Canapa: cura per la psoriasi

La cannabis può aiutare a curare la psoriasi?

Molte persone pensano alla cannabis come una droga ricreativa, ma, negli ultimi anni, molti scienziati hanno esaminato come potrebbe essere benefica per la salute delle persone.

I princìpi attivi della cannabis, noti come cannabinoidi, sono responsabili dei suoi benefici per la salute.

La cannabis contiene oltre 120 princìpi attivi e tutti hanno proprietà diverse. Ciò rappresenta una sfida per i ricercatori interessati ai benefici per la salute della cannabis, poiché devono capire in che modo ogni sostanza può influenzare il nostro corpo.

Questo articolo discute le prove scientifiche sui benefici per la salute della cannabis per la psoriasi. Osserva anche i possibili rischi dell’uso di cannabis per trattare questa condizione.

 

Cos’è la psoriasi?

La psoriasi è una condizione della pelle pruriginosa e dolorosa. Un problema con il sistema immunitario provoca lo sviluppo di troppe cellule della pelle, che si accumulano in superficie prima che maturino. Queste cellule della pelle formano chiazze rosse con una copertura di squame argentee.

A volte i cerotti possono screpolarsi e sanguinare. Le persone con psoriasi possono anche presentare infiammazione e gonfiore in altre parti del loro corpo.

Secondo la National Psoriasis Foundation, fino al 30 percento delle persone con psoriasi sviluppa artrite psoriasica, che porta a articolazioni rigide e infiammate.

Al momento non esiste una cura per la psoriasi, ma il trattamento giusto può aiutare le persone a gestire i sintomi.

Alcuni trattamenti hanno effetti collaterali mentre altri diventano meno efficaci nel tempo. Di conseguenza, gli scienziati sono sempre alla ricerca di nuovi modi per gestire questa condizione.

Cannabis e Psoriasi

La cannabis contiene sostanze chimiche chiamate cannabinoidi. Il corpo umano produce naturalmente alcuni cannabinoidi.

Nel corpo, i messaggeri chimici chiamati endocannabinoidi svolgono un ruolo in molte funzioni, tra cui:

immunità
infiammazione
appetito
umore
fertilità
pressione oculare

Quando una persona usa la cannabis, i cannabinoidi nel farmaco possono influenzare alcune di queste funzioni corporee.

I ricercatori ritengono che alcuni cannabinoidi possano offrire diversi possibili benefici per la salute. Questi includono i seguenti:

Ridurre l’infiammazione

L’infiammazione è un sintomo sia della psoriasi che dell’artrite psoriasica.

Uno studio del 2009 ha scoperto che alcuni dei cannabinoidi presenti nella cannabis, tra cui alcune forme di THC, potrebbero aiutare a regolare il sistema immunitario e ridurre l’infiammazione.

Nel 2016, la ricerca ha suggerito che alcuni cannabinoidi potrebbero avvantaggiare le persone con psoriasi influenzando l’interazione tra il sistema immunitario e il sistema nervoso.

Rallentamento della crescita cellulare

Nelle persone con psoriasi, le cellule della pelle si riproducono troppo rapidamente. I cannabinoidi possono rallentare la crescita delle cellule della pelle e ridurne l’accumulo sulla superficie della pelle.

Nel 2007, uno studio ha scoperto che i cannabinoidi delta-9-tetraidrocannabinolo, cannabidiolo, cannabinolo e cannabigerolo sembravano rallentare la crescita di cellule chiamate cheratinociti nello strato esterno della pelle. I ricercatori sostengono che queste sostanze potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel trattamento della psoriasi

Ridurre il prurito

I cannabinoidi nella cannabis possono alleviare il prurito che si verifica con determinate condizioni della pelle, inclusa la psoriasi.

Una recensione del 2017 che esplora la rilevanza della cannabis nella dermatologia ha osservato che una crema contenente palmitoiletanolamide (PEA), che colpisce i recettori dei cannabinoidi di tipo 1, sembra ridurre il prurito nelle persone con prurigo, lichen simplex e prurito.

Gli autori hanno suggerito che i cannabinoidi potrebbero svolgere un ruolo nel ridurre il prurito.

Ferite curative

Uno dei sintomi più dolorosi della psoriasi è la rottura della superficie cutanea e il conseguente sanguinamento dei cerotti cutanei interessati.

Uno studio del 2016 sui topi ha scoperto che i recettori dei cannabinoidi svolgono un ruolo nella riparazione delle ferite. Gli scienziati hanno anche identificato alcune azioni antinfiammatorie dei cannabinoidi.

In futuro, i trattamenti che coinvolgono i cannabinoidi potrebbero aiutare a guarire le piaghe aperte causate dalla psoriasi.

Psoriasi e salute mentale

La psoriasi è una condizione a lungo termine che attualmente non ha una cura nota. Nel tempo, può avere un impatto negativo sul benessere mentale di una persona.

Lo stress può essere un fattore scatenante per le riacutizzazioni della psoriasi. Esistono anche legami tra psoriasi e depressione e, più in generale, tra depressione e infiammazione.

È scientificamente provato che Il CBD aiuti a curare Ansia, stress, ipertensione 

 

fonte: https://www.medicalnewstoday.com/articles/320086.php#potential-benefits-of-cannabis-for-psoriasis

Cannabis Italia: la situazione attuale

Aggiornamenti sulla regolamentazione del mercato della canapa

I senatori Matteo Mantero e Francesco Mollame del M5S, sono riusciti a veicolare i due emendamenti sfruttando la grande opportunità economica della canapa industriale, stabilendo dei limiti chiari e precisi incentivando così un mercato fermo senza una ragione ben chiara.

Francesco Mollame e Matteo Mantero del M5S
Francesco Mollame e Matteo Mantero del M5S

Una grande vittoria sia dal punto di vista economico che da quello sociale, ma nonostante fosse proprio la Corte di Cassazione a chiedere alla politica di intervenire e normare il settore, dopo l’approvazione dell’emendamento che era stato proposto da M5S, PD e LEU, è stato ritenuto inammissibile dalla presidente del Senato Casellati, rigettando l’intero settore nel panico.

Secondo l’art. 128 del regolamento del Senato, sono “inammissibili gli emendamenti d’iniziativa sia parlamentare che governativa, al disegno di legge di bilancio che rechino disposizioni contrastanti con le regole di copertura o estranee all’oggetto della legge di bilancio in base dalla legislazione vigente, ovvero volte a modificare le norme in vigore in materia di contabilità generale dello Stato”.

Questo emendamento era assolutamente compatibile con le esigenze produttive, industriali e quindi finanziarie tipiche di una legge di bilancio, e quindi la presidente Casellati ha fatto un’interpretazione sostanzialmente politica e non tecnica. É evidentemente che, per chi si è opposto a questo emendamento è più importante mantenere la situazione italiana in questo stallo di regresso culturale e sociale. Non sono stati pochi i politici in prima linea che si sono espressi su questo emendamento, Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri per esempio afferma chiaramente il suo punto di vista:

 “I grillini, in totale malafede, continuano a difendere la loro fallita offensiva sulla droga. Il loro emendamento, sostenuto insieme al Pd, puntava a ripristinare la possibilità di vendere, per consumo umano, cannabis light con un Thc fino allo 0,5%. Quindi non dicano che si occupavano della produzione agricola o di attività industriale”. 

 

 

Non solo anche l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini si è espresso sull’argomento: 

“Ci tengo a ringraziare tecnicamente il presidente del Senato a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in tutta Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore di droga prevista in una manovra economica di questo Paese”.

Dichiarazione smentita il giorno dopo dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) :

Salvini sulla cannabis light non ci rappresenta. Il leader della Lega non cerchi di farci passare per suoi complici in una guerra alla droga fallimentare e dannosa.”

E ancora : “Sono ben altri i problemi che il sistema dei servizi deve affrontare,” dichiara Riccardo De Facci, presidente del CNCA, “questioni che si sono aggravate durante il periodo in cui Salvini ha fatto parte del governo: l’aumento del consumo di eroina, delle morti per overdose e le decine di nuove sostanze che hanno inondato il mercato. Noi crediamo in una politica sulle droghe radicalmente diversa da quella espressa dal leader della Lega.”

Anche il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioranvanti si è espresso tramite un post su Facebook riguardo la decisione della Presidente del Senato Casellati, ricordando che il settore della Cannabis  “occupa oltre 12 mila persone, 1500 imprese ed ha un fatturato di centinaia di milioni di euro”.

“Non è il mio stile quello di rivendicare crudi dati economici per giustificare o meno scelte politiche – aggiunge – ma siccome mi viene spesso rinfacciato di mettere a rischio posti di lavoro ed imprese con le mie proposte per uno sviluppo davvero sostenibile (che invece generebbero miliardi di nuove opportunità professionali), allora mi aspetto che almeno i miei detrattori siano coerenti: se sono così interessati a mantenere posti di lavoro e sostenere imprese, anche quando mettono a rischio la salute delle persone e l’ambiente come nel caso di Ilva e dei combustibili fossili, allora avrebbero dovuto votare compattamente a favore di questo emendamento”.

“I crudi dati economici devono valere sempre. Non solo quando conviene alle lobby”, conclude.

Senza contare i tanti personaggi noti dello spettacolo che hanno dimostrato il loro sostegno per l’emendamento Mollame-Montero. 

La persona che avrebbe potuto trovare qualche falla in questo emendamento è la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova che non ha detto una parola in merito. Eppure gli agricoltori del settore si sarebbero aspettati che la “loro” ministra prendesse le difese dei 12.000 italiani che hanno investito in questo mercato aprendo una partita IVA agricola, pagando le tasse, messo in piedi aziende per la trasformazione, la distribuzione e la vendita dei prodotti (che principalmente riguardano la produzione di cosmetici, alimenti e bioedilizia) si sono ritrovati ancora una volta senza risposte o addirittura chiamati spacciatori.

Ad inizio ottobre la ministra Teresa Bellanova intervenendo a Futura, la scuola di formazione politica di Italia Viva – aveva dichiarato di aver dato mandato ai tecnici del Ministero di predisporre la redazione di un dossier perché voleva “avere chiaro il quadro” sulla canapa industriale. 

 

 

Nonostante le polemiche e i silenzi imbarazzanti di alcune forze politiche, per la produzione e la vendita di cannabis light di fatto non cambia nulla.

A tal proposito riportiamo quanto dichiarato dall’avv. Carlo Alberto Zaina: “Dobbiamo concentrarci sul fatto che la canapa light non è illecita come vogliono farci credere. La presunta inammissibilità dell’emendamento è concepita esclusivamente per indurre falsamente a credere che la cannabis light non sia commerciabile, mentre lo è ancora nei limiti sanciti dalla Corte di Cassazione”. 

Infatti l’associazione dei magistrati si è espressa favorevolmente rispetto alla legalizzazione e alla depenalizzazione della cannabis e lo ha reso noto attraverso un editoriale sul sito Questione Giustizia, l’organo ufficiale di Magistratura Democratica, che manifesta l’urgenza di un dibattito serio nel nostro Paese.

“Bisogna imporre nel dibattito pubblico il tema della legalizzazione delle droghe leggere e, più in genere, della depenalizzazione delle condotte di minore offensività in materia di stupefacenti” si legge infatti nel testo pubblicato su Questione Giustizia on line.

“È un lavoro difficile – continua l’editoriale – perché si muove in direzione contraria rispetto alle ragioni mondane del proibizionismo, dalla passione contemporanea per il punire alla perdurante egemonia di quell’approccio farmacologico – ormai smentito dai più approfonditi studi scientifici – per il quale vi sarebbe una connessione diretta tra assunzione delle sostanze e propensione al crimine, senza peraltro distinguere tra assunzione di droghe leggere e assunzione di quelle pesanti.”

“In tempi in cui si discute di diritto penale minimo, confinandolo però in una prospettiva utopica, il ripensamento della politica criminale in materia di stupefacenti ci appare una via da percorrere per innalzare il livello di tutela della salute pubblica, per restituire al diritto penale efficacia selettiva e capacità di orientamento e al processo ragionevole durata e, non ultimo, per togliere “fette di mercato” alla criminalità organizzata.

Questa vuole essere una sintesi di quello che è successo nelle ultime settimane, ora non ci resta che aspettare ( ancora! ) e sperare di poter avere delle risposte chiare al riguardo il prima possibile.

Come detto poche righe fa, per la produzione e la vendita di cannabis light di fatto non cambia, ma per molti produttori e commercianti non è possibile stare sempre sul filo del rasoio e troppo spesso i piccoli e medi imprenditori si trovano costretti a chiudere le proprie attività

Intanto possiamo continuare a sostenerci e a questo proposito vi invito a cliccare sulla pagina di CANNABIS FOR FUTURE 

https://www.cannabisforfuture.it

É un gruppo di attivisti sparsi per tutta l’Italia con l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sui grandi benefici che può portare la legalizzazione della Cannabis e l valorizzazione di tutti i suoi utilizzi. 

Questa pianta è una risorsa, non un nemico.

Canapa: sì dell’OMS

Le ricerche scientifiche che hanno portato alla scoperta del SISTEMA ENDOCANNABINOIDE ( LEGGI L’ARTICOLO ) hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione a diverse patologie.

Cos’è il CBD o Cannabidiolo?

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura nella pianta di canapa. I suoi effetti sono stati analizzati e come si evince dal documento ufficiale dell’OMS, è atossico, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Logo organizzazione mondiale della sanità

 

I sintomi di quali malattie possono essere curati con CBD?

Chiarità l’atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer: Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson: netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla: è stato notato come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti del CBD migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington: è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia: rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi: attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia: riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione: ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro: il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea: un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie: le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide: anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni: attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn: si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari: grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete: attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

CBD e interazione con altri farmaci

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uso negli Stati Unite e Europa.

CBD ed Epilessia

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si è basata su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) infatti è stato sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia del 2017 a seguito degli esiti positivi ne trattamento della sindrome di Dravet. 

CBD: CURA PER LA TOSSICODIPENDENZA

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

In virtù di queste scoperte e altre più recenti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto all’Onu la rimozione della cannabis dalla lista delle sostanze pericolose, nel dettaglio si chiede la rimozione della sostanza dalla tabella IV della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e l’inserimento nella tabella III della stessa convenzione, quella delle sostanze a basso rischio. 

Al momento non è stata presa nessuna decisione definitiva, ma questo potrebbe decretare un nuovo inquadramento della cannabis a livello internazionale, perché al momento è stata liberalizzata in diversi paesi ma a livello ufficiale è ancora riconosciuta come sostanza stupefacente con tutte le conseguenze del caso, ad ogni modo sembrerebbe più un risultato a livello politico che pratico perché la legalizzazione per ragioni non mediche violerebbe ancora tecnicamente e convenzioni internazionali.

Vi lasciamo un link dove poter approfondire la notizia (https://www.fanpage.it/esteri/cannabis-loms-chiede-allonu-di-togliere-la-sostanza-dalla-lista-di-quelle-pericolose/)

Ora la domanda sorge spontanea, perché il mio medico non prescrive CBD?

A dir la verità in molti già lo fanno: neurochirurghi, piscologi, psichiatri, oncologi stanno cominciando a riconoscere i benefici in campo medico di questa strepitosa pianta che in oriente viene usata come medicinale da oltre 2000 anni.

Se il vostro medico non ne vuole sapere e non è disponibile nemmeno ad affrontare l’argomento, potrebbe essere arrivato il momento di sentire altri pareri.

 

 

Curarsi con la canapa

Cannabis e salute

Prima di parlare di patologie capiamo come questa sostanza entra in relazione con il nostro corpo. La Dott.ess Lisa Matsuda nel luglio 1990, in una conferenza dell’istituto di Medicina della National Academy of Science annunciò di aver scoperto la sequenza precisa del DNA che codifica i ricettori sensibili al THC.

Precisamente scoprì che nel nostro corpo esiste un ricettore sensibile alla Cannabis, anzi due CB1 e CB2, che formano una stringa di amino acidi infilati come perle in una catena che ondeggia dentro e fuori dalla membrana cellulare per 7 volte e servono per codificare i cambiamenti biochimici delle cellule, in pratica una sostanza naturale prodotta dal nostro corpo. 

Da questa scoperta si è poi potuto studiare un intero sistema ricettivo, il SISTEMA ENDOCANNABINOIDE, presente in tutte le specie, ad eccezione degli insetti, volto a funzioni di importanza basilare. Per esempio la segnaletica endocannabinoide si è dimostrata decisiva attraverso tutto il processo produttivo, e , nei mammiferi, dalla spermatogenesi all fertilizzazione, al trasporto dell’ovidotto dello zigote, sviluppo fetale e perfino allo sviluppo del piccolo nato.

I ricettori di questo sistema proliferano nella placenta e facilitano la comunicazione tra embrione e la madre.

https://cannabiscienza.it/pubblicazioni/sistema-endocannabinoide/sapere-sistema-endocannabinoide/

 

Cannabis e medicina

Queste ricerche hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione con diverse patologie.

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura e nella pianta di canapa, i suoi effetti sono stati studiati, e come si evince dal documento ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il CBD ha una atossicità relativamente bassa, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Quali malattie posso curare con la cannabis?

Chiarità l’ Atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer : Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson : netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’ agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla : è stato notato un come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington : è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia : rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore cronico: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi : attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia : riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione : ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro : il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea : un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie : le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide : anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni : attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn : si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari : grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete : attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uno negli Stati Unite e Europa.

Test clinici sulla canapa

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si  basa su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

Il CBD incide sull’efficacia di altri farmaci?

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) sarà probabilmente sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia  a seguito degli esiti positivi nel trattamento della sindrome di Dravet.

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

Oli CBD

Esistono diversi tipi di oli CBD che differiscono per lo più per metodo di estrazione e olio di diluizione (a cui verrà aggiunto il CBD).

Canapa e alimentazione

Prima di parlare dei prodotti alimentari che si possono ricavare da questa meravigliosa pianta andiamo a conoscere le sue proprietà nutritive e che effetto hanno sul nostro corpo.

Proprietà nutritive della Canapa

La canapa è una pianta ricca di fibre alimentari, vitamine B: B1; B2; B6; VITAMINA D e VITAMINA E, preziosa per la sua azione antiossidante, inoltre contiene minerali come il fosforo, magnesio, calcio, ferro e potassio e acidi grassi, omega6 e omega3 in un rapporto 3:1 considerato ottimale per il nostro organismo.

I semi di questa pianta vengono usati sempre più spesso in cucina e sono considerati ottimi integratori alimentari sopratutto per chi segue una dieta vegetariana o senza glutine, sono anche costituiti da una grande quantità di proteine nobili, stiamo parlando di una percentuale del 25% e di 8 amminoacidi essenziali per la sintesi proteica.

Pizza con farina canapa biologica

I benefici della canapa nell’alimentazione

L’utilizzo di prodotti a base di canapa nella dieta, rinforza il sistema nervoso e aiuta a combattere diverse malattie come asma, acne, colesterolo, infiammazioni e irritazioni; grazie alla presenza di Omega6 e Omega3 viene consigliato per la prevenzione alle malattie cardiovascolari e arteriosclerosi, è un potente antinfiammatorio, aumenta la concentrazione e ha anche un effetto antidepressivo.

Ora andiamo a vedere come possiamo consumare questo supercibo nel migliore dei modi.

I semi di canapa nell’alimentazione

Ricordano vagamente il sapore della nocciola e si possono trovare in tutti i rivenditori autorizzati sia interi che decorticati, ed è possibile consumarli in vari modi, per esempio con uno yogurt o nell’insalata, nelle zuppe o come condimento nella pasta o verdure. 

Grazie alla presenza degli acidi grassi sono ottimi per i prodotti da forno, sia dolci che salati.

Olio biologico di semi di Canapa, spremuto a freddo

L’olio di canapa

Dalla spremitura a freddo dei Semi di Canapa si ottiene un olio vegetale dalle proprietà antinfiammatorie e immumodulanti cioè in grado di regolare le difese immunitarie.

I produttori consigliano da 1 a 3 cucchiai al giorno a discrezione del consumatore; Ideale come condimento e ricco di grassi polinsaturi, si usa a crudo su verdure, insalate, zuppe o dove preferite.

L’olio di canapa solitamente si assume per via orale ma si può applicare anche sulla pelle in genere viene usato per dermatiti, herpes, eritemi e anche per ridurre i problemi della cute dei capelli come la forfora.

Farina di canapa biologica

La farina di canapa

La farina si ottiene dalla macinatura dei semi di canapa, pressati in un torchio, macinati e ridotti in polvere, il risultato è una farina morbida ottima per gli impasti per esempio pane, pizze, muffin e biscotti.

Come abbiamo detto sopra, questa farina presenta un alto contenuto di edestina, una proteina che si digerisce molto facilmente e inoltre non contiene glutine, per questo motivo che spesso viene consigliata a chi soffre di celiachia. 

La farina di canapa può essere usata per qualsiasi preparazione di alimenti e le sue proprietà la rendono un’ottima alternativa per chi soffre di disturbi intestinali.

 

Altri alimenti

Dai semi di canapa è possibile ricavare anche il latte, l’hemp milk e quindi anche formaggi. Se non lo avete ancora letto, vi consigliamo l’ articolo “come fare burro di canapa”

Sono molto richiesti anche gli infusi da thè che si possono trovare puri o aromatizzati al cardamomo per esempio, ma è possibile reperire facilmente sul mercato anche Birre Artigianali, bevande analcoliche come i succhi, caffè macinato, sughi e pesti, pasta, barrette di cioccolato aromatizzato con i semi di canapa, olio da cucina e addirittura patatine chips.

Ecco una ricetta semplice e veloce con farina di canapa.

Ricetta: come fare la pasta fatta in casa con farina di canapa

La farina di canapa può essere anche aggiunta ad altre farine e utilizzata nella impanature, nelle fritture e negli impasti di pizza, pane e dolci.

Ottima se utilizzato per la preparazione di pasta fatta in casa, pasta con o senza uova e gnocchi.

Pasta di canapa

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr.  Farina di semola,
  • 80 gr. Farina di canapa, 1
  • 50 gr. Acqua,
  • sale.

Procedimento: unire insieme le due farine e versarle su una spianatoia, aggiungendo il sale e metà dell’acqua. Impastare con le mani e man mano aggiungere ancora acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.

Formate una palla, avvolgetela in un panno asciutto e lasciatela riposare per 30 minuti circa. Trascorso il tempo necessario, stendere l’impasto in una sfoglia sottile e ricavate dei tagliolini. Cuocerli in abbondante acqua salata e condire semplicemente con pomodorini saltati in padella con un filo di olio, i capperi e le olive.

https://www.cure-naturali.it/enciclopedia-naturale/alimentazione/nutrizione/farina-di-canapa.html#proprieta-e-uso

 

Lavorare nel mondo della canapa

Lavorare nel mondo della canapa

Il boom del mercato della Canapa Legale è in forte espansione sia in Europa sia nel resto del mondo, lo dicono i numeri, le statistiche ma ce ne siamo resi conto anche solo passeggiando per le nostre città, visti i numerosi nuovi negozi di GrowShop e vendita al dettaglio.

Quali opportunità di lavoro offre il mercato della canapa?

Moltissime, considerando che è un mercato in costante evoluzione e che di conseguenza ha sempre più bisogno di nuovi professionisti.
Difficili da trovare al momento, per questo le università italiane stanno muovendo i primi passi verso il mercato della cannabis.
All’università La Sapienza di Roma, a fine ottobre è iniziato all’interno del corso di laurea magistrale in scienze sociali applicate, un laboratorio di ‘ Analisi socio-economica’ del mercato della cannabis. L’idea è di Marco Rossi, professore di Economia Politica e attivo ricercatore sui modelli economici legati a questo mercato.
Non solo Roma ma anche all’interno dell’università degli studi di Padova è partito il primo corso dedicato, che si chiama ‘ Cannabis medicinale : aspetti agro-produttivi, botanici, medici, legali e sociali’.
Lavorare con la canapa
Un trimmer al lavoro: selezionatore e potatore di infiorescenze di Cannabis

Come posso lavorare nel mondo della canapa?

Attualmente le aziende non cercano specifici professionisti ma appassionati capaci di trasferire le proprie competenze all’interno di questo mercato, quindi per intenderci spazio ai coltivatori e produttori di semi, ai commessi, ai riders per la consegna a domicilio ma anche videomaker, fotografi, esperti di siti web e marketing, scrittori e copywriter.. la lista è lunga, ma sono molte le competenze richieste per questo settore in forte espansione.

Nozze di Canapa

C’è anche chi è riuscito a rivoluzionare il proprio lavoro grazie alla Canapa, un’esempio è la Wedding Planner toscana Sabrina Roghi che, durante una ricerca di materiali particolari per un matrimonio, casualmente si imbatte in un corredo della nonna fatto interamente di Canapa.
Sabrina ha capito subito quanto questa pianta sia versatile, può essere usata per la produzione  ad esempio di candele, tessuti, cibi, bevande, carta per gli inviti e così via. Così nel gennaio 2019 nasce ‘Nozze di Canapa’ che collaborando con diversi professionisti italiani del settore è in grado di di offrire un’alternativa green e sostenibile ai suoi clienti.
Sabrina Roghi oltre ad essere un’imprenditrice è anche una mamma, come spiega nell’intervista realizzata da CANAPA SOCIALE .
Matrimonio di Canapa, nozze di Canapa
Particolari di decorazioni fatte in canapa
Racconta come ancora ci sia poca informazione e consapevolezza sull’argomento Canapa ed è per questo che tra i suoi obbiettivi c’è anche quello di creare una filiera a cielo aperto, simile a uno street food con stand alimentari, birre artigianali, tessuti, cosmetica e tutto quello che si può realizzare con questa pianta per osteggiare l’incertezza e lo scetticismo intorno a questo argomento.
Sembra che per il momento serva più spirito di adattamento che vere e proprie competenze strettamente collegate alla canapa, quindi le possibilità sono infinite, sicuramente serve passione e tanta voglia di imparare, perché il bello è proprio questo, scoprire nuovi modi di usare questa pianta che abbiamo dimenticato negli anni.

Investire nel mercato della canapa

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Il mercato della cannabis light in Italia

FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE DELLA CANNABIS LIGHT IN ITALIA

“L’indagine è stata condotta dallo spin-off universitario Eng4Life (www.eng4life.it) nell’ambito del progetto Microexativa (http://www.eng4life.it/progetto-microexativa/). Progettazione, esecuzione ed analisi dei dati sono stati a cura della dott.ssa Alessia Cuoco, la responsabilità scientifica è del prof. Gaetano Lamberti, presidente di Eng4Life e professore all’Università degli Studi di Salerno”.

La rilevazione è avvenuta tramite la metodologia Cawi (Computer assisted web interview), il periodo di rilevazione dell’indagine è stato dal 5 agosto 2019 al 23 settembre 2019.

I risultati sono stati elaborati sulla base delle autodichiarazioni delle imprese italiane operanti nel settore della Cannabis Light che hanno partecipatoall’indagine online nel periodo indicato.

Il numero delle interviste corrisponde al 10% delle circa 1.500 imprese contattate per mezzo posta elettronica certificata.

CORE BUSINESS DELLE IMPRESE INTERVISTATE

Dall’indagine emerge che le imprese italiane operanti nel settore della Cannabis Light ritengono che il loro core business nel 58% dei casi è il commercio al dettaglio, in particolare di queste il 15% sono attive nel commercio online e l’85% nel commercio offline. Il 39% delle imprese si definisce coltivatore, mentre solo il 3% delle imprese del panorama imprenditoriale italiano si identifica come produttore.

Del 39% delle imprese che hanno dichiarato la coltivazione come il proprio core business, il 62,7% svolge solo questa attività, mentre il 37,3% oltre all’attività della coltivazione si divide in:  22% delle imprese che svolge anche attività di commercio al dettaglio,  6,8% che produce anche prodotti a base di Canapa mentre l’8,5% delle imprese coltivatrici copre l’intera filiera produttiva.

Del 3% delle imprese del settore che si identifica come produttore solo il 25% svolge altre attività all’interno della filiera produttiva della Cannabis Light.

Del 58% delle imprese che definisce il proprio core business nel commercio al dettaglio oltre il 90% svolge solo tale attività, il 5,7% si occupa anche della produzione dei prodotti a base di canapa, mentre solo il 2,3% si occupa anche della coltivazione.

DATI SULLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA IN ITALIA

LA COLTIVAZIONE

I prodotti principali proposti dai coltivatori della Cannabis Light sono le infiorescenze (90,5%), seguite dalle piante (27%) e dai semi (17,5%). Le infiorescenze sono il prodotto principe per i coltivatori, nel 2018 è stato il prodotto più venduto, responsabile di oltre il 75% del fatturato.

LA PRODUZIONE

Più variegata l’offerta dei produttori, i quali si concentrano in misura maggiore nella produzione dell’olio a base di CBD, segue la produzione di alimenti a base di canapa e l’olio di semi di canapa. Poco diffuse invece sono le produzioni delle capsule al CBD e degli indumenti (realizzabili anche con altre tipologie di canapa).

Nello scenario produttivo solo il 15,8% delle imprese ha registrato un brevetto ma oltre la metà di esse (il 52,6%) ha svolto attività di ricerca e sviluppo. Il 42% delle imprese di produzione negli ultimi 3 anni ha fatto innovazione di processo o di prodotto. Il 32% nessuna innovazione, si fa presente che la maggior parte delle imprese del settore è nata nel 2018.

IL COMMERCIO AL DETTAGLIO DELLA CANAPA LEGALE

Le imprese che comprendono tra le loro attività il commercio al dettaglio sono la fetta più consistente del settore oggetto di indagine, la maggior parte di esse ha dichiarato di vendere i propri prodotti attraverso il canale di vendita offline. Il prodotto più venduto risulta, anche per questa tipologia di imprese, l’infiorescenza, seguita dai prodotti per fumatori ed e- liquid per le sigarette elettroniche. Il 17,3% delle imprese intervistate ha dichiarato di far parte di una catena di franchising, formula della vendita al dettaglio.

IL FATTURATO GLOBALE DEL MERCATO DELLA CANNABIS IN ITALIA

Dalle autodichiarazioni delle imprese emerge che il fatturato dell’intero indotto si aggira intorno ai 147 milioni di €, le imprese del centro Italia sembrano essere quelle che hanno registrato complessivamente il fatturato più elevato nel 2018.

Globalmente le imprese del settore della Cannabis Light in Italia hanno avuto un fatturato contenuto, ma molte delle imprese sono nate nel 2018, quindi il fatturato dichiarato risente del breve periodo di attività. Tuttavia il 26% delle imprese intervistate ha superato i 100 mila € di fatturato nel 2018.

 

 

I dati del presente report sono stati presi dall’indagine del professor Gaetano Lamberti dell’Università degli studi di Salerno condivisi con le imprese che hanno contribuito all’indagine.

Olio di Canapa per Cani, Gatti e altri animali

Olio di cannabis per animali domestici.

Negli ultimi 2 anni si è largamente diffuso l’utilizzo tra gli esseri umani di oli di cannabis CBD per la cura dei sintomi di moltissime patologie, soprattutto neurologiche o neurodegenerative. 

Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto i benefici dell’olio di canapa CBD per il trattamento dei sintomi di: epilessia, morbo di Parkinson, Alzheimer, SLA, fibromialgia, sclerosi multipla oltre alle già note ansia, stress, ipertensione e insonnia. 

I benefici degli oli CBD o Fullspectrum (che contengono l’intero spettro di principi attivi della canapa) si possono avere (anche in misura maggiore)  sui nostri amici a 4 zampe. 

Cani, gatti, conigli, criceti, cavalli, uccelli ecc. 

Per quali patologie l’olio di cannabis può essere utile al mio animale?

I benefici del CBD e degli altri principi attivi della canapa sono utilissimi ai nostri animali domestici per:

  • alleviare dolori cronici dovuti ad operazioni chirurgiche, infortuni
  • alleviare dolori dovuti alla presenza di masse tumorali
  • epilessia
  • calmarli quando subiscono stress, traumi (es rumore fuochi d’artificio)
  • allentare le tensioni muscolari 
  • come antinfiammatorio naturale
  • combattere l’insonnia

Alcuni studi effettuati sui topi sostengono che l’utilizzo prolungato di olio di canapa prevenga persino la formazione di cellule tumorali.

L’olio di canapa è anche utilissimo per la prevenzione dell’osteoporosi, regola i livelli di zucchero nel sangue ed è un ottimo antinfiammatorio naturale.

Quale olio di canapa comprare per il mio cane o gatto?

Talvolta anche i veterinari che hanno iniziato a prescrivere olio di cannabis/olio CBD a cani e gatti, non sanno bene che olio, che % di CBD consigliare e quante gocce prescrivere. 

Tenete conto che un uomo adulto di 70 kg, tendenzialmente si approccia all’olio di canapa con una percentuale di CBD 5 o 10% per arrivare al 20-30% per patologie più gravi o per aumentare gli effetti benefici. 

Per un cane di piccola taglia, un gatto, un coniglio o animali di simili dimensioni, è consigliabile partire con Olio CBD con 3% di principio attivo. L’olio CBD Enecta è uno dei pochi oli con quantità certificata di principio attivo, ad un prezzo ragionevole.

Per animali di taglia media o grande è consigliabile Olio Enecta CBD 10%  o meglio ancora Olio Full spectrum.

Clicca qui per sapere dove comprare Olio CBD  e olio full spectrum certificati.

Quante gocce di olio di canapa devo somministrare al mio animale?

Il consiglio è di partire con 3/4 gocce per poi salire in caso l’animale ne abbia necessità, l’olio non ha effetti collaterali negativi. 

Possiamo somministrare ai nostri animali gocce di Olio di cannabis con regolarità (se il problema è di tipo patologico e continuativo) anche 2/3 volte al giorno oppure  all’occorrenza, solo quando si presenta una particolare necessità (ad esempio quando l’animale sembra soffrire particolarmente oppure per calmarlo quando è agitato per qualcosa in particolare).

Come somministrare olio di canapa ad un animale?

Il metodo più comodo è sicuramente aggiungere le gocce di olio CBD nel cibo, questo vi assicurerà che l’animale assuma l’intera quantità di olio desiderata.

Per un effetto più immediato ed efficace potete somministrarlo direttamente  in bocca all’animale, assicurandovi che non lo rigetti sprecando il preziosissimo olio.

Prodotti naturali per cani

Sono presenti in commercio delle linee di prodotti naturali a base di olio di canapa dedicate ai nostri animali domestici. Verdesativa è un azienda Certificata, che da anni utilizza l’olio di canapa e altri prodotti naturali come base per la produzione di:

  • antiparassitari naturali
  • shampoo pelo corto
  • shampoo pelo lungo
  • acqua profumata per lui e per lei
  • saponi sbiancanti
  • burro lenitivo per polpastrelli e calli

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci.

Come aprire un negozio di cannabis

Quanto costa e come aprire un cannabis shop?

Guida utile che ti spiegherà quali sono i requisiti, i costi e come aprire un negozio di canapa/cannabis legale

In seguito all’approvazione della legge 242 del 2016 che tutela e incentiva la coltivazione e la lavorazione della canapa, il mercato della cannabis in Italia ha visto “fiorire” migliaia di aziende con non poche soddisfazioni. Aprire un negozio di cannabis può infatti diventare un’attività molto redditizia e ti può far guadagnare dei bei soldi. Chiunque abbia compiuto 18 anni può diventare imprenditore nel mercato della canapa.

Ci sono fondamentalmente tre modi per aprire un cannabis shop: 

  1. In autonomia (da zero)
  2.  In franchising
  3. Formula intermedia

1) Aprire un negozio di prodotti di canapa legale da zero. 

Questa è sicuramente la via più complicata ma che può dare diverse soddisfazioni ad un imprenditore. Non esiste nulla della vostra azienda, sarete voi a doverla creare da zero, passo dopo passo.

Dovrete quindi:

  • fare una ricerca di mercato
  • stilare un business plan con degli obiettivi e delle previsioni per il rientro dell’investimento (ROI)
  • Trovare i fondi da investire
  • Aprire la partita iva creando un’azienda su misura (ditta individuale o società) con l’ausilio di un commercialista
  • trovare il posto giusto dove sorgerà il negozio
  • ristrutturarlo o arredarlo per farlo diventare funzionale al vostro scopo
  • trovare un nome 
  • creare il marchio
  • Creare un immagine aziendale e una strategia di Marketing
  • Cercare e comparare tra loro i fornitori
  • Scegliere ed acquistare i prodotti da rivendere
  • Investire in comunicazione e pubblicità per promuovere il Brand

Il costo  per aprire il proprio negozio di commercio al dettaglio di prodotti di canapa da zero va indicativamente  dai 30.000  ai 50.000

Pro: 

  • Scelta autonoma del nome, dei prodotti e  dei fornitori.
  • Totale indipendenza dell’azienda
  • Maggiori profitti qualora l’azienda dovesse ingrandirsi negli anni

Contro: 

  • Costi di apertura elevati
  • Maggiori rischi di impresa
  • Maggiori sforzi in termini di tempo e risorse per creare e far conoscere un nuovo Brand e posizionarsi sul mercato (all’inizio non sei letteralmente nessuno).
  • Lunghi tempi per l’apertura del negozio

2) Aprire un cannabis shop in Franchising

Una scelta che puoi fare è quella di aprire la tua azienda, il tuo negozio, affidandoti ad un Marchio già esistente e conosciuto nel mercato. Il nome, il marchio, i prodotti ti verranno forniti direttamente dalla azienda “madre” con la quale continuerai ad avere rapporti commerciali dettati da un contratto che vincolerà le due parti. 

Il costo per aprire un negozio di cannabis in Franchising si aggira intorno ai 20.000/25.000 €

Pro:

  • Costi di investimento iniziali leggermente inferiori 
  • Marchio già conosciuto e inserito nel mercato
  • Tempi di apertura più rapidi
  • Formazione e affiancamento iniziali

Contro:

  • totale dipendenza dall’azienda “madre” nelle scelte aziendali.
  • Spese di affiliazione.
  • Royalty (percentuale sul fatturato da corrispondere al franchisor/affiliante).
  • Poca flessibilità.
  • Diritti pubblicitari da riconoscere al Franchisor

Maggiori informazioni per aprire in Franchising

3) Aprire un cannabis shop con Formula intermedia

Un ottimo compromesso tra aprire la propria azienda da zero e il Franchising è la formula intermedia. In questo caso un marchio già esistente mette a disposizione il suo Know how, Il Logo, le grafiche, i prodotti, la formazione iniziale e affiancamento per l’avvio di impresa. A differenza del franchising è però molto flessibile. Posso quindi scegliere anche solo alcune delle componenti offerte dal Brand “genitore”. C’è la possibilità per esempio di scegliere il proprio nome aziendale, Logo ecc. Verrete quindi seguiti per le pratiche di apertura, eventuali finanziamenti pubblici se presenti, allestimento negozio, approvvigionamento prodotti ec nc.

Il Costo per aprire un Cannabis Shop con formula intermedia varia da 5.000 a 20.000 €

Pro:

  • totale elasticità (posso scegliere se farmi seguire totalmente o solo riguardo determinati ambiti).
  • Costi iniziali inferiori.
  • Formazione e affiancamento iniziali.
  • Nessuna commissione sul venduto.
  • Buoni margini di guadagno.
  • Tempi brevi per l’apertura.

Contro:

  • dipendenza dall’azienda “madre” nelle fasi iniziali.
  • Limitati poteri decisionali riguardo le scelte aziendali.

 

Curare l’ansia con la canapa

A livello globale, si stima che il 3,6% della popolazione soffra di disturbi d’ansia. Come la depressione anche questi sono più diffusi tra le femmine rispetto ai maschi, 4,6% contro 2,6%. Non si sono, invece, riscontrate grosse variazioni nelle diverse fasce di età, anche se tra gli anziani l’incidenza appare più bassa. Più in generale, nel mondo, soffrono di disturbi d’ansia 264 milioni di persone, con un aumento, in 10 anni, dal 2005 al 2015, del 14,9%. Dal momento che molti individui soffrono di questi disturbi in associazione alla depressione, le due patologie insieme possono fornire un identikit dei cosiddetti disturbi mentali comuni.

I sintomi dell’ansia

Quali sono i sintomi dell’ansia? I sintomi dell’ansia posso essere suddivisi in tre categorie:

  • sintomi psicologici dell’ansia: forte preoccupazione non commisurata alla portata dell’evento reale, nervosismo, alterazione della memoria e della concentrazione, timore, insicurezza e preoccupazione.
  • sintomi fisici dell’ansia: dovuti a una iperattivazione neurovegetativa, sono costituiti da palpitazioni, tachicardia, ipersudorazione, spasmi alla gola, dispnea, vertigini, bisogno frequente di urinare, sintomi gastroenterici, insonnia con difficoltà ad addormentarsi e risvegli frequenti;
  • tensione motoria: tremori, irrequietezza, agitazione, facilità a sussultare, contratture muscolari, cefalea tensiva.

I disturbi d’ansia

Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (quinta edizione; DSM–5; American Psychiatric Association, 2013) vengono classificati come disturbi d’ansia i seguenti disturbi:

È possibile diagnosticare un disturbo d’ansia solo quando si è accertato che i sintomi di ansia non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza o farmaco o a un’altra condizione medica, oppure non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

Come curare l’ansia

Rimedi naturali per ansia e panico

Negli ultimi anni, l’olio CBD (cannabidiolo) è diventato un rimedio molto diffuso per l’ansia. Non è un farmaco e non ha controindicazioni. Mentre alcuni individui assumono olio CBD per lenire le loro preoccupazioni quotidiane, altri lo usano per trattare condizioni più gravi come il disturbo d’ansia generalizzato.

L’organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto come l’olio CBD sia un efficace trattamento dei sintomi da ansia, panico, disturbi post traumatici.

Un’ottima alternativa all’olio CBD sono le Compresse CBD.

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Dove comprare olio CBD

L’olio CBD è facilmente acquistabile in negozi specializzati senza il bisogno di prescrizione medica.

Gli oli CBD si differiscono per percentuale di principio attivo (CBD), esistono inoltre oli CBD Full Spectrum ovvero che presentano l’intero spettro dei principi attivi.

CONFEZIONE OLIO CBD 3% (300mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD 10% (1000mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD 24% (2400mg), 10 ML

CONFEZIONE OLIO CBD FULL SPECTRUM

Come e quanto olio CBD assumere

Gli oli CBD sono distribuiti in flaconi solitamente da 10 ml con appositi contagocce. Le gocce sono sublinguali (da introdurre direttamente sotto la lingua). Il dosaggio è relativo al fruitore (sesso, età, grado della patologia)

In generale si consiglia di iniziare con 2/3 gocce di olio al 10 % per poi regolarsi man mano che si prende confidenza.

 

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.
  • Cassano, G.B. (2006). Psicopatologia e clinica psichiatrica. UTET, Torino.
  • Sassaroli, S., Lorenzini, R., Ruggiero, G.M. (a cura di) (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo, evitamento. Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Wells, A., (2012). Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione. Eclipsi, Firenze.
  • Sareen, J., Jacobi, F., Cox, B. J., Belik, S. L., Clara, I. & Stein, M. B. (2006). Disability and poor quality of life associated with comorbid anxiety disorders and physical conditions. Archives of Internal Medicine, 166(19), 2109-2116.
  • Dugas, M. J., & Robichaud, M. (2007). Cognitive-behavioral treatment for generalized anxiety disorder: From science to practice. New York/London: Routledge