiamo a conoscere le sue proprietà nutritive e che effetto hanno sul nostro corpo.

Proprietà nutritive della Canapa

La canapa è una pianta ricca di fibre alimentari, vitamine B: B1; B2; B6; VITAMINA D e VITAMINA E, preziosa per la sua azione antiossidante, inoltre contiene minerali come il fosforo, magnesio, calcio, ferro e potassio e acidi grassi, omega6 e omega3 in un rapporto 3:1 considerato ottimale per il nostro organismo.

I semi di questa pianta vengono usati sempre più spesso in cucina e sono considerati ottimi integratori alimentari sopratutto per chi segue una dieta vegetariana o senza glutine, sono anche costituiti da una grande quantità di proteine nobili, stiamo parlando di una percentuale del 25% e di 8 amminoacidi essenziali per la sintesi proteica.

Pizza con farina canapa biologica

I benefici della canapa nell’alimentazione

L’utilizzo di prodotti a base di canapa nella dieta, rinforza il sistema nervoso e aiuta a combattere diverse malattie come asma, acne, colesterolo, infiammazioni e irritazioni; grazie alla presenza di Omega6 e Omega3 viene consigliato per la prevenzione alle malattie cardiovascolari e arteriosclerosi, è un potente antinfiammatorio, aumenta la concentrazione e ha anche un effetto antidepressivo.

Ora andiamo a vedere come possiamo consumare questo supercibo nel migliore dei modi.

I semi di canapa nell’alimentazione

Ricordano vagamente il sapore della nocciola e si possono trovare in tutti i rivenditori autorizzati sia interi che decorticati, ed è possibile consumarli in vari modi, per esempio con uno yogurt o nell’insalata, nelle zuppe o come condimento nella pasta o verdure. 

Grazie alla presenza degli acidi grassi sono ottimi per i prodotti da forno, sia dolci che salati.

Olio biologico di semi di Canapa, spremuto a freddo

L’olio di canapa

Dalla spremitura a freddo dei Semi di Canapa si ottiene un olio vegetale dalle proprietà antinfiammatorie e immumodulanti cioè in grado di regolare le difese immunitarie.

I produttori consigliano da 1 a 3 cucchiai al giorno a discrezione del consumatore; Ideale come condimento e ricco di grassi polinsaturi, si usa a crudo su verdure, insalate, zuppe o dove preferite.

L’olio di canapa solitamente si assume per via orale ma si può applicare anche sulla pelle in genere viene usato per dermatiti, herpes, eritemi e anche per ridurre i problemi della cute dei capelli come la forfora.

Farina di canapa biologica

La farina di canapa

La farina si ottiene dalla macinatura dei semi di canapa, pressati in un torchio, macinati e ridotti in polvere, il risultato è una farina morbida ottima per gli impasti per esempio pane, pizze, muffin e biscotti.

Come abbiamo detto sopra, questa farina presenta un alto contenuto di edestina, una proteina che si digerisce molto facilmente e inoltre non contiene glutine, per questo motivo che spesso viene consigliata a chi soffre di celiachia. 

La farina di canapa può essere usata per qualsiasi preparazione di alimenti e le sue proprietà la rendono un’ottima alternativa per chi soffre di disturbi intestinali.

 

Altri alimenti

Dai semi di canapa è possibile ricavare anche il latte, l’hemp milk e quindi anche formaggi. Se non lo avete ancora letto, vi consigliamo l’ articolo “come fare burro di canapa”

Sono molto richiesti anche gli infusi da thè che si possono trovare puri o aromatizzati al cardamomo per esempio, ma è possibile reperire facilmente sul mercato anche Birre Artigianali, bevande analcoliche come i succhi, caffè macinato, sughi e pesti, pasta, barrette di cioccolato aromatizzato con i semi di canapa, olio da cucina e addirittura patatine chips.

Ecco una ricetta semplice e veloce con farina di canapa.

Ricetta: come fare la pasta fatta in casa con farina di canapa

La farina di canapa può essere anche aggiunta ad altre farine e utilizzata nella impanature, nelle fritture e negli impasti di pizza, pane e dolci.

Ottima se utilizzato per la preparazione di pasta fatta in casa, pasta con o senza uova e gnocchi.

Pasta di canapa

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr.  Farina di semola,
  • 80 gr. Farina di canapa, 1
  • 50 gr. Acqua,
  • sale.

Procedimento: unire insieme le due farine e versarle su una spianatoia, aggiungendo il sale e metà dell’acqua. Impastare con le mani e man mano aggiungere ancora acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.

Formate una palla, avvolgetela in un panno asciutto e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Trascorso il tempo necessario, stendere l’impasto in una sfoglia sottile e ricavate dei tagliolini. Cuocerli in abbondante acqua salata e condire semplicemente con pomodorini saltati in padella con un filo di olio, i capperi e le olive.

https://www.cure-naturali.it/enciclopedia-naturale/alimentazione/nutrizione/farina-di-canapa.html#proprieta-e-uso

 

Lavorare nel mondo della canapa

Lavorare nel mondo della canapa

Il boom del mercato della Canapa Legale è in forte espansione sia in Europa sia nel resto del mondo, lo dicono i numeri, le statistiche ma ce ne siamo resi conto anche solo passeggiando per le nostre città, visti i numerosi nuovi negozi di GrowShop e vendita al dettaglio.

Quali opportunità di lavoro offre il mercato della canapa?

Moltissime, considerando che è un mercato in costante evoluzione e che di conseguenza ha sempre più bisogno di nuovi professionisti.
Difficili da trovare al momento, per questo le università italiane stanno muovendo i primi passi verso il mercato della cannabis.
All’università La Sapienza di Roma, a fine ottobre è iniziato all’interno del corso di laurea magistrale in scienze sociali applicate, un laboratorio di ‘ Analisi socio-economica’ del mercato della cannabis. L’idea è di Marco Rossi, professore di Economia Politica e attivo ricercatore sui modelli economici legati a questo mercato.
Non solo Roma ma anche all’interno dell’università degli studi di Padova è partito il primo corso dedicato, che si chiama ‘ Cannabis medicinale : aspetti agro-produttivi, botanici, medici, legali e sociali’.
Lavorare con la canapa
Un trimmer al lavoro: selezionatore e potatore di infiorescenze di Cannabis

Come posso lavorare nel mondo della canapa?

Attualmente le aziende non cercano specifici professionisti ma appassionati capaci di trasferire le proprie competenze all’interno di questo mercato, quindi per intenderci spazio ai coltivatori e produttori di semi, ai commessi, ai riders per la consegna a domicilio ma anche videomaker, fotografi, esperti di siti web e marketing, scrittori e copywriter.. la lista è lunga, ma sono molte le competenze richieste per questo settore in forte espansione.

Nozze di Canapa

C’è anche chi è riuscito a rivoluzionare il proprio lavoro grazie alla Canapa, un’esempio è la Wedding Planner toscana Sabrina Roghi che, durante una ricerca di materiali particolari per un matrimonio, casualmente si imbatte in un corredo della nonna fatto interamente di Canapa.
Sabrina ha capito subito quanto questa pianta sia versatile, può essere usata per la produzione  ad esempio di candele, tessuti, cibi, bevande, carta per gli inviti e così via. Così nel gennaio 2019 nasce ‘Nozze di Canapa’ che collaborando con diversi professionisti italiani del settore è in grado di di offrire un’alternativa green e sostenibile ai suoi clienti.
Sabrina Roghi oltre ad essere un’imprenditrice è anche una mamma, come spiega nell’intervista realizzata da CANAPA SOCIALE .
Matrimonio di Canapa, nozze di Canapa
Particolari di decorazioni fatte in canapa
Racconta come ancora ci sia poca informazione e consapevolezza sull’argomento Canapa ed è per questo che tra i suoi obbiettivi c’è anche quello di creare una filiera a cielo aperto, simile a uno street food con stand alimentari, birre artigianali, tessuti, cosmetica e tutto quello che si può realizzare con questa pianta per osteggiare l’incertezza e lo scetticismo intorno a questo argomento.
Sembra che per il momento serva più spirito di adattamento che vere e proprie competenze strettamente collegate alla canapa, quindi le possibilità sono infinite, sicuramente serve passione e tanta voglia di imparare, perché il bello è proprio questo, scoprire nuovi modi di usare questa pianta che abbiamo dimenticato negli anni.

Investire nel mercato della canapa

se hai un budget inferiore ai 5000€ ti consigliamo la lettura di questo articolo CLICCA QUI

se invece ti interessa aprire un vero e proprio Cannabis Shop LEGGI QUI

 

Il mercato della cannabis light in Italia

FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE DELLA CANNABIS LIGHT IN ITALIA

“L’indagine è stata condotta dallo spin-off universitario Eng4Life (www.eng4life.it) nell’ambito del progetto Microexativa (http://www.eng4life.it/progetto-microexativa/). Progettazione, esecuzione ed analisi dei dati sono stati a cura della dott.ssa Alessia Cuoco, la responsabilità scientifica è del prof. Gaetano Lamberti, presidente di Eng4Life e professore all’Università degli Studi di Salerno”.

La rilevazione è avvenuta tramite la metodologia Cawi (Computer assisted web interview), il periodo di rilevazione dell’indagine è stato dal 5 agosto 2019 al 23 settembre 2019.

I risultati sono stati elaborati sulla base delle autodichiarazioni delle imprese italiane operanti nel settore della Cannabis Light che hanno partecipatoall’indagine online nel periodo indicato.

Il numero delle interviste corrisponde al 10% delle circa 1.500 imprese contattate per mezzo posta elettronica certificata.

CORE BUSINESS DELLE IMPRESE INTERVISTATE

Dall’indagine emerge che le imprese italiane operanti nel settore della Cannabis Light ritengono che il loro core business nel 58% dei casi è il commercio al dettaglio, in particolare di queste il 15% sono attive nel commercio online e l’85% nel commercio offline. Il 39% delle imprese si definisce coltivatore, mentre solo il 3% delle imprese del panorama imprenditoriale italiano si identifica come produttore.

Del 39% delle imprese che hanno dichiarato la coltivazione come il proprio core business, il 62,7% svolge solo questa attività, mentre il 37,3% oltre all’attività della coltivazione si divide in:  22% delle imprese che svolge anche attività di commercio al dettaglio,  6,8% che produce anche prodotti a base di Canapa mentre l’8,5% delle imprese coltivatrici copre l’intera filiera produttiva.

Del 3% delle imprese del settore che si identifica come produttore solo il 25% svolge altre attività all’interno della filiera produttiva della Cannabis Light.

Del 58% delle imprese che definisce il proprio core business nel commercio al dettaglio oltre il 90% svolge solo tale attività, il 5,7% si occupa anche della produzione dei prodotti a base di canapa, mentre solo il 2,3% si occupa anche della coltivazione.

DATI SULLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA IN ITALIA

LA COLTIVAZIONE

I prodotti principali proposti dai coltivatori della Cannabis Light sono le infiorescenze (90,5%), seguite dalle piante (27%) e dai semi (17,5%). Le infiorescenze sono il prodotto principe per i coltivatori, nel 2018 è stato il prodotto più venduto, responsabile di oltre il 75% del fatturato.

LA PRODUZIONE

Più variegata l’offerta dei produttori, i quali si concentrano in misura maggiore nella produzione dell’olio a base di CBD, segue la produzione di alimenti a base di canapa e l’olio di semi di canapa. Poco diffuse invece sono le produzioni delle capsule al CBD e degli indumenti (realizzabili anche con altre tipologie di canapa).

Nello scenario produttivo solo il 15,8% delle imprese ha registrato un brevetto ma oltre la metà di esse (il 52,6%) ha svolto attività di ricerca e sviluppo. Il 42% delle imprese di produzione negli ultimi 3 anni ha fatto innovazione di processo o di prodotto. Il 32% nessuna innovazione, si fa presente che la maggior parte delle imprese del settore è nata nel 2018.

IL COMMERCIO AL DETTAGLIO DELLA CANAPA LEGALE

Le imprese che comprendono tra le loro attività il commercio al dettaglio sono la fetta più consistente del settore oggetto di indagine, la maggior parte di esse ha dichiarato di vendere i propri prodotti attraverso il canale di vendita offline. Il prodotto più venduto risulta, anche per questa tipologia di imprese, l’infiorescenza, seguita dai prodotti per fumatori ed e- liquid per le sigarette elettroniche. Il 17,3% delle imprese intervistate ha dichiarato di far parte di una catena di franchising, formula della vendita al dettaglio.

IL FATTURATO GLOBALE DEL MERCATO DELLA CANNABIS IN ITALIA

Dalle autodichiarazioni delle imprese emerge che il fatturato dell’intero indotto si aggira intorno ai 147 milioni di €, le imprese del centro Italia sembrano essere quelle che hanno registrato complessivamente il fatturato più elevato nel 2018.

Globalmente le imprese del settore della Cannabis Light in Italia hanno avuto un fatturato contenuto, ma molte delle imprese sono nate nel 2018, quindi il fatturato dichiarato risente del breve periodo di attività. Tuttavia il 26% delle imprese intervistate ha superato i 100 mila € di fatturato nel 2018.

 

 

I dati del presente report sono stati presi dall’indagine del professor Gaetano Lamberti dell’Università degli studi di Salerno condivisi con le imprese che hanno contribuito all’indagine.

Aprire un’attività con meno di 5000 €

Vorresti sapere come avviare un business senza investire grosse somme di denaro? Investi nel mercato della cannabis legale.

Perché lavorare come dipendente 8 h/giorno, tutti i giorni, se puoi essere tu il capo, lavorando poche ore a settimana? 

Diventa imprenditore nel mercato della Cannabis legale  aprendo  in pochi giorni il tuo negozio automatico con soli 4800€.

Ti forniremo compreso nel prezzo:

  • Distributore automatico a 6 vie con Lettore tessera sanitaria che impedisce la vendita ai minori. Accetta monete e banconote, da il resto.
  • Consegna del distributore presso il luogo da voi indicato
  • Affiancamento nella ricerca del luogo più adatto dove posizionare il vostro “negozio automatico”
  • Materiale pubblicitario  (volantini/flyer da distribuire nella zona interessata oltre a file di grafica da condividere sui social)
  • Fornitura iniziale dei prodotti da commercializzare (24 Buste sigillate ed etichettate di Cannabis light da 2 g X 6 Varietà = 144 Buste per un valore commerciale di € 1152€, equivalenti a due ricariche complete del distributore)

Quanto si guadagna con la vendita della Cannabis light?

Ogni negozio automatico, se posizionato in un punto strategico potrebbe farvi incassare oltre 3000€/mese. Oppure aderendo all’offerta DUAL potrai avviare 2 negozi al costo di 7800€ che ti darebbero la possibilità di incassare oltre 6000€/mese 

Non dovrete far altro che ricaricare regolarmente il distributore e svuotarlo degli incassi.

Una volta terminate le scorte basterà effettuare un nuovo ordine presso nostro ufficio commerciale che provvederà ad inviarvi quanto richiesto (non avrete bisogno di avere un magazzino)

Se non possiedi i soldi per partire dai un’occhiata QUI

 

L’offerta è limitata ad esaurimento scorte distributori.  Aderisci entro il  15/11/2019

Per Info e contatti clicca QUI

oppure chiamaci allo 0721.1862723

invia una mail a info@canape.bio