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I benefici del CBD per la pelle

i benefici del CBD per la pelle

Avevi mai pensato di usare l’olio CBD sulla tua pelle?

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Questa meravigliosa pianta che è la canapa ci fornisce principi attivi benefici che possono agire dall’interno ma anche dall’esterno!

E’ ormai provato scientificamente che, anche a livello topico, il CBD interagisce con il sistema endocannabinoide naturale del nostro organismo, cioè con quella fitta rete di recettori ed enzimi presenti nel corpo umano che influisce sulla salute fisica e mentale.

Il cannabidiolo viene estratto da steli, foglie e fiori della pianta di cannabis, portando con se tutta una serie di altri componenti benefici: aminoacidi, vitamine e minerali.

Il CBD è una sostanza multifunzionale nota soprattutto per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antiossidanti, antipruriginose e anti-age, può idratare perfettamente la pelle e fornire un’idratazione di lunga durata.

Inoltre, la capacità del CBD di lenire le infiammazioni e alleviare le irritazioni lo rende uno degli ingredienti più richiesti per la cura della pelle.

Ma quali sono i benefici del CBD specifici per la pelle?

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Il CBD è un antiossidante naturale:

Tutti abbiamo sentito parlare dei radicali liberi, si tratta di molecole chimicamente instabili che, in condizioni ottimali, il nostro organismo è in grado di “stabilizzare” attraverso processi metabolici quotidiani. Questo super potere diminuisce drasticamente con l’avanzare dell’età o a causa di fattori esterni come fumo, esposizione al sole e inquinamento.

Nel tempo i radicali liberi danneggiano le cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e acido ialuronico che garantiscono alla nostra pelle compattezza, elasticità e flessibilità. 

È quindi chiaro quanto sia importante prevenire questi danni: la molecola del CBD, grazie alla sua struttura molecolare, contrasta questo danneggiamento cellulare.

Il CBD agisce inoltre come una pellicola protettiva contro l’azione degli agenti atmosferici e previene la proliferazione delle cellule tumorali.

I prodotti a base di CBD sono antiage:

Le creme viso a base di CBD sono elasticizzanti, idratanti ed emollienti. Il CBD riduce le rughe intorno agli occhi e attenua borse e occhiaie. 

Nei casi in cui la pelle è particolarmente secca e disidratata, anche quella delle mani e dei piedi, è consigliato l’utilizzo dell’olio di CBD: non unge la pelle e può essere usato anche come base per il trucco.

  • L’olio di CBD rinforza le unghie e regola le cuticole e può essere utilizzato anche come balsamo sul cuoio capelluto: massaggialo e poi risciacqua con uno shampoo, con questa routine i tuoi capelli saranno nutriti e idratati.
  • L’olio di CBD può essere usato nei massaggi grazie alle sue proprietà energizzanticalmanti e stimolanti. I prodotti al CBD raggiungono i tre principali recettori della pelle: dolorifici, tattili e dermici. Agendo sul recettore CB1 producono anche effetti analgesici.

Il CBD è un sebo-regolatore:

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I fitocannabinoidi normalizzano l’eccessiva produzione di lipidi sebacei riducendone la proliferazione e alleviando l’infiammazione.

Nel caso dell’acne, il CBD si rivela estremamente utile sia per le proprietà sebo-regolatrici, sia per quelle antibatteriche, con le quali impedisce la proliferazione dei microorganismi che causano le eruzioni cutanee.

I prodotti con CBD possono essere un’alternativa non invasiva, sicura ed efficace, per migliorare la pelle di coloro che sono affetti da queste patologie cutanee, soprattutto quelle causate da infiammazioni.

La capacità del CBD di riequilibrare la produzione di sebo lo rende la soluzione ideale anche per le pelli miste e grasse.

Il CBD è inoltre particolarmente consigliato per le pelli sensibili per alleviare arrossamenti, infiammazioni e irritazioni.

Il CBD è utile nei casi di psoriasi:

Questa patologia cutanea è caratterizzata dalla proliferazione eccessiva di cheratinociti. Secondo recenti studi, il CBD rallenta questa proliferazione bloccando l’interleuchina e inibendo così quei processi patologici che portano alla formazione delle placche psoriasiache. 

L’olio di CBD, per lo stesso meccanismo, si rivela efficace anche sull’eczema.

Inoltre i prodotti a base di olio di canapa e CBD sono naturalmente ricchi di acidi grassi  insaturi omega 6 e omega 3 , vitamine A, B, C ed E, aminoacidi, magnesio, ferro, zinco e altri microelementi importanti per la bellezza e la cura della pelle.

Come per qualsiasi altro prodotto per la pelle, è importante scegliere ingredienti di alta qualità e potenziare l’effetto con un utilizzo frequente e duraturo nel tempo.

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Se non hai ancora una crema, un balsamo o un olio per il viso al CBD per la tua routine quotidiana di cura della pelle, è il momento di inserirla nella tua skincare!

Canapa e Bioedilizia: costruiamo un futuro migliore

Canapa e Bioedilizia: costruiamo un futuro migliore

IMPARARE DAL PASSATO PER MIGLIORARE IL FUTURO

Per costruire un futuro migliore è ormai necessario allargare gli orizzonti e ricercare materiali naturali che possano sostenere la tutela dell’ambiente e migliorare la qualità della vita.

La soluzione, come spesso accade, arriva dal passato, dal recupero di materiali antichi.

Un materiale più di altri risulta essere interessante: la CANAPA SATIVA.

Il legno ricavato dagli steli della pianta, opportunamente lavorato, è stato poi associato ad un altro materiale antico: la CALCE.

Questa preziosa pianta dai molteplici utilizzi, grazie alle sue caratteristiche, si presta perfettamente agli scopi della BIOEDILIZIA.

Per bioedilizia si intende la realizzazione di edifici in grado di limitare l’impatto nell’ambiente, garantendo il risparmio di risorse e la minima produzione di inquinamento in tutte le fasi del ciclo di vita (sostenibilità).

Un prodotto bioedile è necessariamente realizzato con materiali che non presentino rischi per la persona.

Bioedilizia: IMPARARE DAL PASSATO PER MIGLIORARE IL FUTURO

CARATTERISTICHE ECOSOSTENIBILI DELLA CANAPA

Ciò che rende i prodotti ecosostenibili è innanzi tutto il ciclo di vita della canapa, che rappresenta una componente maggioritaria nei prodotti.

La CANAPA SATIVA è una pianta che:

  • non contiene THC, quindi la sua coltivazione è pienamente legale

  • viene coltivata senza l’uso di pesticidi

  • ha un consumo idrico molto basso

  • è una pianta resistente che si adatta a diversi microclimi

  • è veloce nella crescita e permette la piantumazione anche più volte l’anno

  • ha un’elevata resa in termini di massa vegetale

  • pulisce e rimineralizza il terreno, preparandolo ad altre colture

  • assorbe CO2 dall’atmosfera in quantità così elevate da compensare le emissioni prodotte dagli altri componenti presenti nel conglomerato (calce) e portare il bilancio delle emissioni in negativo (carbon-negative).

LA GAMMA DI PRODOTTI

La gamma di prodotti derivati dalla canapa e utilizzati nella bioedilizia moderna è ormai molto ampia e permette di realizzare interventi su tutti i tipi di costruzione (nuove strutture o restauri) garantendo un elevato comfort.

Tutti i prodotti sono termoisolanti, deumidificanti e fonoassorbenti. Sono inoltre igroscopici quindi permeabili al vapore acqueo ma contemporaneamente resistenti al gelo, al fuoco, agli insetti e ai roditori.

L’estrema leggerezza dei prodotti li rende perfetti, ad esempio, nei recuperi di antiche abitazioni in cui la struttura non può essere appesantita. I biomattoni o conglomerati si adattano perfettamente ad ogni genere di telaio portante, che sia in legno, in acciaio o in cemento armato.

COSTRUIRE SANO VUOL DIRE VIVERE MEGLIO

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Le caratteristiche di un’abitazione confortevole sono la giusta temperatura, il corretto livello di umidità e l’elevata qualità dell’aria presente negli ambienti. La canapa riesce a garantire questo comfort in ogni periodo dell’anno ed in qualunque momento della giornata grazie all’equilibrato interscambio termico tra interno ed esterno, consentendo inoltre di ridurre i consumi energetici limitando l’utilizzo degli impianti termici tradizionali. 

È ormai noto che molti dei malesseri del nostro tempo sono causati dall’inquinamento ambientale.  L’attenzione verso l’aria che respiriamo è infatti sempre più elevata e va sottolineato che per il 90% della nostra giornata si tratta di aria respirata in ambienti chiusi.

Ricerche scientifiche hanno dimostrato una forte correlazione tra alcune patologie come cancro, allergie e infezioni e l’esposizione ad un ambiente indoor inquinato.

Per questo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto ufficialmente la SBS (Sick Building Syndrome) delineando una serie di sintomi legati alla permanenza all’interno di edifici “malati” caratterizzati da ventilazione inadeguata, umidità, muffe e sostante chimiche tossiche nei materiali.

I prodotti derivati dalla canapa non rilasciano sostanze nocive, sono naturali al 100%, sono antisettici e traspiranti e contribuiscono a rendere l’aria più sana e respirabile.

PROPRIETÀ DEI PRODOTTI DI CANAPA

Canapa e Bioedilizia: traspirabilità

Capacità di un materiale di essere attraversato dall’aria umida. Più un materiale è traspirante più è bassa la probabilità che si crei condensa.

Canapa e Bioedilizia: isolamento termico

L’isolamento termico è utile a mantenere il calore all’interno degli edifici. La fibra di CANAPULO si oppone al passaggio del calore.

Canapa e Bioedilizia: inerzia termica

I rivestimenti in calce e canapa hanno la capacità di conservare il calore permettendo di mantenere una temperatura costante sia d’estate che d’inverno.

Canapa e Bioedilizia: isolamento acustico

Il canapulo, la parte legnosa della canapa, è di per se un materiale molto poroso e quindi perfetto per limitare il diffondersi del suono.

Canapa e Bioedilizia: durevolezza e sicurezza

L’utilizzo di soli materiali naturali come la canapa, grazie anche alla presenza di silice nella fibra, garantisce una durata maggiore rispetto ai materiali tradizionali. I materiali naturali risultano inoltre essere più sicuri in caso d’incendio, in quanto non rilasciano esalazioni di fumi e gas nocivi.

Canapa e Bioedilizia: salubrità

Grazie alla traspirabilità l’aria che si respira in casa risulta come filtrata dal processo di interscambio tra interno ed esterno e ciò rende l’ambiente più sano e compatibile con il nostro stile di vita.

Canapa e Bioedilizia: ecocompatibilità

La miscela di calce e canapa è 100% NATURALE, completamente BIODEGRADABILE  e RICICLABILE.

 

La bioedilizia non è più una tendenza ma una NECESSITÀ PER IL FUTURO.

 

Gli immobili non efficienti tenderanno a perdere gradualmente mercato. Gli investimenti, relativamente maggiori, saranno nel tempo ricompensati da una rivalutazione degli immobili stessi e dal minor consumo di energia che incide notevolmente in termini di risparmio economico.

Canapè collabora con un’azienda leader in Italia e nel mondo per quanto riguarda la produzione di prodotti per la bioedilizia a base di canapa e calce.

Grazie a questa collaborazione siamo in grado di fornire i prodotti e la successiva assistenza su tutto il territorio Italiano.

Se sei un professionista in cerca di prodotti bioedili a base di canapa o sei interessato ad approfondire l’argomento non esitare a contattarci!

Tutto ciò che devi sapere sull’HHC

Tutto ciò che devi sapere sull’HHC: Cos’è? Come viene prodotto? Quali sono gli effetti? È dannoso per la salute?

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OLIO DI CANAPA

olio di canapa alimentare e olio cbd

Differenze, utilizzi e benefici dell’olio di canapa

Partiamo subito specificando che ci sono più tipi di olio di canapa:

Avrete sicuramente sentito parlare di olio di canapa e olio CBD, ma che differenza c’è tra olio di canapa e CBD? Scopriremo in questo articolo le caratteristiche e i diversi utilizzi.

  1. Olio di canapa alimentare
  2. Olio CBD
  3. Olio di canapa ad uso cosmetico (possono essere utilizzati entrambi gli oli sopra citati)

OLIO DI CANAPA ALIMENTARE

L’olio di canapa ad uso alimentare si ricava dalla spremitura dei semi della pianta di canapa. I prodotti di qualità migliore sono non raffinati e ottenuti da spremitura a freddo che consente di mantenere inalterate le proprietà dal punto di vista nutrizionale.

È un prodotto ricco di tantissimi benefici per la nostra salute, per questo possiamo definirlo un integratore alimentare più che un semplice ingrediente.

L’olio di semi di canapa contiene OMEGA 6 e OMEGA 3, ma ciò che lo rende unico è lo speciale equilibrio tra queste due sostanze (in rapporto rispettivamente di 3 a 1). È inoltre una delle poche fonti alimentari di acido alfa linoleico (il più importante acido grasso essenziale della famiglia OMEGA 3).

Nell’olio di canapa sono poi presenti anche fitosteroli e vitamina E che rendono quest’olio particolarmente adatto per il benessere generale di tutto il nostro organismo.

BENEFICI DELL’OLIO DI CANAPA (ALIMENTARE)

La biodisponibilità delle sostanze sopra descritte lo rende utile nel controllo della pressione, nel combattere l’eccesso di grassi nel sangue e nel diminuire in generale il rischio di problemi cardiaci. Ha inoltre proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e stimolanti del sistema immunitario.

L’assunzione di olio di canapa non ha controindicazioni, ma il prodotto non va inteso come sostituto del consumo di pesce per il suo contenuto di omega 3, 6 e 9 (non contiene infatti EPA e DHA in quantità significativa come il pesce).

L’olio di canapa alimentare è completamente privo di CBD e altri cannabinoidi che possiamo invece trovare nell’olio CBD di cui parleremo di seguito.

OLIO CBD – HEMP OIL

olio di cannabis-cbd

L’olio CBD è un prodotto che si ricava dall’estrazione a freddo dei cannabinoidi dalle infiorescenze di Cannabis Sativa. Nello specifico la sigla CBD sta per “cannabidiolo” che è il più abbondante fitocannabinoide presente nelle piante di canapa.

Gli oli che troviamo in commercio sono composti da CBD in concentrazioni variabili (dal 2,5% al 30%) e un cosiddetto olio “vettore” (olio di canapa, di oliva, di cocco ecc.) all’interno del quale il principio attivo viene disciolto.

Il CBD risulta molto interessante anche per il settore medico-scientifico viste le sue proprietà benefiche e la totale assenza di effetti psicoattivi (tipici del cannabinoide più famoso, il THC).

Non tutti sanno che all’interno del nostro corpo è presente un sistema endocannabinoide: si tratta di uno dei più complessi sistemi fisiologici di comunicazione tra cellule che regola moltissime delle funzioni vitali e consente di mantenere l’omeostasi, ovvero l’equilibrio interno che può essere “disturbato” da diverse condizioni.

Recenti studi hanno dimostrato che il sistema endocannabinoide è presente non solo negli esseri umani bensì in tantissime specie diverse: mammiferi, rettili e perfino invertebrati. Tracce di questo di sistema sono state rinvenute in un animale marino risalente ad oltre 600 milioni di anni fa: quindi non solo il sistema endocannabinoide esisteva probabilmente molto prima dell’arrivo della cannabis sulla terra ma è sicuramente un tassello importante dal punto di vista evolutivo (studio pubblicato nel 2008 da John M. McPartland). 

Molto interessante è anche il fatto che i recettori cannabinoidi siano presenti praticamente in tutti gli organi e sistemi del nostro corpo anche se riscontriamo una maggiore concentrazione a livello del sistema nervoso (in particolare nei neuroni, nella corteccia, nell’ippocampo, nell’amigdala, nei gangli e nel cervelletto, che regolano il movimento e le funzioni cognitive complesse, l’apprendimento, la memoria e le emozioni.) 

dove si trovano i recettori cannabinoidi

È quindi ormai chiaro quanto i cannabinoidi endogeni (prodotti nel nostro corpo dal sistema endocannabinoide) siano importantissimi in innumerevoli processi fisiologici di neuroprotezione del sistema nervoso (preservandolo dalla sovrastimolazione) e nei processi di sviluppo neurologico (influenzando la plasticità sinaptica e consentendo di creare nuove connessioni tra i neuroni). Ma la loro funzione è fondamentale anche per il sistema immunitario (azione antinfiammatoria e regolatrice su umore, fame e sonno) e sulle strutture ossee (regolandone la densità). Essendo inoltre presenti recettori anche nelle terminazioni nervose simpatiche la loro attivazione è in grado di alleviare il dolore mediato da questi ultimi.

Ecco perché risulta così interessante che la canapa sia l’unica pianta presente sul nostro pianeta in grado di produrre naturalmente cannabinoidi che possano interagire con questo sistema.

Adesso che sapete tutto questo vi sarà più semplice comprendere quanto l’olio CBD possa essere benefico e terapeutico per innumerevoli fastidi: disturbi del sonno, ansia e stress, dolori di varia natura che spaziano dall’infiammazione muscolare a pazienti affetti da dolori cronici (fibromialgia, spasticità, dolore oncologico).

Come assumere l’olio CBD?

L’olio CBD può essere utilizzato in diversi modi con una conseguente differenza nell’efficacia che varia in base alla biodisponibilità (quantità di principio attivo che raggiunge la circolazione sistemica e che viene assorbita dal nostro corpo): un’elevata biodisponibilità si ottiene con l’assunzione sublinguale. Dato però che in Italia la legge vieta la commercializzazione dell’estratto di CBD per uso alimentare le indicazioni di impiego si riferiscono solitamente al solo uso esterno.

Olio di canapa ad uso cosmetico

cosmetici alla canapa

Ultimo ma non meno importante l’utilizzo nel settore cosmetico. Sono ormai tantissime le aziende che utilizzano estratti della pianta di cannabis nei più svariati prodotti che quindi sono sempre più diffusi in commercio. Grazie alle proprietà lenitive e idratanti l’olio di canapa è infatti utilizzato in creme, unguenti, lozioni e detergenti. Nel nostro shop online potrete trovare una selezione di prodotti di cosmesi naturale di altissima qualità, dai un’occhiata!

Prodotti consigliati:

olio cbd

Cannabis, la nuova legge alla Camera

Cannabis, la nuova legge alla Camera con data 08/08/2021

“È stato votato il testo base sulla cannabis che depenalizza la coltivazione di non oltre quattro piante ‘femmine’.

La coltivazione in casa di canapa è fondamentale per i malati che ne devono fare uso terapeutico e che spesso non la trovano disponibile oltre che per combattere lo spaccio ed il conseguente sottobosco criminale”

Così Mario Perantoni ha annunciato il via libera in commissione Giustizia alla Camera al testo base sulla Cannabis.

Il testo base sulla cannabis è stato approvato in commissione Giustizia. Si compone di cinque articoli che andrebbero a modificare il Testo Unico sugli stupefacenti, al momento riferimento per la normativa in questo ambito.

Ecco la proposta di legge per consentire la coltivazione della cannabis in casa per uso personale:

Alla Camera dei deputati c’è un testo base sulla cannabis.

Dopo un anno di mediazione, a partire dalle tre proposte del deputato di +Europa, il radicale Riccardo Magi, del Movimento 5 Stelle e della Lega, si è arrivati a un testo unico presentato dal relatore presidente della commissione Giustizia a Montecitorio, il pentastellato Mario Perantoni.

Il testo è già frutto di una mediazione tra le diverse voci, richieste e visioni dei partiti che compongono la maggioranza, ma anche tra coloro che hanno presentato proposte di legge in materia.

La legge prevede da un lato la depenalizzazione, dall’altro l’inasprimento per alcuni reati. Insomma, un testo base che mette d’accordo Lega, radicali e 5 Stelle.

Nei cinque articoli è previsto che sia possibile coltivare fino a quattro piantine femmina, non viene più punita la coltivazione domestica per uso personale:

“Sono consentite a persone maggiorenni la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro femmine di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto”.

Cosa contiene questo testo base?

Da un lato, come ha spiegato Perentoni, diminuisce le sanzioni per i fatti di lieve entità:

“Reati che saranno ora autonomi rispetto alle stesse fattispecie previste per gli oppiacei: si introduce, cioè, una separazione concettuale tra le diverse categorie di sostanze stupefacenti, diversità già evidenziata dalla Corte Costituzionale.

Infine una novità per la tutela dei minori e dei giovani: non si potrà mai considerare fatto di lieve entità lo spaccio a minori o che nella vicinanza delle scuole.

Un inasprimento per contrastare la criminalità e rafforzare la protezione dei più giovani”.

Vengono, così, inasprite le pene per chi vende sostanze stupefacenti ai minorenni, infatti, il testo prevede l’innalzamento delle pene per i reati connessi a traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di cannabis, che passano da 6 a 10 anni.

Serve comunque rimanere aggiornati poiché, dopo la votazione, bisognerà attendere la presentazione e la discussione in commissione degli emendamenti prima che il testo possa arrivare in aula.

Rimane comunque un piccolo traguardo raggiunto dopo mesi e mesi di attesa da parte della Camera. Noi sostenitori di libertà siamo fiduciosi che questo piccolo passo porterà ad un grande traguardo!

Olio CBD per gli animali domestici

Olio di CBD per gli animali domestici

Come per gli esseri umani il CBD può essere un grande alleato anche per i nostri amici a quattro zampe.

Sì, anche i nostri amici pelosi hanno un sistema endocannabinoide in grado di interfacciarsi con il CBD e, con diverse formulazioni in base alla taglia dell’animale, possiamo assicurarci che ottengano il miglior effetto possibile.

Olio CBD per gli animali domestici

La maggior parte delle persone non si rende conto che lo stesso CBD che si è dimostrato efficace negli esseri umani è altrettanto efficace per gli animali. In effetti, ogni singolo mammifero del pianeta ha un sistema endocannabinoide integrato e poiché la maggior parte di noi ama i nostri cuccioli pelosi tanto quanto la nostra prole reale, vogliamo dare loro la migliore cura possibile. Molte persone stanno scoprendo di essere in grado di aumentare la qualità della vita dei loro animali domestici incorporando il CBD nella loro routine.

L’olio CBD è sicuro per gli animali domestici?

Gli effetti del CBD derivano dalla sua capacità di stimolare il sistema endocannabinoide, che è coinvolto nella regolazione di diverse funzioni corporee. Questo sistema organico si trova in ogni mammifero sulla terra, il che significa che anche molti animali lo possiedono. Questo sistema è qualcosa che condividiamo con i nostri animali domestici e le differenze sono così minime che gli effetti del CBD su un essere umano e gli effetti su un animale sono estremamente simili. Sia negli USA che in Europa l’uso di prodotti a base di Cannabis in ambito Veterinario è in crescita da diverso tempo.

Qual è la differenza tra CBD per l’essere umano e CBD per animali?

La principale differenza tra il CBD per l’uomo e il CBD per un animale è che un prodotto orientato agli animali domestici fornirà una concentrazione di CBD più adatta alle loro dimensioni e al loro peso. L’assunzione di cannabidiolo varia da persona a persona, nonché da animale ad animale. Un fattore importante nel determinare le dimensioni adeguate della porzione di CBD è il peso.

Qualcuno che pesa di più avrà bisogno di più CBD per sentire gli stessi effetti di qualcuno che è più leggero. Allo stesso modo, l’attività motoria può svolgere un ruolo nell’efficacia del CBD su esseri umani e animali. Una nonna e un lottatore professionista consumeranno diverse porzioni di CBD, e confronti come questo possono essere fatti anche per gli animali. Per questi motivi, il CBD fornito al tuo animale domestico e il CBD fornito a te hanno concentrazioni molto diverse.

Olio CBD per gli animali domestici

Quando viene utilizzato l’olio CBD per gli animali domestici e per quali patologie veterinarie?

A scopo veterinario l’Olio di CBD può essere utile per contrastare infiammazioni, poiché attiva i recettori TRVP-I che regolano la percezione del dolore e della temperatura corporea. Le sue proprietà antinfiammatorie possono lenire dolori cronici o gonfiori che possono causare artriti e altre patologie tipiche di animali in età adulta. Il CBD può mitigare e prevenire ansia da separazione, paure o sindromi DOC; può aiutare a gestire e/o ridurre crisi epilettiche o attacchi provocati da altre patologie. Inoltre, può aiutare l’animale in un percorso di recupero di tipo oncologico grazie alle sue proprietà analgesiche ed antiemetiche che stimolano l’appetito.

1 – Il CBD e il dolore: il CBD potrebbe essere in grado di attenuare i sintomi del dolore nel nostro animale grazie all’anandamide, una sostanza chimica che aiuta a spegnere i segnali del dolore nel cervello.
2 – Il CBD e la depressione: anche gli animali possono soffrire di stati depressivi, dovuti ad esempio a episodi particolarmente traumatici. I disturbi legati alla depressione non vengono  immediatamente colti dal proprietario, che spesso tende a interpretarli come dispetti fino a quando le manifestazioni di malessere non diventano evidenti, come ad esempio il gatto che non riesce ad usare la propria lettiera.
3 – CBD e deficit cognitivi: come tutti gli organi anche il sistema nervoso centrale invecchia. Negli animali ciò può comportare cambiamenti di umore e variazione delle capacità cognitive, al punto che il cane o il gatto possono  sviluppare una patologia comportamentale. La disfunzione cognitiva incide soprattutto sulla memoria, ma può coinvolgere anche altri punti.
4 – CBD e epilessia: grazie alle proprietà miorilassanti il CBD può aiutare a gestire attacchi epilettici degli animali.
5 – CBD e nausea: uno studio condotto nel 2012, pubblicato nel British Journal of Pharmacology, ha messo in luce i vantaggi del cannabidiolo il quale, secondo i ricercatori, agisce in maniera difasica, il che significa che in dosi basse può  ‘sopprimere’ l’impulso a vomitare. Il CBD può rivelarsi importante in casi di intossicazioni , effetti collaterali da farmaci e forme tumorali anche negli animali grazie alle sue proprietà antinausea.

Olio CBD per gli animali domestici

Quanto olio CBD occorre somministrare agli animali domestici?

Non esiste un’unità chiara su quanto CBD dovresti dare ai tuoi animali domestici. Dovresti seguire passaggi simili a quelli che seguiresti quando consumi il tuo olio di CBD. I singoli prodotti specifici ti forniranno le dimensioni delle porzioni consigliate e le istruzioni su come somministrare. Queste porzioni stimate hanno lo scopo di impostare una dimensione media che sarà adeguata per coloro che rientrano tra un utilizzo principiante e moderato di CBD.

Non esiste una dose universale di CBD per animali o esseri umani. La concentrazione e il volume di CBD consumato dal tuo animale domestico sono determinati principalmente dal loro peso. A differenza degli esseri umani, gli animali domestici non sono in grado di vocalizzare il modo in cui il CBD sta influenzando i loro corpi. Il peso, quindi, diventa lo strumento di misurazione più o meno universale per stabilire quanto CBD dovrebbe assumere un animale. Tendenzialmente, la quantità di CBD aumenta in relazione al peso dell’animale, il che significa che un animale più grande e più pesante richiederà una porzione di CBD molto più grande di uno più piccolo e leggero.

Esistono effetti collaterali comuni per gli animali domestici?

I prodotti a base di CBD vengono impiegati per diverse patologie che colpiscono gli animali domestici, prima fra tutte l’artrosi e permette una diminuzione dell’utilizzo di antinfiammatori (FANS e cortisone) che alla lunga possono creare problemi all’animale. L’olio CBD per animali domestici non è una panacea e dovrebbe far parte di una cura equilibrata e ben bilanciata degli animali. Anche se può portare ad un miglioramento e ad una riduzione dei vari sintomi ed è in grado di regolare meglio le funzioni corporee, non può guarire le malattie del tutto.

Il CBD non ha effetti collaterali noti o interazioni negative con farmaci e altri integratori alimentari. L’olio per animali CBD non contiene THC, quindi non è psicotropo. Potrebbero, però, presentarsi lievi effetti collaterali in conseguenza a un sovradosaggio, quali: bocca asciutta, sonnolenza, abbassamento della pressione sanguigna, diarrea e cefalee.

Se stai pensando di acquistare prodotti CBD per i tuoi animali domestici e non sei sicuro che i loro farmaci esistenti si mescolino favorevolmente con l’estratto di canapa, o se desideri avere indicazioni più dettagliate, ti consigliamo di visitare un veterinario per ottenere maggiore chiarezza.

In negozio e sull’e-commerce offriamo un olio con percentuale bassa specifica per animali: Olio CBD 5%

CBD per gli animali domestici

OLIO CBD – Terapia per il benessere

L’olio di CBD offre un approccio naturale al benessere psico-fisico lavorando insieme all’organismo, non contro di esso. È ben tollerato, non tossico e può essere adattato anche agli stili di vita più esigenti grazie all’abbondanza di prodotti disponibili.

Considerando che i recettori responsabili della promozione dell’equilibrio sono presenti nel nostro cervello, pelle, sistema immunitario, digestivo e nervoso, alcune gocce potrebbero avere un impatto significativo!

CHE COS’È L’OLIO di CBD?

L’olio di CBD è un liquido in flacone che viene generalmente consumato sopra o sotto la lingua. L’ingrediente principale è il CBD (cannabidiolo), un composto organico presente nella canapa, un tipo di Cannabis sativa L. con livelli di THC estremamente bassi, ma può presentare anche, in diverse percentuali, tutti i principi attivi della Canapa.

Una volta estratto il CBD dal materiale vegetale, viene miscelato ad un olio vettore, imbottigliato e venduto come olio di CBD. Il motivo per cui viene miscelato con oli come quello di oliva, canapa, olio di cocco, è quello di migliorare la sua capacità di assorbimento nel corpo, fornendo anche una varietà di benefici nutrizionali complementari.

DA DOVE VIENE ESTRATTO?

L’estrazione del cannabidiolo dalla pianta di cannabis produce un’essenza oleosa. Questa contiene vari cannabinoidi in proporzioni diverse (a seconda del tipo di pianta, del metodo di estrazione, della conservazione e dell’origine).

Attualmente, la fonte più abbondante di CBD sono i fiori di canapa, una pianta selettivamente ibridata per raggiungere quantità elevate di questo cannabinoide. Esistono diversi modi per estrarre il CBD dalla canapa, con alcuni metodi molto più efficienti e sicuri di altri.

La canapa è un bioaccumulatore, un prodotto naturale che assorbe sostanze buone e cattive dall’aria, dall’acqua e dal suolo su cui viene coltivata. È quindi molto importante sapere che l’olio di CBD acquistato provenga da canapa coltivata biologicamente in culture biologiche della Germania, Austria o in altri paesi dell’UE.

COME VIENE PRODOTTO?

Per sfruttare al massimo la vostra esperienza con l’olio di CBD è fondamentale scegliere prodotti di alta qualità testati da laboratori indipendenti. Sapendo ciò che contiene e non contiene ogni flacone, identificherete rapidamente quale tipo d’olio di CBD è più giusto per voi, selezionando i vari ingredienti a seconda delle vostre esigenze e stili di vita.

L’estrazione con CO₂ presenta un grande vantaggio rispetto agli altri metodi di produzione di olio di CBD, ovvero estrazione basica con solvente, o estrazione con olio o a mano. A differenza delle altre tecniche, l’anidride carbonica nel suo stato supercritico si può iniettare attraverso la canapa per raccogliere selettivamente i cannabinoidi e tutti gli altri composti che si vogliono estrarre, lasciandosi dietro tutte le altre parti superflue. Grazie a questo maggiore controllo, l’estrazione con CO₂ è diventata la migliore tecnica per produrre CBD. L’uso della CO₂ come solvente consente di ottenere un prodotto finale privo di sostanze chimiche e contaminanti.

I test sull’olio di CBD migliorano il controllo qualità e aumentano la fiducia del consumatore

COME FUNZIONA?

La cosa più importante per il nostro corpo è quella di essere in equilibrio, in modo tale da essere più sani e felici. Solo quando siamo in equilibrio possiamo dare il meglio. Il sistema endocannabinoide, con i suoi recettori cannabinoidi nel cervello, nel sistema nervoso centrale e periferico, negli organi, nel tessuto connettivo, nelle cellule immunitarie, nelle ghiandole, nel tratto digestivo e anche nella pelle, è responsabile della stabilità all’interno del corpo. Il mantenimento del nostro stato di equilibrio nella medicina viene anche chiamato omeostasi.

I recettori dell’ECS (Endocannabinoid System) dispongono, si potrebbe dire, di una connessione “wireless” con tutto il corpo e cercano costantemente di regolarlo verso una maggiore stabilità, indipendentemente dalle influenze e dalle fluttuazioni a cui è esposto. Il sistema endogeno dei cannabinoidi sostiene così il corpo in una moltitudine di processi fisiologici interni e li aiuta a regolarli. I quattro compiti principali dell’ECS sono: la neuroprotezione (il tentativo di salvare le cellule nervose dalla morte), la rigenerazione da stress, l’equilibrio immunitario e la regolazione omeostatica. Esso aiuta il corpo, tra le altre cose:

  • a migliorare l’umore
  • a migliorare la memoria
  • a migliorare il controllo del corpo
  • a proteggere il sistema immunitario
  • per la riproduzione
  • per ridurre la percezione del dolore
  • a regolare l’appetito
  • a regolare il sonno
  • per lo sviluppo osseo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto i benefici del CBD, uno dei principali principi attivi della canapa, per combattere i sintomi di:

  • ansia
  • stress
  • ipertensione
  • insonnia
  • dolori cronici
  • spasmi muscolari
  • m. di Parkinson
  • m. di Alzheimer

E’ inoltre un naturale miorilassante molto utile per gli sportivi, per rilassare i muscoli dopo o prima dell’attività, lo Yoga, il pilates e tantissime altre attività. Generalmente non interferisce con i farmaci, è un prodotto organico, naturale e senza particolari controindicazioni. Non è un farmaco, pertanto si consiglia di non interrompere alcuna cura prima di aver interpellato il tuo medico.

OLIO CBD: COME ASSUMERLO?

L’assunzione di CBD per via orale è l’opzione più popolare. Tuttavia, una volta che lo si è assunto, il composto deve affrontare diversi processi biologici prima di poter pervenire al nostro flusso sanguigno. Il sistema digestivo ed i suoi enzimi faranno del loro meglio per diluire la dose di CBD che avete assunto.

A causa del numero di variabili, è praticamente impossibile fornire un’aspettativa esatta della biodisponibilità orale, ma gli scienziati ritengono che sia di circa il 4–20%.

Benché sia molto simile all’assunzione di CBD per via orale, la somministrazione sublinguale si affida ai capillari situati sotto la lingua per far pervenire la sostanza al flusso sanguigno. Ciò si ottiene depositando alcune gocce sotto la lingua, e tenendovele per lasciar le assorbire dalla membrana mucosa.

Secondo resoconti aneddotici, il dosaggio sublinguale del CBD è un modo semplice ed efficace di intensificare la manifestazione degli effetti. Poiché non deve affrontare il passaggio attraverso il fegato ed il tratto gastrointestinale, si presume che il CBD raggiunga il flusso sanguigno con maggior rapidità.

QUANTO CBD ASSUMERE?

Il CBD è sicuro anche a dosi elevate, ma iniziate con cautela e procedete gradualmente.

Il corretto dosaggio di CBD dipende da così tante variabili specifiche che il suo calcolo può creare confusione, specialmente per coloro che sono nuovi a questo tipo di composto terapeutico. Sul dosaggio di questo cannabinoide influiscono diversi fattori, a partire dalla salute fisica, dall’età e dal metabolismo, fino allo specifico disturbo da trattare e al prodotto con CBD che si andrà a somministrare.

La scelta di un marchio di CBD di cui vi potete fidare è fondamentale, non solo al momento di calcolare un dosaggio accurato, ma anche perché vi garantisce di ottenere un prodotto di qualità contenente tutto ciò che dovrebbe avere un articolo di questo genere, senza additivi o prodotti chimici indesiderati.

Canapè offre un prodotto al 10% di CBD Full Spectrum, ovvero indica che che durante l’estrazione si sono mantenuti tutti i principi attivi della canapa a differenza del semplice Olio di CBD in cui viene isolato solo il Cannabidiolo, mentre vanno persi tutti gli altri principi attivi. L’olio al CBD di Canapè è estratto da varietà di canapa da agricoltura biologica coltivata in Italia con elevata concentrazione di CBD, è un prodotto naturale di alta qualità, senza aggiunta di pesticidi o sostanze dannose per la salute, è ecofriendly e pet friendly.

olio cbd canapè: 10% - 20% - 35%

Per aiutarvi a calcolare la quantità di CBD da assumere (in mg), potete usare il seguente esempio come guida:

Olio di CBD 2,5%: 1,15mg di CBD per goccia
Olio di CBD 5%: 2,3mg di CBD per goccia
Olio di CBD 10%: 4,6mg di CBD per goccia

Olio di CBD 15%: 6,9mg di CBD per goccia
Olio di CBD 20%: 9,2mg di CBD per goccia

Olio di CBD 30%: 13,8mg di CBD per goccia
Olio di CBD 40%: 18,4mg di CBD per goccia

Abbiamo affrontato numerose questioni e, sebbene il primo approccio con il dosaggio del CBD possa spaventare, il principale punto da tenere in considerazione dovrebbe sempre essere: ascoltate il vostro corpo. Usando le nostre raccomandazioni come punto di partenza, potrete decidere se aumentare o diminuire le concentrazioni di CBD in base a come vi sentirete. Per capire se l’olio di CBD fa per te, è importante discutere di eventuali dubbi con il tuo medico, in quanto bisogna prendere in considerazione che esistono alcuni effetti collaterali minori. Tuttavia, dovresti sapere che la vera entità dell’olio di CBD rimane oggetto di studio e che c’è ancora molto da imparare su come influenza il corpo umano.

COME TI FA SENTIRE?

Secondo i primi studi, il CBD avrebbe la capacità di aumentare i livelli di anandamide nel corpo. Conosciuta anche come la “molecola della beatitudine”, l’anandamide svolge un ruolo di neurotrasmettitore endocannabinoide. L’accattivante nome di questa sostanza chimica descrive fedelmente la sua capacità di influenzare l’umore.

Oltre ad influenzare il nostro sistema endocannabinoide, il CBD si lega anche ai recettori della serotonina. Ciò mostrerebbe un ulteriore meccanismo attraverso il quale il CBD potrebbe aiutare a sostenere il nostro rilassamento.

Ulteriori ricerche sugli animali suggeriscono che questo stesso meccanismo potrebbe aiutare a trattare lo stress latente associato al disturbo da stress post-traumatico (DPTS).

Una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature riporta un esempio di questi effetti. Lo studio osserva gli effetti del CBD su soggetti con disturbi d’ansia sociale. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad una prova simulata di conversazione in pubblico, ma solo ad un gruppo è stato somministrato CBD (600mg). I ricercatori hanno scoperto che il gruppo trattato con CBD riportava minori livelli di ansia, deficit cognitivo, disagio e prontezza.

L’anandamide si lega ai recettori dei cannabinoidi del nostro sistema endocannabinoide. Questo neurotrasmettitore svolge un ruolo chiave in molti processi fisiologici, tra cui umore, sonno e appetito. E, non meno importante, aiuta a ristabilire gli equilibri quando si tratta di rilassamento e stress.

Tutti i prodotti di CBD avranno esiti, durata degli effetti ed intensità differenti. Il prodotto più efficace dipenderà dalle circostanze individuali e da ciò che si desidera ottenere con il CBD.

Tuttavia, è perfettamente lecito combinare diversi prodotti di CBD per sostenere il tuo benessere da diverse angolazioni. Il CBD ha il potenziale per influenzare i sistemi presenti lungo tutto il corpo, quindi potresti dover sperimentare un po’ per trovare ciò che funziona meglio per te.

Come ottenere la Cannabis Terapeutica?

Come ottenere la Cannabis Terapeutica?

 

In Italia la Cannabis Medica è pienamente legale dal 2013; un piccolo riassunto di cosa è successo aiuterà a comprendere a fondo i temi trattati in questo articolo, e cioè:

  • processo di prescrizione farmaco e iter del paziente per accedere alla terapia
  • rimborsabilità e diversificazione Regionale
  • iter di approvvigionamento per pazienti, ospedali/ASL, farmacie e distributori autorizzati
  • costi

 

1. COME VIENE PRESCRITTA LA CANNABIS TERAPEUTICA?

Come tutti i farmaci, la Cannabis Terapeutica può essere prescritta da un qualsiasi Medico (Chirurgo o Veterinario) che, in scienza e coscienza, la ritenga il medicamento più adatto.

La Cannabis Medica è prescrivibile con spese a carico del paziente per qualsiasi patologia per la quale esista un minimo di letteratura scientifica accreditata.

In parziale deroga a questo discorso va detto che mentre la libertà per il Medico è totale (nel rispetto della normativa vigente Legge 94/98) quando il farmaco è a pagamento (ossia il paziente lo acquista pagandolo di tasca propria), quando il farmaco invece è a carico del Sistema Sanitario Regionale (SSR) (cioè gratuito per il paziente), esistono più vincoli per il Medico. Si parla, in questo caso, di appropriatezza prescrittiva.

In virtù di quanto scritto sopra nel voler spiegare qual è l’iter per un paziente per ottenere Cannabis Medica, è necessario distinguere tra quando la Cannabis è prescritta su ricettario privato a pagamento (la ricetta “bianca”) e Cannabis prescritta a carico del Sistema Sanitario Regionale (SSR).

In altre parole, l’accesso alla Cannabis Medica è:

  • molto semplice se prescritta a pagamento
  • da semplice a complesso se prescritta a carico del SSR (la difficoltà varia da Regione a Regione)

Per aiutarvi a navigare questa tematica potete approfondire in questo articolo: “Cannabis Medica e rimborsabilità Regione per Regione

In generale, la Legge che regola la prescrizione magistrale di Cannabis Medica è la Legge 94/98 conosciuta come “Legge Di Bella” (esatto, QUEL professore Di Bella) e dal DM 9/11/2015.

In breve, questa Legge prevede che sulla ricetta il Medico riporti, tra le altre cose, il tipo di Cannabis, il motivo per il quale il Medico richiede al Farmacista la preparazione e (per la salvaguardia della privacy) un codice alfanumerico (numeri e lettere) al posto del nome/cognome.

dati anonimi relativi a età, sesso, posologia in peso di Cannabis ed esigenza di trattamento sono inoltre richiesti per fini statistici, così come previsto dal Progetto pilota, compilando la scheda per la raccolta dei dati dei pazienti trattati da inviare alla Regione territorialmente competente secondo le indicazioni che le stesse Regioni forniranno.

 

 

2. PROBLEMATICHE LEGATE AD OTTENERE CANNABIS MEDICA CON RICETTA BIANCA

Per prima cosa, un Medico NON è mai obbligato a prescrivere una terapia (sia essa a base di Cannabis, che qualsiasi altro farmaco), specie se in scienza e coscienza ritiene che non sia il farmaco necessario per il proprio paziente.

Nel momento presente esistono molti Medici che rifiutano anche solo di considerare la Cannabis come opzione terapeutica perché non la conoscono e non vogliono conoscerla oppure “perché è una droga d’abuso”.

Secondo problema: trovato il Medico che ha redatto la ricetta, rimane da trovare una farmacia che prepari Cannabis Terapeutica (circa 600 su 19.000 totali in Italia). Una volta trovata, occorre che tale farmacia sia fornita di una delle nove varietà legalmente prescrivibili: forse non tutti sanno che da due anni a questa parte si vive in uno stato di continua carenza di Cannabis legata ad altissima domanda (da parte di Medici e Pazienti) e poca offerta (legata ad insufficiente importazione da parte dell’Italia da Olanda o Canada).

Giova ricordare che nel 2017 il Ministero della Salute, attraverso l’Ufficio Centrale Stupefacenti, multò con diverse migliaia di € alcune farmacie che informavano i pazienti sulla disponibilità di Cannabis Medica (informando e rendendo noto dove reperirla), ritenendo che fossa “propaganda pubblicitaria indiretta”.

 

 

3. OTTENERE CANNABIS MEDICA A CARICO DEL SSR

La rimborsabilità dei medicinali a base di Cannabis non è prevista da tutte le Regioni, ma solo dalle Regioni che hanno legiferato in materia di erogazione di “farmaci cannabinoidi”.

Premesso che la maggior parte delle Regioni NON ha ancora concesso la prescrizione gratuita di Cannabis Medica, in alcune Regioni (es. Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Campania, Puglia) è possibile per il paziente ottenere Cannabis gratuita, ma (già detto, ribadiamolo) SOLO per alcune indicazioni terapeutiche, ossia solo per alcuni tipi di malattie.

In altre parole, non importa se si è esenti civili o invalidi, ma contano esclusivamente questi fattori:

  1. la Regione nella quale si risiede
  2. se in quella Regione la malattia di cui si è affetti viene riconosciuta per Cannabis fornita gratuitamente

Da ciò deriva che per la stessa identica malattia un paziente residente nella Regione X può ottenere Cannabis Medica gratuitamente, mentre nella Regione Y la deve comunque pagare.

A differenza di quando la Cannabis è acquistata a pagamento, non esiste un iter unico per la prescrizione, ma esso varia (come ripetuto) da Regione a Regione.

La Cannabis può essere rimborsata, ma nonostante il decreto DM 9/11/2015 precedentemente citato, le patologie per le quali è riconosciuta la rimborsabilità variano per ogni Regione, che legifera autonomamente su patologie, forme farmaceutiche e a volte modalità di prescrizione.

Infatti alcune Regioni per riconoscere la rimborsabilità prevedono obbligatoriamente un piano terapeutico (che può essere preso in carico e seguito dal medico di base), altre solo determinate varietà di Cannabis o tipi di preparazione.

Al fine di essere certi della possibile rimborsabilità conviene sempre fare rifermento all’ente territoriale competente in quanto la situazione risulta molto disomogenea, senza considerare il fatto che alcune Regioni non hanno deliberato, altre solamente deliberato e altre hanno già portato a termine tutto il processo attuativo.

 

 

4. APPROVVIGIONAMENTO DI CANNABIS MEDICA DA PARTE DELLE FARMACIE

Le Farmacie italiane che preparano Cannabis Medica (le stime sono di oltre 600 su 19.000 presenti) possono ottenere Cannabis da fornitori diversi a seconda della provenienza:

  • Cannabis Medica olandese: la Farmacia la ordina da uno dei cinque distributori di materie prime italiani autorizzati (ACEF, Fagron, Farmalabor, Fl-Group, Galeno)
  • Cannabis Medica italiana: la Farmacia la ordina dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze
  • Cannabis Medica canadese: la Farmacia la ordina dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze

Le modalità per la Farmacia di approvvigionarsi di Cannabis Medica sono le stesse di tutte le altre sostanze stupefacenti, ossia con Buono Acquisto in tre copie da inviare (PEC + firma digitale o originale cartaceo) alla ditta.

Nel Buono Acquisto la Farmacia indica in maniera inequivocabile la varietà di Cannabis che desidera e la quantità in grammi suddivisa per numero di flaconi: es. per ordinare 250 grammi di infiorescenze, la farmacia non indicherà un generico “250 g”, ma “25 flaconi da 10 g” oppure “1 confezione da 250 g” in base ai tagli disponibili.

All’arrivo in Farmacia la Cannabis Medica in infiorescenze viene caricata sul registro di entrata/uscita e scaricata man mano con le ricette mediche che il Farmacista preparerà di volta in volta.

 

5. COSTI DELLA CANNABIS MEDICA

Quando il paziente paga di tasca propria il farmaco la domanda che subito viene in mente è “Quanto costa?

Essendo la Cannabis Medica un farmaco galenico (ossia preparato di volta in volta dal Farmacista) e non essendo un farmaco industriale fatto e finito (come quelli che siamo abituati a comprare in Farmacia con un dosaggio fisso, un numero di dosi fisso, una quantità di sostanza fissa), è impossibile dare un prezzo unico del farmaco a base di Cannabis.

Per i farmaci galenici il Farmacista NON è assolutamente libero di decidere il prezzo, ma si rifà obbligatoriamente ad una Tariffa stabilita dal Ministero della Salute con la quale calcola i prezzi di tutti i farmaci galenici che prepara (sia a base di cannabinoidi che non, dagli sciroppi alle supposte, dalle cartine ai colliri).

L’unica certezza è che il Ministero della Salute obbliga a vendere la Cannabis a 9 € al grammo + IVA 10% (dei medicinali) indipendentemente dal costo richiesto al Farmacista, che varia solitamente dai 9 agli 11€ + IVA 22% (delle materie prime).

A questo prezzo vanno aggiunti i costi di preparazione e contenitori (che variano a seconda della forma farmaceutica preparata e della sua pericolosità), sempre stabiliti dalla Tariffa dei Medicinali. Unendo il tutto, è possibile dare alcuni esempi di costo per far capire orientativamente (salvo costo dei recipienti, eccipienti e numero di operazioni tecnologiche) il costo di una terapia:

  • 30 cartine da 100mg di infiorescenze di cannabis: 65€ circa
  • 30 cartine da 500mg di infiorescenze di cannabis: 190€ circa
  • 30 cartine da 1000mg di infiorescenze di cannabis: 330€ circa
  • 50 ml di olio di cannabis (5g/50ml): 90€ circa
  • 100ml di olio di cannabis (5g/50ml): 160€ circa

Trattandosi di farmaci la spesa è fiscalmente detraibile (come per i farmaci industriali) mediante “scontrino parlante” o fattura.

Inoltre, così come da decreto Decreto 9 novembre 2015, si aggiunge la necessità di titolazione dei preparati di olii ed estratti, che per legge devono essere analizzati.

Il decreto impone l’analisi, ma non il costo da attribuire al paziente e/o al farmacista, in quanto non presente all’interno dell’onorario professionale e non specificato in nessuna norma (ad eccezione della Lombardia, la quale ad oggi ha dato un tetto di spesa massima per la rimborsabilità delle analisi). Si assiste dunque ad una difformità di prezzo non indifferente che è attualmente oggetto di valutazione da parte degli enti preposti.

 


Per approfondire quanto riportato, suggeriamo di consultare la Gazzetta Ufficiale del Ministero della Salute:

L’ordine delle suore della cannabis

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L’ordine delle suore della cannabis

Conosciute come “suore della cannabis” le chiamano “weed nouns”, ma il loro vero nome è “Sisters of the Valley”, le sorelle della valle. Non appartengono a un ordine religioso tradizionale, ma si sono riunite insieme con la missione di guarire il mondo.

Rispettano la Madre Terra e condividono i suoi doni con gli altri. Lavorano insieme, pregano insieme, indossano il velo e producono oli, balsami e unguenti a base di CBD.

Solo nel primo anno sono riuscite a fatturare $ 60.000. Nel 2017 hanno superato il milione. A oggi sono super seguite sui social e continuano imperterrite a fornire un servizio eccezionale!

L’ordine delle suore della cannabis

Ecco le “Sisters of the valley”, le suore hippie che coltivano cannabis in California

Christine Meeusen non è la solita suora. Negli ultimi sei anni, ora si fa chiamare sorella Kate, ha coltivato cannabis su un appezzamento di terreno di un acro a Merced, in California.

La cannabis non è solo un raccolto per Suor Kate, ma un mezzo per fare del bene. Vuole stabilire una religione new age incentrata sulla guarigione con medicine a base vegetale prodotte in modo sostenibile e sollevare le donne dalla povertà.

La sorella ha fondato la sua sorellanza, Sisters of the Valley, nel 2015 dopo una serie di eventi che le cambiano la vita. In primo luogo, ha attraversato quello che dice sia stato un divorzio devastante nel 2008 che l’ha lasciata senza un soldo e per un breve periodo senza casa come madre single che ha cresciuto tre figli. Ha iniziato a coltivare cibo e cannabis nel suo cortile per diventare autosufficiente.

. Nel 2014, ha deciso di produrre tinture e unguenti a base di cannabis per mantenersi. Allo stesso tempo, ha iniziato a partecipare alle proteste del movimento Occupy, indossando un costume da suora.

. Poi, nel 2016, la sorella Kate ha iniziato a coltivare cannabis e a produrre prodotti usando il cannabidiolo, o CBD, come oli e tè nella sua fattoria, sottoscrivendo un codice di valori che, secondo lei, è vagamente basato sugli ordini religiosi delle Beghine del Medioevo. Le Beguine furono uno dei primi esempi di femminismo. Le beghine non rispettavano le regole del tempo che richiedevano alle donne di vivere sotto la tutela di un uomo. Non erano vincolate da voti permanenti come le suore cattoliche, in quanto non facevano parte della Chiesa cattolica. Le donne potevano entrare nel loro ordine con i bambini e andarsene se volevano sposarsi. Vivevano tutti insieme per l’autosufficienza economica e si dedicavano a Dio e ad atti di buon servizio.

L’ordine delle suore della cannabis è sinonimo di unione e amore incondizionato.

L’ordine delle suore della cannabis

“Stiamo camminando e marciando in un mondo in cui avremo suore che diserbano l’erba in ogni provincia del pianeta e in ogni contea e provincia del mondo”, dice suor Kate. “Quando le persone ci vedranno nei nostri veli sapranno cosa rappresentiamo proprio come fanno [quando] un pompiere [è] nella sua uniforme.”

Attualmente, 25 sorelle e cinque fratelli fanno parte di Sisters of the Valley in tutto il mondo, vendendo i loro prodotti in luoghi come la Nuova Zelanda, il Messico, la Danimarca e il Brasile. Per far parte della sorellanza, sorelle e fratelli devono generare entrate dai prodotti. Sono previsti anche circa due anni di formazione, che prevede la partecipazione a un programma di borse di studio, la risposta a un sondaggio di approfondimento e la lettura di una copia del Libro delle Nuove Beghine. Diverse sorelle e fratelli sono coinvolti in vari sforzi di difesa dei diritti delle donne e della legalizzazione della cannabis nelle loro comunità, in modo che possano stabilire le proprie fattorie invece di importare dal raccolto di suor Kate.

. Mentre il COVID-19 ha intaccato le vendite della sorellanza, Sister Kate è fiduciosa che il suo esercito di suore new age possa affrontare la tempesta e uscire come un business migliore quando la pandemia sarà finita. Oltre ad espandere la sua sorellanza, dice che le piacerebbe iniziare a coltivare funghi medicinali e alcuni tipi di radici. Sogna anche di creare una hotline di soccorso per le donne che affrontano senzatetto, abusi o qualsiasi altro tipo di crisi. L’idea è che alla fine le Sisters of the Valley possano fornire anche una serie di servizi sociali.

L’ordine delle suore della cannabis

“Siamo piccole in questo momento, ma abbiamo grandi sogni… Se qualcuno fosse venuto e si fosse preso cura di me, avrebbe fatto una grande differenza per me e per le molte donne che sperimentano l’essere buttate via «donne», dice suor Kate. “Quando dai a una donna una qualità di vita migliore, portano con sé gli uomini. Le donne non lasciano indietro gli uomini come una società patriarcale lascia indietro le donne. Semplicemente non accadrà”.

CBD in Gravidanza

Dubbi e vantaggi del CBD in Gravidanza

CBD in Gravidanza

Uno dei periodi più belli ma anche più delicati della vita di una donna è sicuramente la gravidanza. Delicato perché durante i 9 mesi della gestazione, il feto, nell’utero della madre, attraversa tutti i passaggi di formazione e di sviluppo, che dipendono interamente dal corpo della madre per le sostanze nutrienti e difese immunitarie. Ed è per questo che insieme ai farmaci, sono sconsigliate anche sostanze come alcol, tabacco e droghe che possono causare problemi nel processo di sviluppo del bambino.

Dunque, fumare marjuana non legale in gravidanza può comportare danni irreversibili al sistema nervoso centrale del bambino, perché il principale ingrediente psicoattivo, il THC, può passare attraverso la placenta, raggiungendo il feto nel suo flusso sanguigno.

Cannabis light e gravidanza: quali sono i benefici

Durante i nove mesi della gravidanza, spesso non è facile trovare sollievo da alcuni disturbi fisici e psichiciquali acidità di stomaco, nausea, vomito, dolori articolari, ansia e stress. Tuttavia, nonostante molte future mamme soffrano di questi “inconvenienti” della gestazione, la somministrazione di farmaci (anche di uso comune) per curarli viene caldamente sconsigliata. Oggi, molti studi avvalorano la possibilità di ricorrere a un rimedio tutto naturale per risolvere tali problematiche: la cannabis light.

Disturbi del sistema digerente in gravidanza. Nausee e vomito

Molte donne, soprattutto nel primo trimestre dal concepimento, sono affette da un senso di disgusto continuo che spesso può portare ad acidità di stomaco, cattiva digestione, nausee mattutine e vomito. Si tratta di disturbi molto diffusi che possono presentarsi in maniera lieve e transitoria, oppure evolversi in forme gravi e persistenti, tali da portare addirittura a malnutrizione della madre e quindi anche del feto.

Ad esempio, nel caso dell’iperemesi gravidica, una forma acuta e incontrollabile di nausee e vomito, si possono presentare disidratazione progressiva, rapida perdita di peso, infossamento degli occhi, diminuzione della quantità di urine emesse, chetosi, anomalie del quadro elettrolitico e carenze nutritive. In Italia, questo disturbo colpisce ben tre donne incinte su quattro nel primo trimestre di gravidanza, ma attualmente il protocollo farmacologico per contrastarla non è privo di controindicazioni e a volte del tutto inefficace.

Come può aiutare la cannabis light in caso di vomito e nausea gravidica?

La cannabis light può diventare un valido aiuto in caso di acidità di stomaco, nausee e vomito in gravidanza, anche nelle forme più serie.

In alcuni Paesi dove le terapie a base di cannabis sono ampiamente validate e sfruttate, la cannabis terapeutica è attualmente prescritta dai ginecologi per il suo effetto di antiemetico naturale, stimolatore dell’appetito, rilassante e analgesico.

Agendo prevalentemente sul sistema endocannabinoide, composto da una rete di recettori distribuiti nelle cellule di tutto il corpo, la cannabis light stimola importantissimi processi fisiologici di tipo antinfiammatorio e miorilassante.

Se il sistema digerente non è più infiammato, lo stimolo della nausea cala in modo repentino e ritorna l’appetito per la madre che introduce nuovamente e senza più problemi tutti gli elementi essenziali per garantire la propria salute e quella del proprio bambino.

Dolori in gravidanza e cannabis light

Le donne in “stato interessante” possono ritrovarsi ad affrontare anche altri sintomi spiacevoli, come dolori cronici di tipo muscolare e/o osteoarticolare. È noto che la cannabis light sia in grado di alleviare, almeno parzialmente, queste condizioni: il cannabidiolo (CBD) è, infatti, in grado di rilassare l’apparto muscolare, tanto che alcuni studi sostengono che potrebbe essere utile anche in caso di contrazioni.

Ad esempio, chi soffre di dolori muscolari può cospargere un balsamo, una crema o una lozione cutanea a base di olio di CBD al 100% direttamente sull’area interessata, anche in caso di emicrania. In questo senso, è opportuno ricordare che tutti i prodotti realizzati con canapa biologica offrono la garanzia dell’assoluta assenza di THC.

Alleviare ansia e stress in gravidanza con la cannabis light

Il periodo dell’attesa per una futura mamma può essere fonte di preoccupazione e quindi di ansia e stress. In gravidanza, ridurre gli stati d’ansia o depressione, lo stress, l’insonnia è possibile, anche senza dover necessariamente ricorrere a terapie farmacologiche. Un valido aiuto può senza dubbio essere rappresentato da prodotti a base di cannabis light come l‘assunzione di capsule, gocce, olio o tè di CBD.

Ovviamente, la combustione è un metodo di assunzione della cannabis assolutamente sconsigliato, soprattutto alle donne incinte, ma da molteplici studi clinici emerge che può eventualmente essere sostituito da vaporizzazioni o ingestione tramite cibo o estratti. In ogni caso, prima di qualsiasi assunzione è necessario consultare uno specialista.

Le possibili controindicazioni all’uso di cannabis in gravidanza

La ricerca non si è espressa definitivamente su questo argomento così delicato, nonostante ci siano diversi studi all’attivo che ipotizzano un livello di controindicazioni per lo sviluppo del feto che parrebbe sfiorare lo 0%.

L’uso di CBD nelle donne in gravidanza, secondo gli studi scientifici più recenti, non è connesso all’insorgenza di patologie, malformazioni o deficit di crescita del feto: i bambini nati da madri che, sotto controllo medico hanno assunto cannabis, non sono risultati diversi dagli altri bambini nati da madri che non erano state sottoposte a trattamenti di questo tipo.

La cannabis light sembra dunque rappresentare un’alternativa sicura per le donne in gravidanza che necessitano di un aiuto contro tutti quei disturbi strettamente legati a questo periodo tanto importante della vita.