DOCUFILM sulla Cannabis

Il panorama cinematografico pullula di pellicole che vedono come protagonista proprio la cannabis: dalle commedie ai documentari, dai thriller ai film d’azione o biografici, la scena è straordinariamente ricca di storie in grado di illustrare il legame tra uomo e marijuana.

Ecco a voi una selezione di DocuFilm imperdibili sulla cannabis, da “assaporare” sul divano, certi che dalla visione, avrete modo di scoprire piacevoli sorprese, vivendo colpi di scena assolutamente inaspettati.

 

 

. DOCUFILM :

L’ERBA PROIBITA – 2002 – ITA – 94 min

Con un documentario History esplora la controversa storia della cannabis, indagando i motivi della sua proibizione, le polemiche intorno alla legalizzazione e gli utilizzi terapeutici, approfondendo il vasto mercato che la circonda.

Al di là delle questioni sull’uso come sostanza stupefacente, va considerato prima di tutto che è stata una pianta medicinale con alle spalle una storia millenaria, fermata solo dall’avvento del proibizionismo. Le ricerche sulle attività farmacologiche e sulle possibili applicazioni hanno dato il via ad una riflessione più ampia sulla questione della regolarizzazione.

 

 

 

SUPER HIGH ME – 2007 – USA – 94 min

Determinato a scoprire i reali effetti della marijuana sul corpo e sulla mente umana, il comico (e consumatore dell’anno) Doug Benson, documenta la sua personale esperienza di privazione per 30 giorni, facendoli seguire a 30 di abuso.

Sulla falsariga del noto Super Size Me il documentario vuole anche offrire il suo contributo al dibattito, e relativi scandali, sull’uso dell’erba a scopo medico e curativo che da qualche anno infiamma in California.

 

 

 

 

 

 

MARLEY – 2012 – USA – 145 min

Icona della musica reggae, Bob Marley continua a vivere grazie all’amore e all’ammirazione sconfinata dei fan di tutto il mondo che, dalla Giamaica all’Africa passando per l’America e l’Europa, ne mantengono viva la leggenda.

La sua musica e il suo messaggio trascendono le barriere culturali, linguistiche e religiose, echeggiando ancora oggi in tutto il mondo, con la stessa forza di quando lui era ancora in vita. Solo pochissimi musicisti hanno avuto un impatto così forte sulla cultura. Attraverso una ricostruzione dettagliata, frutto di anni di lavoro, il regista Kevin Macdonald ne rilegge il mito, focalizzando l’attenzione sugli implicazioni filosofiche e religiose che la figura di Marley impone.

 

 

REINCARNATED – 2012 – USA – 96 min

Snoop Dogg è uno dei simboli del gangsta rap, nonché uno dei volti più amati della scena hip-hop americana. Il 2012 è l’anno della conversione: dopo un viaggio in Giamaica il rapper abbraccia la religione rastafariana e adotta un nuovo nome, Snoop Lion.

Un’esperienza che presto conduce a un album dal titolo esplicito e dalle pesanti influenze reggae, insieme a questo accurato documentario omonimo di Andy Capper. Si segue Snoop Lion tra gli studi di registrazione e le strade di Trenchtown (dove il reggae è iniziato) e sulle montagne circostanti a fumare la buona marijuana che la Giamaica produce. Sullo sfondo la radicale povertà dell’isola, conflitti politici, l’influenza degli USA. Il passato di Snoop Dogg riemerge con le morti di amici (come Tupac Shakur), lo spaccio, il carcere, la musica. Prima di voltar pagina conclude: “Ero il re di quella merda”.

 

 

THE LEGEND OF 420 – 2017 – USA – 87 min

Le persone che sono nuove al mondo della cannabis probabilmente apprezzeranno questo documentario per la sua tematica generale.

Il film è abbastanza facile da seguire e fa un ottimo lavoro nell’illustrare la situazione generale della cannabis, il suo uso ricreazionale, il suo potenziale medicinale e le politiche che circondano la sua riforma.

In più, The Legend of 420 esplora alcuni degli impatti della cannabis nell’arte e cultura, attraverso interviste sul suo uso e l’influenza che ha sull’arte insieme ad artisti come Daniel ‘Dunkees’ Militonian, Melissa Etheridge e Jason Mraz.

 

 

 

 

GRASS IS GREENER – 2019 – USA – 96 min

Nel film, una leggenda dell’hip hop e sostenitore della legalizzazione di lungo corso come Fab 5 Freddy racconta la storia della marijuana negli Stati Uniti dalle ansie paranoiche e terroristiche degli anni Cinquanta fino agli sviluppi attuali, con la legalizzazione della marijuana ricreazionale in vari stati dell’unione, passando per la nascita delle subculture legate al fumo e la criminalizzazione su base razziale nata a partire dal contrasto alla droga. A dare il loro contributo a questo racconto, artisti come Snoop Dogg, i Cypress Hil, DMC, Doug E. Fresh, Chuck D, Damian Marley e Killer Mike, che non hanno mai fatto mistero del loro abituale consumo di cannabis.

 

 

 

BUONA VISIONE!

Tisane e infusi al CBD

L’inverno è alle porte, le temperature si stanno abbassando e le giornate si accorciano sempre di più, ma questo non deve essere un presupposto alla malinconia o allo stress. Approfittiamo e utilizziamo il tempo libero per riconnettere noi stessi alla nostra intimità.

 

Cerchiamo di creare sensazioni di benessere e pensiamo a godere i benefici del relax, della pace, del caldo tempore di una morbida coperta e perché no di un’ottima tisana alla Cannabis.

 Consumare un tè alla marijuana legale fatto come si deve può essere un’ottima modalità di assunzione di cannabinoidi rilassanti.

 

 

 

La preparazione di bevande e infusi a base di canapa è una delle più antiche ma, allo stesso tempo, meno utilizzate modalità di assunzione della pianta.

Ciò probabilmente è dovuto al fatto che la tisana alla cannabis richiede tempi di preparazione un po’ più lunghi rispetto ad altre procedure più conosciute, ma molto meno salutari.

Ma, armandoci di un po’ di pazienza, è possibile ottenere una bevanda sana e rilassante, ottima sopratutto per chi soffre di mal di gola o ha a che fare con disturbi respiratori.

La canapa light, si sa, è una pianta dai molteplici benefici, nota principalmente per i suoi effetti analgesici e ansiolitici dati dal cannabidiolo (CBD), il principio attivo della cannabis legale che concilia il sonno e aiuta la digestione, dunque perfetta prima di andare a dormire.

In tanti si affidano alla creazione di tisane e decotti per assicurarsi una buona digestione o per facilitare il sonno, ma oggi oltre a zenzero, melissa e alloro c’è la possibilità di avere un nuovo ingrediente chiave che può essere consumato come bevanda calda per ottenere un effetto calmante. Tè e tisane preparate con la cannabis light contengono un dosaggio davvero bassissimo di THC, il principio attivo psicotropo presente nella cannabis che provoca sballo. Invece è garantita la presenza di CBD, il cannabidiolo, molecola della cannabis dalle proprietà curative e rilassanti, la cui assunzione può aiutare chi ha disturbi del sonno, chi soffre di dolori cronici e infiammazioni ma anche favorire il rilassamento per persone ansiose o depresse.

Consumare una tisana a base di cannabis light può essere dunque un’alternativa efficace all’assunzione di farmaci o un ulteriore ausilio per chi non si sente in forma e ha bisogno di una buona dose di relax naturale.

Oltretutto il consumo per ingestione di marijuana light ha in generale effetti diversi rispetto all’assunzione per combustione (che noi di CBWeed non consigliamo), perché quando i cannabinoidi vengono assimilati con la digestione si ha un effetto ritardato (tra 30 minuti e 1 ora) ma decisamente più prolungato nel tempo visto che gli effetti rilassanti di una tazza di tè alla cannabis possono durare anche 8 ore di tempo, l’ideale per una notte di piacevolissimo sonno.

 

Come fare tisane o infusi con Cannabis light 

Di seguito suggeriamo due modalità di preparazione della bevanda che si differenziano principalmente per l’intensità di sapore e di effetti desiderati:

* Riempi un pentolino d’acqua fredda e immergi il filtro che hai preparato: il dosaggio dovrà essere di 250 ml di acqua per non più di 200 mg di canapa; successivamente poni il pentolino sul fuoco e, una volta raggiunto il punto di ebollizione, coprilo con un coperchio e lascialo bollire per almeno 15 minuti.

Un consiglio utile è quello di aggiungere sempre un po’ d’acqua durante l’ebollizione, per compensare il quantitativo evaporato.

Dopo aver fatto bollire la nostra tisana alla canapa, aggiungi circa 15 cl di latte, preferibilmente intero. Bisogna ricordare, infatti, che i principi attivi della canapa sono liposolubili e non idrosolubili. Dunque, è necessario usare dei grassi per renderli solubili. Una volta fatto, lasciala sul fuoco per altri 10 minuti, tenendo la fiamma molto bassa. Per chi è intollerante al lattosio basta sostituire il latte con una bevanda vegetale.

Anche senza l’aggiunta di un ingrediente grasso, puoi ottenere comunque la tua tisana alla cannabis, ma occorre tener presente che gli effetti rilassanti e distensivi del CBD saranno molto più blandi.

Dopo averla lasciata raffreddare per alcuni minuti puoi dolcificarla a tuo piacere con miele o zucchero. Una volta fatto, non ti resta che gustare la tua tisana alla canapa e goderti il tuo momento di relax.

* Un’altra versione semplice e veloce consiste nel cuocere a fiamma bassa cime spezzettate e foglie di cannabis light con burro, o olio, per 15 – 20 minuti (attenzione a non bruciare il composto o distruggerete i preziosi cannabinoidi durante il processo). Una volta ultimata la cottura pestate in un mortaio il composto ottenuto e fatelo raffreddare. A questo punto quando farete il vostro tè o la vostra tisana serale potrete aggiungere un quantitativo a vostro piacere di burro/olio nell’acqua calda per godervi ogni volta che volete una preziosa scorta di tè o tisana alla cannabis.

Le migliori miscele per infusi equilibrati

  • Marijuana legale, camomilla e melissa: la camomilla stempera il gusto deciso della cannabis con le proprie note dolci, mentre la melissa, con l’aroma limonoso della melissa conferisce al preparato una sua delicata armonia. La camomilla è un eccellente antispasmodico, che va a sommarsi all’azione anticonvulsivante della cannabis, mentre la melissa, un forte antinfiammatorio e carmitivo, rende il preparato oltre che un perfetto rimedio all’insonnia, anche e soprattutto una soluzione ai dolori mestruali o alle infiammazioni;
  • Marijuana legale e karkadè: il karkadè è una pianta della famiglia delle Malvaceae, caratterizzata da proprietà diuretiche e antisettiche delle vie urinarie. Ancora una volta il sapore corposo, caldo e rinfrescante del karkadè va a stemperare il retrogusto amaro della cannabis, rendendo l’infuso una bevanda assai piacevole al palato, oltre che un eccellente rimedio ai problemi urinari;
  • Marijuana legale, zenzero e liquirizia: lo zenzero è un eccellente anti congestionante, con proprietà analgesiche; la sua azione sul processo digestivo, inoltre, lo rendoe un ottimo rimedio alla nausea. Il connubio di zenzero e liquirizia è da sempre un ottimo rimedio a problemi digestivi o a smaltire pasti particolarmente abbondanti o pesanti. Il gusto amarognolo della canapa stempera le note dolci sia della liquirizia che dello zenzero, mentre i toni pungenti e piccanti dello zenzero conferiscono all’infuso un sapore interessante, estremamente piacevole al palato.

 

Il tè alla cannabis, una bevanda spirituale

Le bevande alla cannabis hanno origini antiche, ma in generale venivano nell’antichità consumate in diverse parti del mondo per scopi di tipo rituale e religioso, ovviamente con dosaggi molto potenti di CBD e THC. La cultura indiana fu tra le prime ad elaborare il proprio personale infuso a base di cannabis, ovvero il noto Bhang, che era un tempo la bevanda spirituale esclusiva di religiosi e sciamani. Il Bhang consiste in una pasta ottenuta da cime, foglie e semi di piante di canapa che venivano miscelati con latte e ghee (burro chiarificato). Perché l’utilizzo del burro e del latte? Perché già in antichità il popolo indiano aveva scoperto che i cannabinoidi non sono solubili in acqua ed è quindi necessario utilizzare ingredienti dagli alti contenuti di grasso per poter usufruire appieno dei suoi effetti benefici sotto forma di infuso.

Eco-arredo in Canapa

Vivere secondo uno stile ecologico è una richiesta che oggi fanno molti consumatori: l’eco arredo è una delle risposte, quasi immediata, perfettamente ai nostri bisogni.

Per risparmiare e salvare la Natura si può dunque decidere di acquistare per la propria casa un arredamento green.

Negli ultimi anni sempre più le aziende produttrici d’arredamento hanno scelto di realizzare una linea di prodotti ecologici, nel rispetto dei valori ambientali.

Storicamente, la canapa è stata utilizzata per scopi industriali tra cui corde, reti, carta, stoffa, vele e petrolio e, in base a studi recenti, l’uso dei tessuti di canapa nel mercato dell’arredamento è in aumento, considerando anche che durante la produzione di fibre sintetiche come nylon o poliestere i solventi che contribuiscono all’inquinamento di acqua e aria vengono rilasciati nell’atmosfera.

Oltre alle sue caratteristiche tessili, la canapa è inoltre spesso elogiata come straordinaria coltura a rotazione che richiede poco uso di pesticidi.

I mobili in canapa durano a lungo e possono sopportare l’usura in modo sorprendente. In America sono stati certificati e realizzati prototipi di bio-plastiche alla canapa e di un compensato chiamato “HempWood”, che dimostrano essere una vantaggiosissima alternativa all’inquinamento ambientale! Sono materiali naturali che posso essere utilizzati in qualsiasi modo, dall’arredo, ai pavimenti, alle decorazioni per la casa, agli utensili di svariato genere. Esistono, addirittura, filamenti in fibra di canapa per stampanti 3-D. Tantissimi oggetti potrebbero essere creati con questi materiali innovativi che aiutano l’uomo e l’ambiente.

 

 

Perché acquistare mobili che non dureranno a lungo quando puoi acquistare mobili realizzati con materiali sostenibili che sembrano incredibilmente eleganti.

I mobili ecologici in canapa resisteranno alla prova del tempo e il tessuto su un divano, una sedia o una poltrona di canapa sarà resistente e facile da pulire. Le fibre diventano più morbide con l’avanzare dell’età, ma non si consumano.

La stoffa canapa è uno dei tessuti più ecologici oggi presenti sul mercato: la produzione di mobili con tessuti di canapa è tipicamente organica – quel che più conta è che non sono necessarie tonnellate di sostanze chimiche dannose per creare canapa di alta qualità – e anche i telai in legno possono essere realizzati con materiali ecologici come il legno riciclato o il bambù.

 

L’eco-arredo con tessuti di canapa si basa su stile, durata, sostenibilità.

                  

I mobili con tessuti di canapa non sono propriamente economici, in ragione appunto dell’alta qualità della stoffa canapa e dei costi di produzione.

Ma se consideri che i tessuti di canapa sono tra i migliori materiali organici e sostenibili, noterai che il loro prezzo è migliore rispetto ad altri mobili più ecologici o più rari da trovare.

La canapa è un’ottima fibra per abbigliamento, tessuti e eco-arredo: la stoffa canapa è, infatti, elegante, duratura, antibatterica.

Vantaggi dei tessuti in canapa: sono molto resistenti, assorbono l’umidità del corpo e disperdono il calore. Non sono soggetti ad acari, muffe e tarme e hanno una maggiore protezione ai raggi UV. Il tessuto crea, a contatto con la pelle, un micromassaggio che favorisce la circolazione sanguigna. Resta morbido quando si lava in lavatrice, non fa grinze e non si stira!

 

FILM imperdibili sulla Cannabis

Il panorama cinematografico pullula di pellicole che vedono come protagonista proprio la cannabis: dalle commedie ai documentari, dai thriller ai film d’azione o biografici, la scena è straordinariamente ricca di storie in grado di illustrare il legame tra uomo e marijuana.

Abbiamo scelto per voi una selezione di film imperdibili sulla cannabis, da “assaporare” sul divano in totale relax, certi che dalla visione, avrete modo di scoprire piacevoli sorprese, vivendo colpi di scena assolutamente inaspettati.

 

 

 

. FILM :

CHEECH AND CHONG’S UP IN SMOKE – USA – 1978

Questo è un grande classico del “cinema cannabico”. Cheech and Chong’s Up in Smoke è una commedia che offre scene alquanto esilaranti, con una vena ribelle e anti-sistema, girata con grande maestria. Siamo sicuri che anche le nuove generazioni di stoner potrebbero affezionarsi a questi film. Up in Smoke è un film a carattere “on the road”, in cui viene consumata un sacco d’erba e si ride grazie al più sottile umorismo “stoner”. Cheech Marin carica sulla propria macchina Tommy Chong, sul ciglio di una qualsiasi strada californiana. Ciò che avviene dopo è una delle scene più divertenti della cinematografia da “stoner” mai girate all’interno di un’autovettura. Dopo aver deciso di fumare una canna enorme, la macchina inizia a riempirsi di fumo e si perdono in fantasiose discussioni, attirando l’attenzione della polizia. Si ritrovano così in Messico, ma trovano un modo per passare il confine alla guida di un furgone piuttosto bizzarro. Rientrati in territorio statunitense, incontrano due autostoppiste che decidono di unirsi al loro viaggio. Una costante fuga da situazioni piuttosto assurde, intervallate da incontri esilaranti con le forze dell’ordine locali.

 

IL GRANDE LEBOWSKI – USA – 1998

Questo è sicuramente il film più significativo della storia del cinema “stoner”. Il Grande Lebowski merita di essere classificato al primo posto di questa Top 10 come il miglior film “stoner” mai girato. La storia tratta del “Drugo” (Jeff Bridges) e del suo amico Walter Sobchak, un personaggio ossessionato dalle armi. Se esiste un film assolutamente da vedere, questo è Il Grande Lebowski. Il drugo, o Jeff Lebowski, è l’uomo più rilassato del pianeta terra. il narratore si riferisce a questo personaggio come “l’uomo più pigro della contea di Los Angeles”. Il drugo ama l’erba, fumare canne nella vasca da bagno e bere il suo cocktail favorito, il White Russian. Il film inizia con due gangster, al servizio di un grande magnate del porno, che confondono “il drugo” per il “Grande Lebowski”. Quest’ultimo, apparentemente, deve molti soldi al magnate. I due gangster dimostrano fin da subito di non essere molto furbi e, quando scoprono di aver preso la persona sbagliata, è ormai troppo tardi e decidono di pisciare sul tappeto del drugo. Jeff Lebowski, però, non si lascia intimidire e decide di andare fino in fondo alla questione! Secondo il drugo “il tappeto teneva insieme la stanza”. Si tratta di una storia geniale e un eccellente film da vero “stoner”.

 

HALF BAKED – USA – 1998

Tipica commedia americana Anni ’90, “Half Baked” vede protagonisti Thurgood, Brian e Scarface che, a seguito dell’arresto del loro amico e coinquilino Kenny, accusato di aver ucciso Ranuncolo, il cavallo della Polizia, si trovano costretti a spacciare marijuana per radunare i 100.000 dollari stabiliti per il riscatto. Allestiscono così il “Bravo Ragazzo”, una società di spaccio grazie alla quale lo stesso Thurgood riesce a conquistare un ambito posto di lavoro nell’industria farmaceutica. Tuttavia, sebbene la loro attività diventi particolarmente popolare, permettendo loro di rimediare clienti particolarmente famosi, i problemi e le vicissitudini non tardano ad arrivare. Ironico e divertente, è sicuramente un film da assaporare tutto d’un fiato!

 

 

L’ERBA DI GRACE – INGHILTERRA – 2000

Come sopravvivere alla crisi finanziaria, quando questa è causata da incalcolabili debiti? Ad insegnarcelo è Grace, protagonista dell’omonima pellicola: una signora di mezz’età, benestante e appassionata di “giardinaggio”, che risiede nel paradisiaco villaggio di Port Isaac in Cornovaglia. Ritrovatasi vedova, la donna viene suo malgrado a conoscenza dell’ingente deficit finanziario in cui il marito l’ha abbandonata. Abituata alla classica vita da anziana casalinga, si vede costretta a ricorrere alla coltivazione di marijuana e alla relativa vendita per sopravvivere. Un’atmosfera e un contesto a dir poco surreale ma al contempo ironico ed estremamente irriverente.

 

 

 

COCCO DI NONNA – USA – 2006

Esilarante, comico e piacevolissimo, il film “Cocco di nonna”, unisce un tema ancora oggi “scottante” come la cannabis al passatempo preferito dagli adolescenti: i videogiochi. Il protagonista Alex, si dedica anima e corpo alla programmazione di un nuovo videogames da lui ideato, ma innumerevoli vicissitudini lo costringono ad andare a vivere dalla nonna, insieme alle sue anziane amiche. Tale evento non farà altro che dare adito a situazioni e contesti ai limiti dell’assurdo. Non potrete fare altro che trascorrere 90 minuti all’insegna della risata!

 

 

 

STRAFUMATI – USA – 2008

Il pigro e strafatto Dale Denton ha come unica ragione di vita far visita all’amico Saul Silver, che gli procura la sua amata marijuana, specialmente un nuovo e raro tipo di cannabis chiamato Pineapple Express. Una notte, mentre consuma solitario il suo ennesimo spinello, diventa testimone involontario di un omicidio. Preso dal panico chiede aiuto all’amico Saul, ma ben presto per i due amici inizia un’avventurosa fuga dalla polizia e da alcuni spietati killer assoldati dal re della droga Ted Jones.

 

 

 

HUMBOLDT COUNTRY – USA – 2008

Uno studente di medicina si ritrova bloccato per un’estate in una remota comunità dove si coltiva marijuana, l’ultimo posto del mondo in cui avrebbe potuto scoprire se stesso.

 

 

 

 

 

FRATELLI IN ERBA – USA – 2009

Divertente commedia all’insegna della leggerezza, “Fratelli in erba” vede protagonista un insegnante di filosofia all’Università che, venendo a conoscenza della presunta morte del fratello, decide di recarsi in Oklahoma per rendergli omaggio. Li avviene il clamoroso colpo di scena: scopre infatti che il fratello in realtà è vivo, ma coperto di debiti, ha scelto di dedicarsi alla coltivazione di marijuana seguendo la tecnica idroponica.

 

 

 

 

QUELL’IDIOTA DI NOSTRO FRATELLO – USA – 2011

L’atteggiamento con cui il protagonista, Ned, affronta la vita è positivo, ma le persone a lui vicine non riescono a condividere tale comportamento. In molti arrivano addirittura a considerarlo un autentico idiota. Questo film, oltre ad essere molto divertente, offre anche momenti stimolanti e di riflessione. Non si tratta di una commedia da scompisciarsi dalle risate, ma alcune scene sono realmente stupide e divertenti. Paul Rudd, insieme ad altri famosi attori come Zooey Deschanel, riesce a creare un’atmosfera calda ed affettuosa intorno ad una famiglia alle prese con un suo componente alquanto idealista e spensierato. Ned vende ortaggi biologici di produzione propria in un mercato di contadini. Di tanto in tanto, però, vende anche un po’ d’erba sotto banco per arrotondare gli incassi. Un giorno, però, un poliziotto in uniforme si presenta al suo banco fingendo di aver passato una brutta giornata e chiede a Ned dove può comprare un po’ d’erba. Pronto ad aiutare una persona avvilita, Ned non dubita un istante e porge una busta di cime al poliziotto. Questo è Ned. Dopo aver trascorso alcuni mesi in carcere ed essere stato eletto “prigioniero modello” per quattro mesi di fila, inizia a frequentare le sue tre sorelle, costrette a subire il suo atteggiamento positivo verso la propria vita spensierata e verso quella delle persone a lui vicine.

PAULETTE – FRANCIA – 2012

Ispirato ad un fatto autentico, “Paulette” è una pellicola che, sebbene divertente, porta inevitabilmente a riflettere. Il film tratta senza troppa delicatezza, tutte le problematiche legate alla convivenza nella multietnica periferia metropolitana, il tutto attraverso gli occhi di un’anziana signora che non sopporta nessuno, a cominciare dagli immigrati, peggio ancora se di colore. E se inizialmente domina un’atmosfera a tratti razzista e un po’ xenofoba, la trama è pronta a sovvertire ogni regola: osservando infatti gli spacciatori che popolano il suo palazzo, l’anziana comprende quanto si possa guadagnare da tale attività finendo per proporsi a Vito, il boss locale, per spacciare hashish. Tutto e il contrario di tuttoinsomma, in una commedia divertente ma ragionata che porta sicuramente a porsi delle domande.

 

OLIVER, STONED – USA -2014

Una commedia adatta soprattutto ai teenager, “Oliver, Stoned” narra la storia di Oliver, ventenne che “finge“ di lavorare nell’autolavaggio del padre, lo stesso che pensa di essere ancora adolescente, poiché accompagnato a una “maggiorata”! Oliver, abituato a fumare ogni tipo di droga, cannabis e hashish prime tra tutte, distratto dallo sballo, si fa rubare un’auto affidatagli da una cliente. Decide di mettersi dunque sulle tracce del ladro in compagnia di Megan, una giovane ragazza alla quale ha precedentemente distrutto lo scooter. Risate a non finire per una pellicola leggera e tutt’altro che impegnativa.

 

 

 

KID CANNABIS – USA – 2014

Fin dalle prime immagini, questo film inchioda lo spettatore allo schermo, creando un’avvincente velo di suspense intorno al tema del traffico di droga negli Stati Uniti. Il consumo d’erba esiste e fa parte della nostra società. Purtroppo, questo film non mostra eccezionali qualità cinematografiche, soprattutto verso la fine. Il finale, infatti, per quanto realistico possa essere, non riesce a portare avanti l’entusiasmo che si respirava nella prima metà del film. La storia tratta di quello che potrebbe essere il sogno segreto della maggior parte degli “stoner” adolescenti. Un diciottenne preso dallo sconforto scolastico, decide di guadagnare grandi quantità di denaro grazie al traffico internazionale d’erba, importando Cannabis dal Canada agli Stati Uniti. Il progetto viene avviato con successo e gli affari iniziano ad andare a gonfie vele, almeno all’inizio.

 

 

FAST CANVOY – FRANCIA – 2016

Un thriller mozzafiato dove non mancano le emozioni forti: “Fast Convoy” vede sette uomini e quattro auto, impegnate nel trasporto di 1300 chili di cannabis da Malaga, in Spagna, a Creil, nella periferia di Parigi. Per Alex, Yacine, Majid e gli altri protagonisti, sebbene rappresenti un’operazione di routine, si ritroveranno catapultati in un’esaltante avventura: al gruppo si aggiunge infatti Nadia, una giovane turista che sarà testimone di una realtà inaspettata quanto cruda, quella del traffico internazionale di stupefacenti.

 

 

 

L’INGREDIENTE SEGRETO – MACEDONIA – 2017

Una scorrevole commedia moderna dove non mancano i colpi di scena: “L’ingrediente segreto” è ambientato a Skopje, in Macedonia e racconta la storia di Vele, un meccanico impiegato in un deposito ferroviario che, a causa delle condizioni economiche del Paese e di uno stipendio in ritardo di mesi, lotta quotidianamente per poter fornire le medicine al padre colpito da cancro. Casualmente, all’interno di un vagone, trova un panetto di marijuana di contrabbando. Decide di rubarla per preparare una torta a suo padre, nella speranza di alleviarne i dolori. Le voci riguardanti i miracolosi poteri curativi di Vele non tarando a diffondersi: si ritrova dunque messo alle strette da una strana coppia di gangster imbranati decisi a reclamare la “ricetta” della “panacea di tutti i mali”, la space cake!

 

 

 

BUONA VISIONE!

 

Canapa come cura per la Terra

La Canapa è una delle migliori fonti di energia rinnovabile.

Come ampiamente documentato nella letteratura scientifica, la canapa è infatti capace di assorbire i metalli pesanti e, a differenza di altre piante, può essere utilizzata in diversi ambiti, principalmente per usi industriali e per la produzione di energia.

Alle produzioni derivanti dalle coltivazioni di canapa si può applicare il concetto di bio-raffineria. Ovvero un sistema integrato utile alla produzione di energia e prodotti chimici a partire dalle biomasse. Tutte le parti della pianta, scarti compresi, vengono utilizzate per essere trasformate in qualcosa di nuovo.

 

 

 

 

È la migliore in Assorbimento della CO2, fonte inesauribile di energia di biomassa per evitare la deforestazione e uso di combustibili fossili, è fitodepuratrice e previene l’inquinamento da pesticidi.

La canapa da sola, ma ancora di più insieme ad altre specie fitodepuratrici, ha dimostrato di essere (a seconda della tipologia di elementi inquinanti del terreno) un’ottima alternativa a procedimenti bio-chimici o high tech, i quali possono richiedere un maggior tempo per vederne l’efficacia, o possono risultare economicamente meno sostenibili, senza contare ovviamente tutti i fattori “Green” già insiti nella pianta, come il miglioramento della qualità dell’aria nell’ambiente.

 

. EFFICACE FITODEPURATORE:

La canapa è un ottimo depuratore naturale di ambienti e terreni contaminati dall’inquinamento dell’uomo.

A partire dal 2017, IspraIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha riconosciuto 22 nuovi casi di danno ambientale in Italia, uno studio effettuato su tutto il territorio nazionale, derivanti da contaminazioni inquinanti di vario genere, ma il numero reale potrebbe raddoppiare, poiché alcuni terreni risultavano contaminati da differenti tipologie di inquinanti.

La coltivazione della Canapa si integra perfettamente con la tecnologia agricola già in uso nel territorio, tranne piccoli adattamenti in funzione delle caratteristiche vegetative della pianta, soprattutto per suo veloce tasso di assorbimento e la sua capacità di legare i contaminanti composti dell’aria e del suolo.

Crescendo molto velocemente senza bisogno di trattamenti chimici dannosi come pesticidi o diserbanti. Grazie all’apparato radicale che si estende fino a due metri, questa specie può ripulire il suolo in profondità e renderlo più fertile, così che terreni ora abbandonati possano essere riutilizzati in agricoltura.

La canapa cresce molto velocemente, raggiungendo il pieno raccolto in soli 180 giorni e produce una sfera di radici che si estende nel terreno da 1,5 ad 2,5 metri. Questo vuol dire che le tossine possono essere estratte senza la necessità di rimuovere il terreno contaminato dello strato superiore, evitando così spese di smaltimento. La sua capacità di crescere, poi, non viene influenzata dalle tossine che accumula.

Pare infatti che la canapa sia in grado di accumulare, principalmente nelle radici, nelle foglie e nei fiori, materiali come nichel, piombo, cadmio e altri metalli, lasciando quindi la fibra commercializzabile, senza variazioni nel prodotto ad uso industriale o come biomassa, ovviamente se le percentuali di metalli pesanti nel terreno non sono estremamente elevate.

Inoltre, grazie alle sostanze allelopatiche, ovvero le sostanze attraverso le quali la pianta si difende, riduce la crescita di specie infestanti attorno a sé.

La coltivazione industriale dovrebbe quindi consentire un’efficace riduzione dell’inquinamento del suolo e il conseguente ripristino di aree verdi ora inutilizzabili, nonché migliorare la qualità dell’aria e del microclima e la qualità della vita dei residenti, che avrebbero anche nuove opportunità occupazionali.

 

. BENEFICI SOCIO-ECONOMICI:

Sono diversi e tutti notevoli dal miglioramento della salubrità degli ambienti delle comunità presenti sul territorio, mediante: la riduzione del documentato inquinamento chimico e micro-organico dei terreni, ripristino di vaste aree di verde, miglioramento della qualità dell’aria, miglioramento del microclima.

C’è inoltre da tenere in considerazione il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali mediante: il rilancio economico basato su sistemi di cicli regionali di produzione e trasformazione della materia prima (dal bassissimo impatto ambientale) e la  possibilità della creazione di un’intera filiera verde certificata con ricadute occupazionali diversificate e distribuite nel territorio come nel tessuto sociale, innescando un fenomeno di diffusione dei sani principi di sostenibilità, “green economy” ed economia circolare (ad esempio le bioplastiche).

Gli effetti negativi, di fatto, sono quindi pressoché inesistenti. Esistono solo delle minacce provenienti dall’ambiente esterno che possono sintetizzarsi in azioni di carattere criminoso e/o accidentale/naturale.

 

Immaginate cosa potrebbe fare in breve tempo una pianta del genere.

Il mondo ha bisogno della Cannabis!

 

 

CannaMilk – Latte di CANAPA

Molte persone sentono l’esigenza di trovare un sostituto vegetale al classico latte di mucca. I motivi sono molteplici e vanno dalle intolleranze alle prese di posizione dal punto di vista alimentare. Il latte di canapa è un latte vegetale perfetto, facile da preparare in casa e ricco di proprietà nutritive.

 

Fresco, leggero e velocissimo da preparare, Il latte di canapa fatto in casa è ricco di proteine di qualità altamente digeribili.

 

 

Si tratta di un drink vegetale e crudista preparato semplicemente frullando i semi di canapa sativa con l’acqua.

E se vi state chiedendo se si tratta di una bibita stupefacente …beh, assolutamente no: potete stare tranquilli che di stupefacente c’è solo il gusto perché i semi di canapa sativa sono del tutto innocui e non contengono molecole tossiche! 

 

I semi di canapa si possono aggiungere a smoothies, barrette energetiche senza cottura, insalate e quinoa. Inoltre questi semi sono ricchi di grassi vegetali sani, vitamine, fibre, sali minerali, antiossidanti e clorofilla.
I semi di canapa sono una preziosa fonte di proteine vegetali e di acidi grassi essenziali tra i quali anche gli Omega-3 e Omega-6. Non contiene colesterolo ne lattosio.

L’ulteriore presenza di acido gamma-linoleico (GLA) rende i semi di canapa nutrizionalmente superiori rispetto ad altri semi alimentari. Essi contengono anche una levata quantità di Vitamina A, D ed E, ferro, antiossidanti, antinfiammatori, terpeni con funzioni citoprotettive e, in tracce, analgesici naturali. Proprio per le sue proprietà anti infiammatorie, l’apporto proteico completo e  la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali, la canapa è molto utilizzata come integratore alimentare per gli sportivi.

Le proprietà del latte di canapa biologico sono tantissime. Sapevate ad esempio che contiene il 46% del calcio che dovremo assumere quotidianamente? Il latte di mucca ne contiene solo il 30%.

A differenza del latte acquistato in commercio, il latte di canapa homemade è molto cremoso, ha un colore verde chiaro ed un sapore fresco, a tratti astringente, e gradevole simile a quello dei semi di girasole o nocciole.

E’ una bevanda energizzante e per tanto dovrebbe essere consumata al mattino come un normale latte, così da avere subito l’effetto saziante e trovare la giusta spinta per affrontare i numerosi impegni della giornata. Un vero SuperFood.

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RICETTA LATTE DI CANAPA (HEMP MILK)

 

INGREDIENTI:

  • 100 g di semi di canapa
  • 1 litro di acqua
  • Q.b. di sale
  • Facoltativo: 1 o 2 cucchiai di sciroppo d’acero

MATERIALE OCCORRENTE:

  • Frullatore
  • Garza
  • Ciotole
  • Colino

PREPARAZIONE:

. In questa ricetta abbiamo utilizzato i semi di canapa integrali (non decorticati): consigliamo l’ammollo per un paio di ore semplicemente per facilitare la successiva frullatura.
Per i semi di canapa decorticati, è possibile ridurre i tempi di ammollo a 15 minuti.

  1. Pesare i semi di canapa, coprirli con 200 ml di acqua fredda e lasciarli in ammollo per un paio di ore.
  2. Riunire i semi di canapa ammorbiditi, insieme all’acqua di ammollo, nel frullatore a bicchiere. Aggiungere a piacere un pizzico di sale e, chi lo desidera, un paio di cucchiai di sciroppo d’agave. Iniziare a frullare e, lentamente, aggiungere l’acqua che rimane. Le dosi suggerite permettono di ottenere un latte di canapa mediamente denso. Per ottenerlo più liquido, sarà sufficiente aumentare la dose di acqua. Viceversa, per ottenere una maggiore densità, si consiglia di aumentare la quantità di semi di canapa.
  3. Preparare un colino capiente e foderarlo con un canovaccio pulito. Collocare il colino sopra ad una ciotola e versare la bevanda attraverso il canovaccio: il latte di canapa verrà raccolto nella ciotola sottostante, mentre nel canovaccio si potrà raccogliere l’okara (semi esauriti, ricchi di fibra  – L’okara può essere utilizzata per preparare pane, polpette o biscotti. – ). Per agevolare lo sgocciolamento, si consiglia di strizzare il fagotto con le mani.
  4. Il latte di canapa si può degustare al naturale oppure si può usare per preparare frullati di frutta o rappresentare la materia prima per la preparazione del Tofu di Canapa.
  5. Il latte di canapa si conserva in frigo per 3-4 giorni. La durata è breve perché il latte è piuttosto delicato, anche per la presenza degli acidi grassi omega 3 e 6.

 

IMPORTATE:

  • Agita bene il barattolo prima di ogni utilizzo: non contenendo conservanti e addensanti, un sottile strato oleoso giallo/verdastro potrebbe salire in sulla superficie ma questo è del tutto normale.
  • Per un miglior risultato, gusta il latte di canapa freddo da frigorifero o lascialo intiepidire a temperatura ambiente.

I diversi metodi per coltivare la Cannabis light

CANNABIS OUTDOOR, INDOOR E GREENHOUSE

 

Ecco le principali differenze tra le varie tecniche di coltivazione di canapa legale.

La migliore marijuana può essere coltivata ovunque con le più diverse tecniche colturali. Sono i coltivatori a decidere quale metodo usare e, con alcuni accorgimenti, si possono ottenere sempre cime di ottima qualità. Ad esempio, l’intensità luminosa del sole può essere raggiunta con le più moderne luci a LED, capaci di simulare il suo spettro e la sua energia.

In altri casi, si possono addirittura combinare tecniche indoor con altre outdoor, ad esempio mantenendo le piante in crescita vegetativa sotto una luce artificiale e passarle alla luce solare nel periodo di fioritura. Le possibilità sono quasi infinite!

Inoltre, la scelta è dettata anche dalla zona climatica in cui si coltiva, dagli spazi disponibili per montare un Grow Box e così via. Tutti i metodi colturali hanno i loro aspetti negativi e positivi. Sono i coltivatori a dover apprendere quale sistema è più conveniente per le proprie esigenze.

 

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  • OUTDOOR

 

Coltivare all’aria aperta è il metodo più naturale per produrre marijuana, come avviene nelle più tradizionali pratiche agricole. La Cannabis è una delle più antiche colture agricole che l’uomo abbia mai portato avanti, ancora oggi ampiamente coltivata. In generale, si tratta di un metodo che richiede semplicemente qualche seme ed una location appropriata dove coltivare. A seconda del clima, le piante richiedono poche attenzioni, in quanto sarà la natura stessa ad occuparsi del loro sviluppo. Questo metodo consente di risparmiare tempo e denaro, se eseguito correttamente.

È il metodo più semplice per coltivare. Quando le condizioni ambientali sono buone, sono sufficienti alcuni semi di buona qualità. Infatti, chi si occupa realmente della coltivazione è Madre Natura.

All’aria aperta si possono ottenere enormi rese produttive, in quanto le piante sono libere di crescere e di ricevere tutto ciò di cui hanno bisogno, raggiungendo dimensioni imponenti come quelle di un piccolo albero (grazie alla potenza della luce solare).

È anche il modo più economico di coltivare, dato che è la natura ad offrire aria, luce e suolo. A volte può richiedere l‘apporto di qualche fertilizzante e di recinzioni protettive, ma le spese rimarranno significativamente inferiori rispetto alle coltivazioni indoor.

Molti coltivatori outdoor sostengono che il profilo dei cannabinoidi raggiunto dalle proprie piante di marijuana non è paragonabile a quello delle coltivazioni indoor, poiché i sapori delle cime tendono ad essere più intensi.

Una volta impostata correttamente, una coltivazione outdoor richiede poca manutenzione, il che permetterebbe di avere più tempo da dedicare ad altre attività.

 

 

  • INDOOR

 

L’indoor non si basa su principi colturali naturali, bensì su metodi più scientifici. Con il passare degli anni, questa alternativa è evoluta enormemente e il progresso sia tecnologico che colturale permette oggi di ottenere ottimi risultati. Se volete coltivare indoor la vostra Cannabis, dovrete inevitabilmente investire molto denaro, ma la ricompensa saranno deliziose cime compatte.

Questa pratica colturale è più discreta. Se nessuno viene a sapere della vostra piantagione e riuscite a nascondere i pungenti odori sprigionati dalle piante, avrete buone probabilità di poter coltivare indisturbati.

I tempi di sviluppo delle piante sono molto più ridotti, il che consente di ottenere più raccolti all’anno. Una coltivazione indoor si può avviare in qualsiasi periodo dell’anno, senza dover necessariamente aspettare la stagione primaverile.

Tutti i parametri colturali possono essere controllati direttamente dal coltivatore, il che si traduce in marijuana di alta qualità. In questo modo i risultati diventano ancora più prevedibili.

Molti coltivatori sostengono che la qualità complessiva delle cime è superiore a quella della Cannabis coltivata all’aperto. Le cime, normalmente, assumono un aspetto molto gradevole a livello estetico e la loro potenza è superiore, chi fa uso di Cannabis a fini terapeutici tende ad apprezzare maggiormente la marijuana coltivata indoor.

 

 

  • GREENHOUSE

 

La terza tecnica di coltivazione, cioè il metodo greenhouse, per ottenere raccolti di canapa sativa light è una sintesi tra le prime due. Utilizzarlo significa sfruttare i vantaggi sia della coltivazione outdoor, sia di quella indoor.

Attraverso le serre, i coltivatori hanno la possibilità di controllare l’ambiente circostante, l’illuminazione e il ricircolo dell’aria. Di solito si opta per la luce solare quando possibile poiché, naturalmente, significa ridurre i costi di manutenzione della serra stessa.

Inoltre le serre permettono ai coltivatori di monitorare le loro colture e riuscire ad ottenere prodotti di qualità durante tutto l’anno.

Tutto ciò dovrebbe chiarire i dubbi dei meno conoscitori: è possibile ricavare ottima erba light e di produzione propria se si pondera attentamente sulle opzioni più adatte a noi.

 

 

. POSSIBILI SVANTAGGI DELLE DIVERSE METODOLOGIE DI COLTURA:

. La Cannabis è in balia di diversi fattori ambientali e potrebbe essere distrutta in poche ore da tempeste, forti venti e piogge. Ciò può essere evitato coltivando outdoor con normali vasi, in modo da poter mettere le piante in un luogo sicuro nelle giornate più burrascose. Tuttavia, quest’ultima soluzione limiterebbe lo spazio di crescita delle piante, il che porterebbe svantaggi in un ambiente che, a priori, dovrebbe invece offrire superfici illimitate di sviluppo.

La coltivazione outdoor è una strada poco praticabile per chi vive in centro città o in zone residenziali molto frequentate.

Se la zona di coltivazione non viene minuziosamente studiata a priori, si correrà il rischio che passanti o ladri possano interessarsi alle vostre attività. E a proposito di rischi e pericoli, la Cannabis coltivata all’aperto è anche più incline ai danni da parassiti, animali e malattie.

Poiché non esiste alcun controllo sulle ore di luce fornite dal sole, i periodi di coltivazione tendono ad essere più lunghi, ma le rese sono più abbondanti. A seconda di dove si vive, le coltivazioni outdoor tendono a produrre un solo raccolto all’anno, a meno che non si utilizzino varietà autofiorenti.

. Gli investimenti iniziali per avviare una coltivazione indoor sono sempre maggiori, data la necessità di acquistare tutte le attrezzature necessarie per la sua corretta installazione. Comporta una spesa aggiuntiva sulla bolletta della luce. Attenzione al voltaggio delle lampade che si andranno a scegliere.

Nelle coltivazioni indoor sono necessarie molte più cure colturali e manutenzione rispetto alla coltivazione outdoor, dato che l’umidità e le sostanze nutrienti non sono presenti nell’ambiente circostante.

La ventilazione e il sistema di filtraggio devono essere sempre mantenuti perfettamente funzionali, per garantire la massima discrezione, salvaguardando il rischio di odori forti in luoghi chiusi.

Olio di CBD per gli animali domestici

Come per gli esseri umani il CBD può essere un grande alleato anche per i nostri amici a quattro zampe.

Sì, anche i nostri amici pelosi hanno un sistema endocannabinoide in grado di interfacciarsi con il CBD e, con diverse formulazioni in base alla taglia dell’animale, possiamo assicurarci che ottengano il miglior effetto possibile.

 

 

 

 

La maggior parte delle persone non si rende conto che lo stesso CBD che si è dimostrato efficace negli esseri umani è altrettanto efficace per gli animali. In effetti, ogni singolo mammifero del pianeta ha un sistema endocannabinoide integrato e poiché la maggior parte di noi ama i nostri cuccioli pelosi tanto quanto la nostra prole reale, vogliamo dare loro la migliore cura possibile. Molte persone stanno scoprendo di essere in grado di aumentare la qualità della vita dei loro animali domestici incorporando il CBD nella loro routine.

 

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. Il CBD è sicuro per gli animali domestici?

Gli effetti del CBD derivano dalla sua capacità di stimolare il sistema endocannabinoide, che è coinvolto nella regolazione di diverse funzioni corporee. Questo sistema organico si trova in ogni mammifero sulla terra, il che significa che anche molti animali lo possiedono. Questo sistema è qualcosa che condividiamo con i nostri animali domestici e le differenze sono così minime che gli effetti del CBD su un essere umano e gli effetti su un animale sono estremamente simili. Sia negli USA che in Europa l’uso di prodotti a base di Cannabis in ambito Veterinario è in crescita da diverso tempo.

 

. Qual è la differenza tra CBD per l’essere umano e CBD per animali?

La principale differenza tra il CBD per l’uomo e il CBD per un animale è che un prodotto orientato agli animali domestici fornirà una concentrazione di CBD più adatta alle loro dimensioni e al loro peso. L’assunzione di cannabidiolo varia da persona a persona, nonché da animale ad animale. Un fattore importante nel determinare le dimensioni adeguate della porzione di CBD è il peso. Qualcuno che pesa di più avrà bisogno di più CBD per sentire gli stessi effetti di qualcuno che è più leggero. Allo stesso modo, l’attività motoria può svolgere un ruolo nell’efficacia del CBD su esseri umani e animali. Una nonna e un lottatore professionista consumeranno diverse porzioni di CBD, e confronti come questo possono essere fatti anche per gli animali. Per questi motivi, il CBD fornito al tuo animale domestico e il CBD fornito a te hanno concentrazioni molto diverse.

 

 

 

. Quando viene utilizzato l’Olio di CBD e per quali patologie veterinarie?

A scopo veterinario l’Olio di CBD può essere utile per contrastare infiammazioni, poiché attiva i recettori TRVP-I che regolano la percezione del dolore e della temperatura corporea. Le sue proprietà antinfiammatorie possono lenire dolori cronici o gonfiori che possono causare artriti e altre patologie tipiche di animali in età adulta. Il CBD può mitigare e prevenire ansia da separazione, paure o sindromi DOC; può aiutare a gestire e/o ridurre crisi epilettiche o attacchi provocati da altre patologie. Inoltre, può aiutare l’animale in un percorso di recupero di tipo oncologico grazie alle sue proprietà analgesiche ed antiemetiche che stimolano l’appetito.

1 – Il CBD e dolore : il CBD potrebbe essere in grado di attenuare i sintomi del dolore nel nostro animale grazie all’anandamide, una sostanza chimica che aiuta a spegnere i segnali del dolore nel cervello.
2 – Il CBD e la depressione : anche gli animali possono soffrire di stati depressivi, dovuti ad esempio a episodi particolarmente traumatici. I disturbi legati alla depressione non vengono  immediatamente colti dal proprietario, che spesso tende a interpretarli come dispetti fino a quando le manifestazioni di malessere non diventano evidenti, come ad esempio il gatto che non riesce ad usare la propria lettiera.
3 – CBD e deficit cognitivi : come tutti gli organi anche il sistema nervoso centrale invecchia. Negli animali ciò può comportare cambiamenti di umore e variazione delle capacità cognitive, al punto che il cane o il gatto possono  sviluppare una patologia comportamentale. La disfunzione cognitiva incide soprattutto sulla memoria, ma può coinvolgere anche altri punti.
4 – CBD e epilessia : grazie alle proprietà miorilassanti il CBD può aiutare a gestire attacchi epilettici degli animali.
5 – CBD e nausea : uno studio condotto nel 2012, pubblicato nel British Journal of Pharmacology, ha messo in luce i vantaggi del cannabidiolo il quale, secondo i ricercatori, agisce in maniera difasica, il che significa che in dosi basse può  ‘sopprimere’ l’impulso a vomitare. Il CBD può rivelarsi importante in casi di intossicazioni , effetti collaterali da farmaci e forme tumorali anche negli animali grazie alle sue proprietà antinausea.

 

 

 

. Quanto olio di CBD occorre somministrare agli animali domestici?

Non esiste un’unità chiara su quanto CBD dovresti dare ai tuoi animali domestici. Dovresti seguire passaggi simili a quelli che seguiresti quando consumi il tuo olio di CBD. I singoli prodotti specifici ti forniranno le dimensioni delle porzioni consigliate e le istruzioni su come somministrare. Queste porzioni stimate hanno lo scopo di impostare una dimensione media che sarà adeguata per coloro che rientrano tra un utilizzo principiante e moderato di CBD.
Non esiste una dose universale di CBD per animali o esseri umani. La concentrazione e il volume di CBD consumato dal tuo animale domestico sono determinati principalmente dal loro peso. A differenza degli esseri umani, gli animali domestici non sono in grado di vocalizzare il modo in cui il CBD sta influenzando i loro corpi. Il peso, quindi, diventa lo strumento di misurazione più o meno universale per stabilire quanto CBD dovrebbe assumere un animale. Tendenzialmente, la quantità di CBD aumenta in relazione al peso dell’animale, il che significa che un animale più grande e più pesante richiederà una porzione di CBD molto più grande di uno più piccolo e leggero.

 

. Esistono effetti collaterali comuni per gli animali domestici?

I prodotti a base di CBD vengono impiegati per diverse patologie che colpiscono gli animali domestici, prima fra tutte l’artrosi e permette una diminuzione dell’utilizzo di antinfiammatori (FANS e cortisone) che alla lunga possono creare problemi all’animale. L’olio CBD per animali domestici non è una panacea e dovrebbe far parte di una cura equilibrata e ben bilanciata degli animali. Anche se può portare ad un miglioramento e ad una riduzione dei vari sintomi ed è in grado di regolare meglio le funzioni corporee, non può guarire le malattie del tutto. Il CBD non ha effetti collaterali noti o interazioni negative con farmaci e altri integratori alimentari. L’olio per animali CBD non contiene THC, quindi non è psicotropo. Potrebbero, però, presentarsi lievi effetti collaterali in conseguenza a un sovradosaggio, quali: bocca asciutta, sonnolenza, abbassamento della pressione sanguigna, diarrea e cefalee.

Se stai pensando di acquistare prodotti CBD per i tuoi animali domestici e non sei sicuro che i loro farmaci esistenti si mescolino favorevolmente con l’estratto di canapa, o se desideri avere indicazioni più dettagliate, ti consigliamo di visitare un veterinario per ottenere maggiore chiarezza.

 

LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS IN ITALIA

Tutto quel che c’è da sapere sulla cannabis legale in Italia, e le ultime notizie sullo stato della legalizzazione di droghe leggere nel nostro Paese.

 

 

 

  • Al di là di quanto sarà più o meno veloce il percorso che condurrà a una rivisitazione della legge sulla coltivazione e sul consumo di cannabis in Italia, e nonostante un atteggiamento mediatico spesso “denigratorio”, cui fa seguito qualche uscita poco felice da parte di alcuni schieramenti politici sulla marijuana in Italia, una cosa è però già certa: la vendita di cannabis light in Italia non solo è un business completamente legale, ma si dimostra un settore in piena fase di espansione. Secondo l’Associazione italiana cannabis light infatti, il giro di fatturato è già pari a circa 80 milioni di euro e sta cavalcando ritmi di sviluppo in doppia cifra particolarmente confortanti, che dovrebbero portare a una piena maturazione del comparto. Ricordiamo anche che comprare marijuana italiana light è un’operazione consentita solo a maggiorenni, e che tutti i prodotti che hanno questa denominazione sono caratterizzati da una percentuale molto bassa di THC, inferiore al limite di legge dello 0,6%.
  • Produttori e negozianti che coltivano e commercializzano la canapa light erano finiti nella bufera politica per le parole di Matteo Salvini da ministro dell’Interno e hanno lavorato negli ultimi anni in un quadro normativo non chiaro che aveva finito per coinvolgere le sezioni unite della Cassazione che, lo scorso maggio, avevano spiegato che resta reato la vendita della cannabis, anche nella sua forma “light”, se “in concreto” ha un effetto drogante.“La coltivazione della cannabis e la commercializzazione dei prodotti da essa ottenuti, quali foglie, inflorescenze, olio e resina, in assenza di alcun valore soglia preventivamente individuato dal legislatore penale rispetto alla percentuale di Thc, precisava la Cassazione, rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico sugli stupefacenti, con la sola “eccezione” riguardante la canapa coltivata esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali”. Tutti problemi ora superati dall’emendamento emesso in Aprile 2020.

 

 

  • La cannabis light sarà legale grazie a un emendamento alla legge di Bilancio. Finisce il braccio di ferro – che era arrivato fino alle sezioni unite della Cassazione – sulla canapa con un basso contenuto di Thc, il principio attivo che procura effetti psicotropi. Il testo inserito nel pacchetto di emendamenti approvati in commissione Bilancio recita: “L’uso della canapa composta dall’intera pianta di canapa o di sue parti come biomassa è consentito in forma essiccata, fresca, trinciata o pellettizzata ai fini industriali, commerciali ed energetici”.

 

 

  • Commercializzazione della cannabis: le ultime sentenze

In tema di sostanze stupefacenti, è lecita la commercializzazione di inflorescenze di “cannabis sativa L.” proveniente da coltivazioni consentite dalla l. 2 dicembre 2016, n. 242, a condizione che i prodotti commercializzati presentino un principio attivo di THC non superiore allo 0.5%.

In motivazione, la Corte ha precisato che la legge n. 242 del 2016 si limita a disciplinare la coltivazione della canapa, senza menzionare la successiva commercializzazione dei prodotti ottenuti da tale attività, in quanto trova applicazione il principio generale che consente la commercializzazione di un bene che non presenti intrinseche caratteristiche di illiceità.

Cassazione penale sez. VI, 29/11/2018, n.4920 –

La legge 2 dicembre 2016, n. 242, stabilendo la liceità, a determinate condizioni, della coltivazione della cannabis sativa L., ha reso lecita anche la commercializzazione dei prodotti di tale coltivazione costituiti dalle infiorescenze (marijuana) e dalla resina (hashish), in quanto la cannabis sativa con THC inferiore a 0,5% non rientra più nell’ambito di applicazione del testo unico sulle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui al d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.

Cassazione penale sez. VI, 29/11/2018, n.4920 –

 La commercializzazione al pubblico di cannabis stativa c.d. « light » e, in particolare, di foglie, infiorescenze, olio e resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicabilità della legge che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà ammesse e iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi della direttiva n. 2002/53/CE e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati; pertanto, la cessione, la vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico dei derivati della coltivazione di cannabis sativa c.d. « light », quali foglie, inflorescenze, olio e resina, sono condotte che integrano un fatto di reato anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dalla legge, salvo solamente che tali derivati siano, in concreto, privi di ogni efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di offensività.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 19/08/2019, n.661 –

 Per le Sezioni Unite: non è reato coltivare in casa qualche piantina ad uso personale. La Cassazione con la SU n. 12348/2020 annulla la sentenza limitatamente al reato di coltivazione, ritenendo il ricorso parzialmente fondato, alla luce della soluzione fornita alla questione di diritto sollevata dalla terza Sezione della Corte.

“Il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, essendo sufficienti la conformità del tipo botanico e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente; devono però ritenersi escluse, in quanto non riconducibili nell’ambito della norma penale: le attività di coltivazioni di minime dimensioni svolte in forma domestica, che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.”

La Cassazione tiene pertanto a precisare che :

  • sono lecite e non punibili per mancanza di tipicità, le coltivazioni domestiche minime effettuate con strumenti e modalità rudimentali, da cui si ricava una quantità minima di sostanza destinata ad un uso esclusivamente personale;
  • è invece soggetta al regime sanzionatorio di tipo amministrativo previsto dall’art. 75 del d.P.R n. 309/1990 la detenzione di sostanza stupefacente destinata in via esclusiva al consumo personale anche se ottenuta con una coltivazione domestica lecita;
  • alla coltivazione di piante penalmente illecita è possibile applicare l’art. 131 bis c.p., ed escludere quindi la punibilità per particolare tenuità del fatto;
  • alla coltivazione di piante penalmente illecita si può infine applicare l’art. 73 comma 5 del d.P.R, il quale dispone che: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, e’ di lieve entità, è punito con le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329.”.

Per tale motivo, non costituisce reato l’attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica destinate ad uso personale. In questo modo viene superata l’equiparazione tra coltivazione in senso tecnico-agraria e domestica, effettuata in passato sempre dalla Cassazione con la sentenza n. 28605/2008, secondo la quale era da configurare come reato qualsiasi coltivazione non autorizzata di piante dalle quali si potessero estrarre sostanze stupefacenti, anche se desinate all’autoconsumo.

CASSAZIONE PENALE, SEZIONI UNITE, SENTENZA N. 12348/2020 –

 

Concludendo non è punibile chi coltiva cannabis in casa per uso personale qualora, l’esiguità del numero di piantine e prodotto e i mezzi usati, consentano di escludere lo spaccio. E’ quanto hanno deciso le Sezioni Unite Penali della Cassazione con la sentenza del 16 aprile 2020, n. 12348. Devono ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.

Cucinare con il CBD

Aggiungere il CBD alla cucina è un ottimo modo per integrare le sue proprietà curative nella routine quotidiana.

Con l’aumentare della popolarità dei nuovi prodotti al CBD, probabilmente inizierai a vederli aggiunti a una varietà di cibi e bevande come caffè, cioccolatini, biscotti e caramelle, gelato e infusi.

Una recente sperimentazione clinica ha rivelato che quando il CBD viene assunto con un pasto ricco di grassi, la sua biodisponibilità aumenta di circa quattro o cinque volte, significa che la percentuale di CBD assorbita nei tessuti bersaglio aumenta considerevolmente se assunta con il cibo.

L’ECS, il nostro sistema endocannabinoide, svolge un ruolo essenziale nel mantenimento dell’omeostasi; in sostanza, il suo compito è quello di monitorare continuamente le condizioni interne del corpo, mantenendolo in uno stato di equilibrio. Questo sistema è costituito da recettori noti come CB1 e CB2 (presenti in tutto il corpo) negli organi, nel cervello, nel tessuto connettivo, nelle ghiandole e nelle cellule immunitarie.

Uno degli strumenti più potenti per combattere l’infiammazione è il cibo.

Una dieta antinfiammatoria composta da grassi sani come olio d’oliva, frutti di bosco, verdure a foglia verde e pesce grasso, può aiutare a combattere l’infiammazione e il dolore alle articolazioni.

Ad esempio, il semplice fatto di assumere il CBD insieme al tuo cibo preferito, un’ora dopo un evento stressante, può dare effetti calmanti a lunga durata, riducendo eventuali aumenti della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, e migliorando la resistenza generale allo stress.

Naturalmente, se vuoi aggiungere il CBD al tuo cibo, devi assicurarti di utilizzare un prodotto di prima scelta e alta qualità.

 

 

 

IL CBD PUò ESSERE AGGIUNTO IN TUTTE LE RICETTE, DALLA COLAZIONE, ALLA CENA O ANCHE NEI COCKTAIL. 

 

Il CBD è liposolubile, perciò risulta estremamente semplice da aggiungere in una grande varietà di ricette in cui sono richiesti ingredienti grassi, come burro o olio di cocco. Il cannabinoide può essere aggiunto ai piatti salati sotto forma di condimento, salsa e marinature. Ma può essere anche usato per arricchire i dolci, come i brownie, le torte e persino le bevande, come affogati al caffè e cocktail.

Per i consumatori di cannabis, indipendentemente dall’uso che si decide di farne, ci sono alcune linee guida da seguire per evitare di sprecare parte di questo prezioso ingrediente.

Secondo un diffuso malinteso, la cannabis cruda è psicoattiva. I cannabinoidi della marijuana “fresca” non sono presenti nella loro forma attiva.

Sia il THC che il CBD contenuti nella cannabis sono presenti nella loro forma acida, ovvero come THCA e CBDA. Per convertire entrambe queste molecole in THC e CBD è necessario un processo chiamato decarbossilazione.

Questo processo consiste nel riscaldare la cannabis ad una certa temperatura al fine di rimuovere un gruppo carbossile dalla molecola. Pertanto, cospargere una cima di marijuana fresca sopra un’insalata o mescolarla in una bevanda non farà altro che apportare una quantità di CBDA al consumatore. Quando invece l’obiettivo è assumere il CBD.

Il problema non si pone per la maggior parte dei fumatori di cannabis, dal momento che la combustione attiva automaticamente il processo di decarbossilazione. La temperatura di alcuni piatti caldi può essere sufficiente per decarbossilare le infiorescenze crude.

Ma è sempre meglio eseguire la procedura in maniera corretta prima di utilizzare la cannabis in cucina, per essere sicuri di aver attivato correttamente tutti i cannabinoidi. Per farlo, è sufficiente macinare le infiorescenze crude, posizionarle su una teglia o su un foglio di carta da forno e cuocere in forno a 110–120° per un’ora.

 

. CBD e caffeina a colazione:

Di questi tempi mescolare CBD e caffè o tè, è una vera tendenza nel mondo CBD. Puoi anche comprare chicchi di caffè pre-miscelati con CBD.

Gli effetti rilassanti del CBD aiutano a ridurre gli effetti collaterali indesiderati come l’ansia e il nervosismo del consumo di caffeina. In aggiunta, si dice anche che il CBD aumenti la prontezza indotta dal caffè e prolunghi gli effetti di entrambe le sostanze: è un’unione galattica.

Ci sono moltissime ragioni per cui potresti voler iniziare a mescolare il CBD con il caffè mattutino o con qualsiasi caffè successivo.

La caffeina nel caffè (e in altre fonti di caffeina) risulta agire sinergicamente insieme al CBD. Se assunte insieme, entrambe le sostanze forniscono un livello di produttività maggiore aumentando l’attenzione e la concentrazione. Inoltre, rallentano la metabolizzazione l’uno dell’altro, il che permette a entrambi di circolare per tempi più lunghi.

Infine, il CBD neutralizza direttamente molti degli effetti collaterali più frustranti della caffeina, come episodi di ansia, agitazione, tremori e crampi muscolari.

 

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. CBD in olio e/o burro:

Esistono tantissime preparazioni di estratto di CBD in olio, ma è possibile prepararsi il propio olio al CBD, grazie al quale si possono condire tantissimi piatti.

Successiva alla decarbossilizzazione delle inflorescenze di Cannabis light, occorre far sobbollire, nell’olio che più vi piace, i fiori tritati per una mezzoretta, lasciare raffreddare, filtrare e il gioco è fatto. Si conserva in frigo in un vasetto di vetro e si deve mescolare bene ogni volta prima del suo utilizzo in modo da amalgamare bene le sostanze. Può essere usato per condire sia piatti caldi che piatti freddi.

Un modo semplice e funzionale per utilizzare l’estratto di CBD è adoperarlo per preparare il burro. Può anche essere preparato dalle inflorescenze nella stessa modalità precedentemente descritta per l’olio.

Il burro ha finalmente guadagnato la reputazione di alimento sano, dopo essere stato ritenuto il killer della linea per molti anni, e può essere usato per la preparazione di molte altre pietanze. Vero che l’alternativa vegetale è più leggera e facile da assumere, ma è giusto lasciare a tutti la libertà di scegliere ciò che più gli aggrada.

L’olio di CBD può essere aggiunto a questo grasso, ed è uno dei modi per aumentare i benefici.

Il procedimento è molto semplice. Bisogna spezzettare il burro in una casseruola, aggiungere l’olio di CBD e circa 1 litro di acqua. Dopo bisogna far cuocere a fuoco basso per circa un paio di ore. Mescolando di tanto in tanto. Quando l’acqua sarà evaporata bisogna trasferire il composto in un recipiente e lasciare raffreddare.

Il burro al CBD può essere conservato in frigorifero e utilizzato per la preparazione di dolci e biscotti. Per condire piatti di carne o verdura o per ungere una fetta di pane tostato come merenda.

 

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. Fiori di CBD come tisane o in infusi:

Possiamo assumere il CBD attraverso una tisana, un buon modo per rilassarci attraverso una bevanda calda e rilassante.

Abbiamo provato per voi una tisana 100% canapa, di origine biologica e con un livello di CBD che arriva al 7%.

È molto importante acquistare una canapa di origine 100% naturale e biologica, perchè questa pianta ha la caratteristica botanica di fitodepurare il terreno in cui cresce, assorbendo di fatto i metalli pesanti e gli agenti inquinanti presenti. Se la nostra canapa non viene coltivata su terreni puliti e biologici, rischiamo di assimilare attraverso l’uso delle sostanze chimiche anche pericolose.

Occorre saper preparare al meglio una tisana o un infuso cn CBD, poiché gli effetti saranno percepiti solo successivamente all’attivazione del principio attivo CBDA. Molte persone rimangono deluse dalla preparazione della tisana: gli effetti sono leggeri, su alcuni soggetti quasi nulli.

Questo accade perchè spesso non si prepara la tisana nella giusta maniera: i cannabinoidi presenti nella canapa hanno bisogno, per essere attivati, di essere sottoposti ad un processo chimico detto decarbossilazione.

Questo processo attiva di fatto i cannabinoidi rendendoli assimilabili dal nostro organismo. Senza questa fase, gli effetti sono pressochè nulli. Ci sono due modalità per decarbossilare la nostra canapa: arrivare a temperature superiori a quelle di ebollizione (130 gradi centigradi), oppure aggiungere un grasso (come il latte di mucca o latte di soia come alternativa vegana). I cannabinoidi sono infatti liposolubili, quindi si attivano in presenza di un grasso.

Essendo impossibile aumentare la temperatura nella preparazione della tisana, possiamo aumentare i tempi di ebollizione e aggiungere un elemento grasso.

 

 

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. CRISTALLI di CBD con tutto:

Usando i cristalli di CBD non dovrete più perdere tempo ad estrarre il cannabinoide dalla pianta. Infatti in questo caso il lavoro è già stato fatto, e i cristalli di CBD puri al 99% possono essere aggiunti facilmente a vari prodotti. I cristalli sono una forma purificata e cristallizzata di estratto di canapa con oltre il 99% di contenuto di cannabidiolo, con l’obiettivo di dare al prodotto il sapore caratteristico di un estratto di Cannabis.

I cristalli di CBD o isolati di CBD sono considerati la forma più pura del cannabidiolo naturale ottenuto utilizzando metodi di estrazione moderni.  Il CBD isolato è un’opzione ancora più semplice e precisa.

I cristalli di CBD possono essere facilmente aggiunti in qualsiasi piatto o bevanda. Essi trovano infatti impiego in cucina, nella preparazione di caramelle, brownie, torte e zuppe al CBD. I cristalli possono essere usati per realizzare e-liquid fatti in casa, combinandoli con una base di glicerina. Possono essere anche cosparsi in modo artistico su torte e brownie, come un velo di granella croccante, oppure in affogati al caffè da mescolare come zucchero, meglio se sciolti prima in ingredienti grassi, come olio, burro o latte.

Sono perfetti nella preparazione di frullati, concentrati, estratti o anche cocktail analcolici o alcolici. In America sono diffusissime bevande energizzanti con estartto di CBD puro e molti bar si sbizzarriscono nella creazione di cocktail particolari che possano combinare al meglio il sapore intenso della cannabis.

Inoltre, i cristalli di CBD sono assolutamente privi di THC. Molti prodotti contenenti CBD contengono una certa quantità di cannabinoide psicoattivo, seppur minima. I cristalli di CBD non contengono THC, pertanto sono particolarmente adatti a coloro che desiderano assumere il CBD, ma temono che le tracce di THC possano essere rilevate dai test antidroga.

Le possibilità sono infinite e sono limitate solo dalla tua immaginazione.