Ricette dolci alla Cannabis

Le ricette dolci che vi presentiamo oggi sono tratte dal libro scritto dalla figlia di Bob Marley. Cedella Marley con Raquel Pelzel, Marijuana in Cucina. Ci trovate tante ricette e rimedi naturali a base di Cannabis. 

Donut glassati canapa-zucca-zenzero cotti al forno

Le dosi che vi proponiamo sono per 12 piccoli donut 

Ingredienti:

Per l’impasto

4 1/2  tazze di farina bianca

2  cucchiaini di lievito 

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchino di pimento in polvere

3/4 di cucchiaino di sale marino fine

1/2 tazza di purea di zucca al naturale

4 cucchiai di burro non salato, fuso

2 cucchiai di burro di cannabis o olio di cannabis

1 tazza di zucchero di canna

2 grosse uova da allevamento all’aperto 

3 cucchiai di caffè espresso

1/4 di tazza di panna acida

3 cucchiai di melassa

1 cucchiaio di estratto di vaniglia 

Per la glassa

1 tazza di zucchero a velo, passato al setaccio

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

2 cucchiai di purea di zucca

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Biscotti allo zenzero sbriciolati (facoltativi)

Procedimento

Preriscalda il forno a 220° e rivesti una teglia con la carta forno.

In una terrina media mescola 3 tazze di farina, il lievito, il bicarbonato, lo zenzero, la cannella, il pimento e il sale. 

In una capiente terrina sbatti la purea, 2 cucchiai di burro fuso e il burro o l’olio di cannabis. Incorpora lo zucchero di canna seguito dalle uova, una alla volta, mescolando con la frusta. 

Aggiungi il caffè, la panna acida, la melassa e la vaniglia, mescolando. Unisci il composto di farina con un cucchiaio di legno mescola fino a quando non è amalgamato ( se rimango alcuni grumi non amalgamati va bene). L’impasto sarà molto morbido e appiccicoso ma non preoccuparti, tra un pò tocca alla rimanente tazza e mezza di farina.

Distribuisci la mezza tazza di farina sul piano di lavoro e versaci l’impasto, con le mani, esercitando una pressione molto leggera, stendi l’impasto fino a uno spessore 1e2 cm, ricomprendo se le necessario le mani e i bordi dell’impasto con la farina del piano di lavoro.

Con un coppapasta rotondo da 6 cm o con un bicchiere capovolto infarinato, ricava quanti più dischi possibili. Con un coppapasta rotondo da 2cm o un tappo di bottiglia, ricava un buco in ciascun disco. Adagia di donut sulla teglia. Impasta delicatamente i ritagli facendo attenzione a non lavorarli troppo (o l’impasto si indurirà). Ripeti, ricavando il maggior numero possibile di ciambelle.

Ungi la parte superiore dei donut con i restanti 2 cucchiai di burro fuso. Cuoci fino a quando, esercitando una leggera pressione, non riprendono forma, circa 10 min. 

Togli la teglia dal forno e metti da parte mentre prepari la glassa, è meglio glassarli quando sono ancora caldi.

Prepara la glassa: in una piccola ciotola mescola lo zucchero a velo e la cannella. Incorpora la purea di zucca e la vaniglia, mescolando la frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Immergi la parte superiore dei donut caldi nella glassa, cospargi con le briciole dei biscotti allo zenzero (se li usi) e servili caldi.

Tartufi di brownie al doppio cioccolato

Le dosi che vi proponiamo sono per 24 tartufi

Ingredienti 

Per l’impasto

4 cucchiai di burro non salato

4 cucchiai di burro di cannabis (vi lasciamo il link per la preparazione) 

225g di cioccolato fondente tritato finemente (da 65% di cacao) 

1 tazza di farina bianca

2 chicchirii di cacao in polvere 

1/2 cucchiaino di sale marino fine

3 grosse uova

1/2 tazza di zucchero di canna tipo muscovado

1/3 tazza di zucchero di canna cristallizzato 

2 cucchiai di melassa

2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Per la copertura di cioccolato 

250g di cioccolato fondente, finemente tritato 

3 cucchiai di olio di cocco

Procedimento 

Preriscalda il forno a 180°. Ungi leggermente una teglia da forno quadrata da 20cm. Piega un bel pezzo di carta da forno o di alluminio per adattarlo alla teglia, lasciando che le estremità ne oltrepassino i bordi. Ungi leggermente anche il foglio.

Prepara i Brownie: 

metti il burro, il burro di cannabis e il cioccolato in una ciotola resistente al calore. Riempi una casseruola media con 5cm di acqua e portala a bollore a fuoco alto. Riduci il fuoco al minimo e metti sopra l’acqua bollente la ciotola con il burro e il cioccolato (assicurati che il fondo della ciotola non tocchi l’acqua), mescolando spesso finché il burro e il cioccolato non si sciolgono formando un composto liscio. Togli la ciotola dalla casseruola e metti da parte

In una terrina media mescola la farina, il cacao e il sale e metti da parte. Con un frusta sbatti energicamente le uova, lo zucchero muscovado, lo zucchero cristallizzato, la melassa e la vaniglia in una capiente terrina fino a quando il composto è denso e pallido, circa 1minuto. 

Incorpora la miscela di cioccolato al composto di uova e mescola, dopodiché con una frusta incorpora anche la miscela di farina e mescola fino a quando non rimango più parti secche.

Versa l’impasto dei brownie nella teglia. Cuoci fino a quando, inserendo al centro uno stuzzicadenti, lo estrai con alcune briciole attaccate ma niente impasto appiccicoso, 20-22 minuti. Colloca la teglia su una griglia perché si raffreddi.

Una volta raffreddato l’impasto, usa le estremità della carta da forno o dell’alluminio per sollevarlo dalla teglia. 

Tagliatene i bordi ( teneteli da parte per usare le briciole da cospargere sul gelato o come snack). Affettalo nel senso della lunghezza in 6 striscia uguali e poi trasversalmente in 4 pezzi (24 quadratini in totale). Arrotola ciascun pezzo formando una pallina (inumidisci le mani per evitare che si attacchino) 

Prepara la copertura dei Brownie: 

Metti il cioccolato tritato e l’olio di cocco in una ciotola resistente al calore. Riempi una casseruola media con 30ml di acqua e portala a bollore a fuoco alto. Riduci il fuoco al minimo e metti sopra l’acqua bollente la ciotola con l’olio di cocco e il cioccolato (assicurati che la ciotola non tocchi l’acqua), mescolando spesso finché il cioccolato non si scioglie amalgamandosi all’olio. Togli la ciotola dalla casseruola.

Lavorando velocemente, prima che la miscela di olio di cocco e cioccolato di raffreddi, colloca una pallina di brownie su una forchetta e immergila nel composto per rivestirla completamente. 

Solleva lasciando cadere il il cioccolato in eccesso e adagiala sulla carta forno. Ripeti anche con le altre palline rimanenti, se il composto si raffredda puoi riscaldarlo dimettendolo di nuovo a bollire a bagnomaria.

Lascia raffreddare i tartufi in frigorifero finché la copertura non si indurisce, almeno 15min o fino a 3 giorni. 

Puoi mangiarli freschi o lasciali a temperatura ambiente per un pò, prima di servirli.

Buon Appetito! 

Canapa: sì dell’OMS

Le ricerche scientifiche che hanno portato alla scoperta del SISTEMA ENDOCANNABINOIDE ( LEGGI L’ARTICOLO ) hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione a diverse patologie.

Cos’è il CBD o Cannabidiolo?

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura nella pianta di canapa. I suoi effetti sono stati analizzati e come si evince dal documento ufficiale dell’OMS, è atossico, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Logo organizzazione mondiale della sanità

 

I sintomi di quali malattie possono essere curati con CBD?

Chiarità l’atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer: Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson: netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla: è stato notato come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti del CBD migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington: è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia: rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi: attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia: riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione: ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro: il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea: un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie: le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide: anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni: attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn: si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari: grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete: attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

CBD e interazione con altri farmaci

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uso negli Stati Unite e Europa.

CBD ed Epilessia

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si è basata su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) infatti è stato sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia del 2017 a seguito degli esiti positivi ne trattamento della sindrome di Dravet. 

CBD: CURA PER LA TOSSICODIPENDENZA

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

In virtù di queste scoperte e altre più recenti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto all’Onu la rimozione della cannabis dalla lista delle sostanze pericolose, nel dettaglio si chiede la rimozione della sostanza dalla tabella IV della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e l’inserimento nella tabella III della stessa convenzione, quella delle sostanze a basso rischio. 

Al momento non è stata presa nessuna decisione definitiva, ma questo potrebbe decretare un nuovo inquadramento della cannabis a livello internazionale, perché al momento è stata liberalizzata in diversi paesi ma a livello ufficiale è ancora riconosciuta come sostanza stupefacente con tutte le conseguenze del caso, ad ogni modo sembrerebbe più un risultato a livello politico che pratico perché la legalizzazione per ragioni non mediche violerebbe ancora tecnicamente e convenzioni internazionali.

Vi lasciamo un link dove poter approfondire la notizia (https://www.fanpage.it/esteri/cannabis-loms-chiede-allonu-di-togliere-la-sostanza-dalla-lista-di-quelle-pericolose/)

Ora la domanda sorge spontanea, perché il mio medico non prescrive CBD?

A dir la verità in molti già lo fanno: neurochirurghi, piscologi, psichiatri, oncologi stanno cominciando a riconoscere i benefici in campo medico di questa strepitosa pianta che in oriente viene usata come medicinale da oltre 2000 anni.

Se il vostro medico non ne vuole sapere e non è disponibile nemmeno ad affrontare l’argomento, potrebbe essere arrivato il momento di sentire altri pareri.

 

 

Curarsi con la canapa

Cannabis e salute

Prima di parlare di patologie capiamo come questa sostanza entra in relazione con il nostro corpo. La Dott.ess Lisa Matsuda nel luglio 1990, in una conferenza dell’istituto di Medicina della National Academy of Science annunciò di aver scoperto la sequenza precisa del DNA che codifica i ricettori sensibili al THC.

Precisamente scoprì che nel nostro corpo esiste un ricettore sensibile alla Cannabis, anzi due CB1 e CB2, che formano una stringa di amino acidi infilati come perle in una catena che ondeggia dentro e fuori dalla membrana cellulare per 7 volte e servono per codificare i cambiamenti biochimici delle cellule, in pratica una sostanza naturale prodotta dal nostro corpo. 

Da questa scoperta si è poi potuto studiare un intero sistema ricettivo, il SISTEMA ENDOCANNABINOIDE, presente in tutte le specie, ad eccezione degli insetti, volto a funzioni di importanza basilare. Per esempio la segnaletica endocannabinoide si è dimostrata decisiva attraverso tutto il processo produttivo, e , nei mammiferi, dalla spermatogenesi all fertilizzazione, al trasporto dell’ovidotto dello zigote, sviluppo fetale e perfino allo sviluppo del piccolo nato.

I ricettori di questo sistema proliferano nella placenta e facilitano la comunicazione tra embrione e la madre.

https://cannabiscienza.it/pubblicazioni/sistema-endocannabinoide/sapere-sistema-endocannabinoide/

 

Cannabis e medicina

Queste ricerche hanno aperto la strada a nuove strategie di terapia per diverse patologie incluso il cancro, il diabete, il dolore neuropatico, l’artrite, l’osteoporosi, l’obesità, la depressione, la Sclerosi multipla e l’Alzheimer; L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2017 ha pubblicato una relazione per chiarire gli effetti del THC e del CBD sul corpo umano in relazione con diverse patologie.

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei cannabinoidi presenti in natura e nella pianta di canapa, i suoi effetti sono stati studiati, e come si evince dal documento ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il CBD ha una atossicità relativamente bassa, sebbene siano stati esplorati tutti i potenziali effetti, vi riportiamo alcuni dei risultati rilevanti ottenuti finora da studi in vitro e su animali:

  • Il CBD influenza la crescita delle linee cellulari tumorali, ma non ha alcun effetto sulla maggior parte delle cellule non tumorali. Tuttavia, nei linfociti è stato osservato un effetto pro-apoptotico, cioè ostacola l’insorgenza delle cellule responsabili di cancro e malattie neurodegenerative.
  • Non ha alcun effetto sullo sviluppo embrionale (ricerca limitata)

• L’evidenza sui potenziali cambiamenti ormonali è mista, con alcune evidenze di

possibili effetti e altri studi che suggeriscono alcun effetto, a seconda del

metodo utilizzato e il particolare ormone

• Non ha alcun effetto su una vasta gamma di parametri fisiologici e biochimici 

o effetti significativi sul comportamento animale a meno che non vengano somministrate dosi estremamente elevate (ad esempio, in eccesso di 150 mg / kg EV in dose acuta o in eccesso di 30 mg / kg per via orale ogni giorno per 90 giorni nelle scimmie)

  • Gli effetti sul sistema immunitario non sono chiari; vi è evidenza di soppressione immunitaria a concentrazioni più elevate, ma può verificarsi stimolazione immunitaria a concentrazioni inferiori.
  • È possibile che il CBD sia associato alle interazioni farmacologiche attraverso l’inibizione di alcuni enzimi del citocromo P450, ma non è ancora chiaro se questi effetti si verificano a concentrazioni fisiologiche.

Quali malattie posso curare con la cannabis?

Chiarità l’ Atossicità del CBD, si è dimostrato come un trattamento efficace dell’epilessia in numerosi studi clinici e come possa essere un trattamento utile per una serie di condizioni mediche: 

  • Alzheimer : Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, agiscono positivamente sulle cellule del cervello infiammate e degenerate. 
  • Morbo di Parkinson : netto miglioramento della valutazione psichiatrica e riduzione dell’ agitazione. Migliora il sonno e il comportamento aggressivo dei pazienti 
  • Sclerosi multipla : è stato notato un come le proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti migliorino gli effetti di questa malattia degenerativa.
  • Malattia di Huntington : è stato testato su modelli transgenici di topi e oltre ad avere effetti neuroprotettivi e antiossidanti non ci sono stati effetti clinicamente importati.
  • Lesione da ipossia-ischemia : rallenta notevolmente l’eccitossicità e lo stress ossidativo con brevi effetti neuroprotettivi.
  • Dolore cronico: è un potente analgesico, è stato testato sui pazienti con dolore neuropatico resistenti alle terapie ordinarie e i risultati sono soddisfacenti 
  • Psicosi : attenuazione del comportamenti riconducibili alla schizofrenia, proprietà antipsicotiche sui i sintomi indotti dalla ketamina
  • Ansia : riduce la tensione muscolare e l’irrequietezza; migliora la concentrazione e l’interazione sociale
  • Depressione : ottimo antidepressivo e non creando nessun effetto di dipendenza è molto sicuro
  • Cancro : il cbd induce le cellule tumorali ad autodistruggersi, ha un’azione antiproliferativa e non invasiva in una vasta gamma di tipi di cancro.
  • Nausea : un oppressore naturale del senso di nausea
  • Malattie Infiammatorie : le proprietà del cbd inibiscono le citochine, responsabili della comunicazione fra cellule del sistema immunitario.
  • Artrite Reumatoide : anche in questo caso il cbd ha effetti positivi su una malattia degenerativa, migliorando lo stile di vita del paziente
  • Infezioni : attività benefiche contro lo stafilococco resistente alla meticillina, un farmaco antibiotico, la prima penicillina che è stata efficace nelle gravi infezioni da stafilococco ma con effetti collaterali significativi. 
  • Intestino infiammato e morbo di Crohn : si è visto che riduce l’attività della malattia e migliora le funzioni del tratto intestinale
  • Malattie Cardiovascolari : grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti aiutano il sistema circolatorio e riduce la probabilità di infarto
  • Diabete : attenua le complicanze diabetiche della fibrosi e la disfunzione miocardica 

Il CBD in genere è ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza, gli effetti collaterali riportati possono essere il risultato di interazione tra farmaco-farmaco tra CBD e farmaci esistenti nei pazienti, tanto che in numerosi paesi hanno modificato i propri controlli nazionali per accogliere il CBD come medicinale, ad oggi infatti, per fare due esempi, esisto attualmente in commercio l’Epidiolex, distribuito da Greenwich Biosciences e il Crystal Hemp distribuito da Fagron rispettivamente già in uno negli Stati Unite e Europa.

Test clinici sulla canapa

L’uso clinico più avanzato per il momento in campo medico è quello per il trattamento dell’epilessia, la commissione si  basa su una serie di studi fatti su animali negl’ anni 70 dimostrando l’attività anti-sequestro del cannabidiolo. Sono stati presi a campione 9 pazienti affetti da epilessia per 3 mesi, 4 sono stati trattati con 200mg di CBD al giorno e 5 con placebo oltre al loro trattamento abituale.

Nel gruppo CBD, due pazienti non hanno avuto convulsioni per l’intero periodo di 3 mesi, uno è parzialmente migliorato e il quarto non ha avuto miglioramento.

Non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo e non sono stati riportati effetti tossici per entrambi i gruppi.

Il CBD incide sull’efficacia di altri farmaci?

In un altro studio, 15 pazienti con “epilessia secondariamente generalizzata con focus temporale” sono stati divisi in due gruppi ad ogni pazienze è stato somministrato 200-300 mg di CBD al giorno o placebo per 4 mesi e mezzo in combinazione con i farmaci anti epilettici esistente (non più efficaci ne controllo dei loro sintomi). 

Il CBD è stato tollerato in tutti i pazienti, senza segni di tossicità o effetti collaterali e 4 pazienti degli 8 del gruppo CBD, cono stati segnalati come quasi privi di episodi convulsivi durante lo studio, mentre altri hanno dimostrato un miglioramento clinico parziale.

Per i pazienti sotto placebo invece un paziente ha mostrato miglioramenti e per i restanti le condizioni cliniche sono rimaste invariate.

Grazie a questi risultati che si basano su pazienti con epilessia grave, intrattabile, con esordio infantile e resistenti ai trattamenti tradizionali è stato suggerito che il cannabidiolo (come l’Epidiolex) sarà probabilmente sottoposto all’approvazione della normativa da parte di GW Pharmaceuticals per il trattamento dell’epilessia  a seguito degli esiti positivi nel trattamento della sindrome di Dravet.

Un’altra possibile applicazione terapeutica che è stata studiata è l’uso del CBD per trattare la tossicodipendenza. Esistevano già molti studi preclicinici che suggeriscono che il CBD potrebbe avere proprietà terapeutiche sulla dipendenza da cannabis e tabacco negli esseri umani. Tuttavia, sono necessarie molte più ricerche per valutare il CBD come potenziale trattamento.

Oli CBD

Esistono diversi tipi di oli CBD che differiscono per lo più per metodo di estrazione e olio di diluizione (a cui verrà aggiunto il CBD).